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Изворен канал @pythonotes · Post #169 · 21 окт.

А знаете ли вы, что в Bash есть особая переменная "$_" ? Из описания можно узнать, что в переменную "$_" помещается последний аргумент последней команды. Что-то знакомое? Конечно, в Python есть примерно тоже самое. Мы знаем, что дата первого релиза Bash (8 июня 1989) несколько раньше чем первый релиз Python (20 февраля 1991). Если учесть, что по задумке автора Python это агрегация самых успешных практик отовсюду, можно ли сказать что именно эта фишка к нему пришла из Bash? Ни подтверждения ни опровержения я пока не нашел. Давайте просто считать это совпадением 😉 А как это может быть полезно в Bash? Приведу простой пример, который оценят те, кто часто работает в терминале. Допустим, нам надо создать директорию и зайти в неё. Что обычно делаем? :~$ mkdir foldername :~$ cd foldername :~/foldername$ Как это сделать в одну команду? :~$ mkdir foldername && cd foldername :~/foldername$ Уже лучше, но хочется короче, без повторов. Вот тут и пригодится наша переменная. Напомню, что в неё сохраняется последний аргумент предыдущей команды. :~$ mkdir foldername && cd $_ :~/foldername$ _________________ PS. Символы "&&"" разделяют команды и означают, что требуется выполнить вторую команду только если первая завершилась успешно. #linux#tricks

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #747 · 17.09.2024 г., 08:34

https://x.com/SavinoBalzano/status/1835959643073372567?t=kDws7UJorXNAG6zZnXt1Zg&s=19 Trovo incredibile che in queste ore qualcuno abbia voglia di parlare di attacco alla #magistratura. Ovviamente a tenere banco è ancora la vicenda di #Salvini e di #OpenArms. Per la verità sarebbe anche la vicenda di #Conte, il quale però ama riabbracciare i suoi ex ministri solo quando questi si chiamano #Speranza o giù di lì. C'è chi sostiene che #MatteoSalvini preferisca parlare della bega giudiziaria, difendendosi peraltro dal processo piuttosto che nel processo, solo per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalle difficoltà sue e del #Governo. Che su certe questioni ci siano delle difficoltà mi pare del tutto evidente, ma vorrei modestamente ricordare che non è stato lui ad attualizzare la questione: l'accusa ha chiesto nel processo 6 anni di reclusione. È a fronte di tale richiesta che ha reagito: non mi pare un dettaglio trascurabile. E che si difenda anche dal processo mi pare sacrosanto: "anche", dal momento che nel processo si sta difendendo eccome; "sacrosanto", perché (come ho provato ad argomentare ieri e dunque non ci rientro) questo è un processo politico e rappresenta l'ennesimo gravissimo precedente di incursione della magistratura nel campo della discrezionalità politica. È la magistratura ad attaccare la #politica, non il contrario (quantomeno in questo frangente). C'è un altro aspetto che mi preme chiarire, dal momento che alcuni ieri polemizzavano, ricordandomi come «un #Ministro non sia al di sopra della legge e, dunque, se innocente sarà assolto». A parte il fatto che l'automatismo "innocenza - assoluzione" mi convince poco, vorrei sommessamente ricordare che anche l'azione penale perseguita dall'accusa non deve in alcun modo essere arbitraria o forzata. Vale a dire: non è che siccome hai la possibilità di ottenere l'assoluzione, allora i pubblici ministeri possono accusare chiunque gli passi a tiro senza alcun criterio o, peggio, ricorrendo a elementi che sono squisitamente politici. Parlo in generale: abbiamo la minima idea di cosa possa voler dire subire un procedimento penale? subirlo, magari, nell'assoluta convinzione di essere totalmente innocenti? Ragioniamo per un attimo anche sui danni, materiali e morali, che possono derivare da un procedimento penale ingiusto. Non solo quella del #magistrato giudicante è una funzione delicatissima. Chi #accusa, prima di puntare i dito con ferocia contro un cittadino, dovrebbe probabilmente pensarci cento volte perché il suo è un potere devastante, affidatogli dalla Costituzione perché lo eserciti con le dovute cautele, proprio in considerazione di quanto gravi possono essere le conseguenze di un operato inadeguato. Inadeguatezza (eventuale), peraltro, della quale i magistrati non sono praticamente mai chiamati a rispondere.