#Difesa: Quanto a lungo possono ancora collaborare il Segretario alla Guerra Pete Hegseth e il Segretario dell'Esercito Dan Driscoll dopo una serie di scontri interni? Driscoll ha fatto sapere al Washington Post che non ha alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni o di allontanarsi dal proprio ruolo.
Giusto la scorsa settimana, il Generale dell'Esercito Randy George è stato improvvisamente licenziato e il principale portavoce di Hegseth, Sean Parnell, ha fatto sapere privatamente a diverse persone di essere interessato a prendere il posto di Driscoll, dovesse presentarsene l'occasione.
Al centro delle discussioni c'è la volontà di Hegseth di bloccare alcune promozioni tra i funzionari dell'Esercito. Per altre persone, invece, i rapporti hanno cominciato a complicarsi la scorsa primavera, quando il nome di Driscoll è circolato come possibile sostituto di Hegseth.
Driscoll, però, non sarà facile da licenziare, anche perché è molto vicino al Vicepresidente J.D. Vance. E la stessa Casa Bianca, tramite la portavoce Anna Kelly, ha fatto sapere di essere dalla parte di Driscoll, che ha aiutato Trump "a ripristinare efficacemente la prontezza e la letalità del nostro Esercito. Lo straordinario talento dell'Esercito degli Stati Uniti è evidente proprio nel momento in cui i nostri combattenti rispettano o superano tutti i loro benchmark dell'Operation Epic Fury e le capacità militari iraniane diminuiscono giorno dopo giorno".
Proprio la vicinanza con Vance è stata sfruttata da Driscoll durante l'autunno, preoccupato per il deteriorarsi della sua relazione lavorativa con Hegseth. Driscoll, ad esempio, ha cercato di osteggiare i vari tentativi di licenziare George. Non è chiaro se Vance sia o meno intervenuto.
#Difesa: Secondo quanto riportato da CBS News, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth avrebbe ordinato al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il Generale Randy George, di dimettersi e andare immediatamente in pensione.
Pare che Hegseth desideri sostituire il Generale con qualcuno "che sappia attuare la visione del Presidente Trump e di Hegseth riguardo all'Esercito".
#Difesa: Altri droni sono stati individuati su Cipro.
#Difesa: Aeroporto chiuso anzi no, aperto. Ma quindi, cos'è successo?
Nei giorni scorsi il Pentagono ha iniziato i preparativi per un'esercitazione militare nei pressi di Fort Bliss, una base militare nei pressi dell'El Paso International Airport dove avrebbe utilizato una nuova tecnologia per abbattere i droni, sfruttando laser ad alta energia.
Si sarebbero tenere delle riunioni circa la sicurezza ma il Dipartimento della Guerra voleva accelerare i tempi. Così, l'Amministratore della Federal Aviation Agency Brian Bedford ha emesso l'ordine di chiusura dello spazio aereo senza allertare preventivamente la Casa Bianca, il Pentagono il Dipartimento della Sicurezza Nazionale.
All'inizio di questa settimana effettivamente la tecologia è stata impiegata nei confronti di quello che si pensava essere un drone di origine straniera ma che in realtà era un palloncino da festa. Per quanto riguarda i droni veri e propri usati dai cartelli non è chiaro quanti siano stati colpiti dalla nuova strumentazione in dotazione dell'esercito questa settimana anche se, secondo un funzionario dell'Amministrazione, almeno uno.
#Difesa: Secondo un funzionario dell'Amministrazione Trump l'aereoporto di El Paso è stato chiuso a seguito di una violazione dello spazio aereo da parte di alcuni droni appartenenti ai cartelli messicani. Il Dipartimento della Guerra è intervenuto per disabilitare tali droni.
Al momento non vi sarebbe più una situazione di pericolo.
Inizialmente, la Federal Aviation Agency aveva chiuso l'aeroporto per 10 giorni.
#Difesa: Ora che anche il New START è scaduto, l'Amministrazione Trump ha lasciato intendere, tramite alcune dichiarazioni vaghe, di voler condurre nuovi test nucleari e di voler dispiegare un maggior numero di testate.
Fino a questo momento, entrambi gli ambiti erano limitati dai trattati sulla non proliferazione in vigore, l'ultimo dei quali è scaduto lo scorso giovedì. Gli Stati Uniti non sono al momento interessati a nuovi accordi che non prevedano, oltre all'adesione della Russia, anche quella della Cina.
Il trattato New START limitava il numero di testate nucleari dispiegate a 1.550, ma non copriva alcuni nuovi armamenti sviluppati dalla Russia; una posizione condivisa anche da diversi membri del Partito Democratico che hanno lavorato nel settore della sicurezza nazionale. La linea dell'Amministrazione USA, espressa dal Sottosegretario di Stato per gli armamenti e la sicurezza internazionale Thomas G. DiNanno, è che il New START poneva "limiti unilaterali agli Stati Uniti che erano inaccettabili" e che la sua scadenza permette al Paese "di rafforzare la propria deterrenza per conto del popolo americano".
Un'opzione al vaglio degli Stati Uniti, ha fatto sapere DiNanno, è quella di "sviluppare e dispiegare nuove forze nucleari", come i missili a corto raggio, che non erano coperti dal trattato. Una delle principali modifiche in questo senso avverrà sui sottomarini di classe Ohio: dotati di 24 lanciatori, per rispettare il trattato ne avevano visti disattivare 4 su ogni unità. Ora l'Amministrazione si sta muovendo per riattivare i 4 lanciatori su ciascun sottomarino.
Per quanto riguarda i test nucleari, in passato Donald Trump ha dichiarato di voler riprendere le esercitazioni "on an equal basis" con Russia e Cina prima di incontrare il Presidente cinese Xi Jinping a ottobre. Attualmente, sia gli Stati Uniti, sia la Russia, sia la Cina hanno sospeso i test nel sottosuolo per via del Comprehensive Nuclear Test Ban Treaty, adottato nel 1996, sebbene il Senato degli Stati Uniti non ne abbia mai approvato la ratifica.
DiNanno ha dichiarato che l'Amministrazione ritiene che Russia e Cina abbiano condotto test nonostante il ban, di piccole dimensioni e tali da non emettere onde d'urto rilevabili. Tra questi test ce ne sarebbe stato uno condotto dalla Cina il 22 giugno 2020, per il quale il Governo cinese avrebbe adottato una tecnica già fatta propria dagli Stati Uniti durante la Guerra Fredda, nonostante fosse in vigore un memorandum tra Washington e Mosca.
#Difesa: La portaerei Lincoln è entrata nelle acque di competenza dello U.S. Central Command dell'Oceano Indiano ma è ancora distante dall'Iran.
#Difesa: Per favore, basta inviare plug anali e vibratori alle basi militari in Bahrain. È la richiesta che il Dipartimento della Guerra ha fatto per conto del Regno del Bahrain.
Grace Bennett, proprietaria del sex shop online Bonjibon ha raccontato su Instagram di aver ricevuto due lettere dal Dipartimento, con un pacchetto che restituiva i giocattoli sessuali in questione. Il sospetto di Bennett è che qualcuno abbia acquistato i prodotti per inoltrarli in Medio Oriente.
#Difesa: A differenza di quanto sta circolando nelle ultime ore, la portaerei Theodore Roosevelt non è nel Mar Rosso ma a San Diego, in California.
#Difesa: Un gruppo di parlamentari sta mettendo a punto una risoluzione per limitare i poteri di guerra del Presidente nei confronti dei territori NATO.
La proposta arriva dai Rappresentanti Bill Keating (D-Massachusetts) e Don Bacon (R-Nebraska), con la partecipazione di Steny Hoyer (D-Maryland) e Brendan Boyle (D-Pennsylvania). La risoluzione ha cominciato a circolare alla Camera da ieri sera e la speranza di Keating è quella di raccogliere più sostenitori tra i repubblicani.
Quella in questione non è una semplice risoluzione sui poteri di guerra, come quella che il Senato ha cominciato a discutere sul Venezuela. "I poteri di guerra sono importanti, ma abbiamo visto sia con Presidenti democratici che repubblicani che non sono così efficaci", ha spiegato Keating. La risoluzione in questione limita i fondi o l'uso del personale statunitense: "È difficile muoversi senza fondi o personale per poterlo fare".
Sebbene non venga citata direttamente, l'obiettivo in questione è chiaramente la Groenlandia. Dall'inizio dell'Amministrazione, Donald Trump e i suoi funzionari hanno sostenuto la necessità di prenderne il controllo tramite un'opzione militare, l'acquisto o sostenendo i movimenti indipendentisti in vista di un referendum. L'uso dell'opzione militare, però, sarebbe in contraddizione con l'art. 5 della NATO e metterebbe fine all'Alleanza Atlantica forgiata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L'articolo afferma che un attacco contro uno dei Paesi della NATO è un attacco a tutti i Paesi. La volontà di omettere ogni riferimento alla Groenlandia è voluta per ampliare il raggio d'azione della legge.
#Difesa: Donald Trump ha avvertito le compagnie del comparto militare che non permetterà alle imprese di procedere al riacquisto di azioni proprie (il buyback), ad aumenti di stipendio per i manager e alla distribuzione dei dividendi fino a che non aumenteranno la produzione di equipaggiamento militare.
Dallo scoppio della guerra in Ucraina, la produzione bellica si è dimostrata un problema per gli Stati Uniti e, dai tempi dell'Amministrazione Biden, si sta cercando di risolvere la questione e di aumentare notevolmente la produzione.
Già nei giorni scorsi Trump aveva preannunciato che si sarebbe comportato in modo molto netto con queste compagnie; da qui le parole apparse in una serie di post pubblicati su Truth Social, in cui ha criticato anche il fatto che gli stipendi dei manager siano "esorbitanti e ingiustificabili, visto quanto sono lente queste compagnie nel consegnare equipaggiamento vitale al nostro esercito e ai nostri alleati". Martedì, Trump aveva dichiarato: "Queste imprese della difesa continuano a fare soldi. Ed è per questo che chiederò loro: fate 45 milioni di dollari in un anno e non riuscite a produrre un dannato elicottero per 7 anni? C'è bisogno che qualcuno parli con loro".
Dal proprio insediamento, l'Amministrazione Trump ha deciso di aumentare sensibilmente il controllo sulle compagnie private. Lo scorso anno aveva obbligato Intel a vendere parte delle azioni all'Amministrazione, mentre nella giornata di ieri Trump ha deciso di vietare ai grandi gruppi immobiliari di acquistare residenze private nel tentativo di calmierare l'aumento dei costi.
Come Trump intenda attuare queste restrizioni, tuttavia, non è al momento noto. Ad esempio, il Presidente ha minacciato RTX Corp. di non farle ottenere più appalti pubblici laddove non costruisca un maggior numero di impianti bellici, non produca più equipaggiamento e non interrompa l'acquisto di azioni proprie. RTX è tra i principali fornitori di motori di aerei e missili del Pentagono.
"Da questo momento in avanti, questi manager devono costruire NUOVI e MODERNI impianti di produzione, sia per consegnare e mantenere questo importante equipaggiamento, sia per costruire gli ultimi modelli del futuro equipaggiamento militare. Devono essere costruiti ora con i dividendi, il buyback di azioni e lo stipendio dei manager invece che tramite prestiti dalle istituzioni finanziarie o ottenendo prestiti dal vostro Governo".
Trump ha inoltre stabilito che ai manager non verrà permesso di guadagnare più di 5 milioni di dollari.
Byron Callan, analista del settore a Capital Alpha Partners, ha parlato con POLITICO e ha messo in dubbio il potere di Trump nel decidere questo genere di aspetti: "Qual è il suo vero potere nel fare queste cose? Puoi sbalordire il settore, ma alla fine della giornata è il board che decide le paghe e gli azionisti vogliono certamente dire la loro su questo. Nessuna compagnia con un minimo di razionalità investirà senza qualche tipo di garanzia che ci siano rischi ragionevoli per un ritorno ragionevole. Davvero si crede che usare queste pressioni su una manciata di aziende, che sono la punta dell'iceberg dell'intero settore della difesa, risolverà i ritardi di produzione?".
Dal 2021 al 2024, Lockheed Martin, RTX, General Dynamics e Northrop Grumman hanno speso 89 miliardi di dollari nel riacquisto di azioni proprie e nella distribuzione dei dividendi, secondo quanto afferma POLITICO. Dopo l'annuncio di Trump le azioni delle compagnie sono crollate, con Northrop che ha perso oltre il 5% del proprio valore azionario.
Le parole di Donald Trump sono in netto contrasto con quelle del Dipartimento della Difesa, che ha cercato di ottenere l'aumento di tre volte della produzione dei missili Patriot da Lockheed Martin.
"Pensavo che la cattura di Maduro servisse a fermare il socialismo nelle Americhe, non a trasformare D.C. in una Caracas sul Potomac", ha dichiarato un funzionario di queste imprese.
#Difesa: Donald Trump chiede al Congresso di aumentare le spese militari per il 2027 a 1.5 bilioni di dollari (trillion) e non 1 bilione.