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Изворен канал @pythonotes · Post #169 · 21 окт.

А знаете ли вы, что в Bash есть особая переменная "$_" ? Из описания можно узнать, что в переменную "$_" помещается последний аргумент последней команды. Что-то знакомое? Конечно, в Python есть примерно тоже самое. Мы знаем, что дата первого релиза Bash (8 июня 1989) несколько раньше чем первый релиз Python (20 февраля 1991). Если учесть, что по задумке автора Python это агрегация самых успешных практик отовсюду, можно ли сказать что именно эта фишка к нему пришла из Bash? Ни подтверждения ни опровержения я пока не нашел. Давайте просто считать это совпадением 😉 А как это может быть полезно в Bash? Приведу простой пример, который оценят те, кто часто работает в терминале. Допустим, нам надо создать директорию и зайти в неё. Что обычно делаем? :~$ mkdir foldername :~$ cd foldername :~/foldername$ Как это сделать в одну команду? :~$ mkdir foldername && cd foldername :~/foldername$ Уже лучше, но хочется короче, без повторов. Вот тут и пригодится наша переменная. Напомню, что в неё сохраняется последний аргумент предыдущей команды. :~$ mkdir foldername && cd $_ :~/foldername$ _________________ PS. Символы "&&"" разделяют команды и означают, что требуется выполнить вторую команду только если первая завершилась успешно. #linux#tricks

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@marx21news · Post #9622 · 23.01.2026 г., 13:04

Benin: elezioni senza opposizione, il volto nascosto della “stabilità” di Talon Le elezioni legislative dell’11 gennaio in Benin hanno consegnato tutti i 109 seggi dell’Assemblea nazionale ai partiti del presidente Patrice Talon. L’opposizione, nonostante il 16% dei voti, resta senza rappresentanza parlamentare. Come è possibile? ⚠️ Una legge elettorale che esclude Per ottenere seggi, un partito deve superare una soglia del 20% in tutte le circoscrizioni – una barriera quasi insormontabile per l’opposizione, penalizzata a livello organizzativo e mediatico. Risultato: oltre un elettore su sei non ha voce in Parlamento. La partecipazione, intanto, cala al 36,7%. Sicurezza e influenza occidentale Dopo il tentato golpe del dicembre scorso, il governo ha accentuato la retorica securitaria. Francia e Stati Uniti rafforzano la loro presenza nel Paese, definito un “partner di sicurezza emergente” per contenere l’instabilità del Sahel e limitare l’influenza russa. La cooperazione internazionale si traduce in un sostegno politico e militare che consolida il regime. Declino democratico Secondo analisti internazionali, il Benin vive un “arretramento democratico”: restrizioni alla libertà di stampa e di assemblea, opposizione marginalizzata. In più, una riforma costituzionale approvata nel 2025 estende i mandati da 5 a 7 anni e introduce un Senato con poteri di controllo – un ulteriore meccanismo per garantire continuità al blocco di potere. Cosa ci aspetta? Le legislative anticipano le presidenziali dell’aprile 2026. Talon non potrà ricandidarsi, ma il suo delfino, il ministro delle Finanze Romuald Wadagni, è già indicato come favorito. Si prospetta un cambio di facciata, non di sostanza. La “stabilità” promessa dal governo sembra sempre più sinonimo di controllo politico, dipendenza esterna e silenzio forzato dell’opposizione. Un modello che rischia di svuotare la democrazia beninese. #Benin#Africa#Democrazia#Elezioni#PatriceTalon#Neocolonialismo#PoliticaInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/benin-il-volto-neocoloniale-della-stabilita-talonista/