В прошлом посте говоря "Все вызовы теперь одинаковы" я несколько слукавил. Всё-таки есть в этом зоопарке версий некоторая несовместимость вызов которой просто так не унифицировать. Эти моменты вынесены в отдельный модуль QtCompat (compatibility). Там не так много функций но они довольно полезны.
Этот модуль содержит унификаци модуля shiboken2, функций loadUi, translate и несколько переименованных функций классов или изменённую сигнатуру аргументов и возвращаемых значений. Это единственное исключение из правила когда вам потребуется где-то изменить свой код кроме импортов и этот код не похож на обычный код PySide2.
Например, в PyQt4 и PySide есть метод
QHeaderView.setResizeMode
Для PyQt5 и PySide2 они были благополучно переименованы в
QHeaderView.setSectionResizeMode
Чтобы применить этот метод следует использовать такой код
from Qt import QtCompath
header = self.horizontalHeader()
QtCompat.QHeaderView.setSectionResizeMode(header, QtWidgets.QHeaderView.Fixed)
Унификация загрузки UI файлов:
# PySide2
from PySide2.QtUiTools import QUiLoader
loader = QUiLoader()
widget = loader.load(ui_file)
# PyQt5
from PyQt5 import uic
widget = uic.loadUi(ui_file)
# Qt.py
from Qt import QtCompat
widget = QtCompat.loadUi(ui_file)
Хорошо что таких моментов не много и их легко запомнить.
Полный список можно посмотреть в таблице.
#qt#tricks
Per tutte le 14 stazioni della sua prima #ViaCrucis al #Colosseo, Papa #LeoneXIV porterà la croce. Le meditazioni che riecheggeranno negli spazi dell'anfiteatro Flavio Venerdì Santo, 3 aprile 2026, sono state redatte da padre Francesco Patton, custode di Terra Santa dal 2016 al 2025. Lo si apprende dalla Sala Stampa della Santa Sede, la quale precisa che le meditazioni saranno pubblicate venerdì 3 aprile a mezzogiorno.
A questo link i testi per seguire la #ViaCrucis del #VenerdìSanto e pregare con Papa #LeoneXIV👇
https://www.ilquadrantenews.it/news/dallurbe/via-crucis-al-colosseo-2026-i-testi-delle-meditazioni-e-delle-preghiere/
Una nuova #ViaCrucis per la basilica di San Pietro in #Vaticano. Questa è una delle novità annunciate dal Cardinal Gambetti che rientra nel solco delle iniziative per celebrare il quarto centenario della dedicazione della basilica (1626-2026).
Nel dicembre 2023 la Fabbrica di San Pietro aveva indetto un concorso internazionale per affidare a un artista contemporaneo la realizzazione di una Via Crucis in quattordici stazioni - dalla condanna di Gesù fino alla sua deposizione nel sepolcro - da esporre nel tempo della Quaresima all’interno della Basilica per consentire lo svolgimento della pia pratica e offrire ai fedeli e ai visitatori un itinerario di contemplazione artistica e spirituale.
Tale concorso si configura come il primo passo verso una nuova proposta espositiva, in continuità con la preziosa esperienza maturata con l’esposizione della Via Crucis di Gaetano Previati (1901-1902) concessa in prestito dai Musei Vaticani, particolarmente apprezzata dai fedeli negli anni 2022-2025.
I requisiti del bando di concorso prevedevano la partecipazione di artisti senza distinzione di nazionalità, genere, età o appartenenza religiosa.
La risposta è stata veramente notevole: infatti sono pervenute oltre mille candidature da ottanta Paesi dei cinque continenti tra i quali, oltre naturalmente l’Italia, la Polonia, l’Ucraina, l’Ungheria, gli Stati Uniti e le Filippine, con un’elevatissima partecipazione femminile, che ha raggiunto il 48% del totale.
La Commissione chiamata a valutare le diverse proposte, composta da storici dell’arte, liturgisti ed esponenti delle istituzioni vaticane, dopo una prima selezione basata sulla valutazione di curricula e book fotografici, ha ristretto la rosa dei partecipanti a un gruppo di quattordici artisti che, con stile, tecnica e sensibilità personali, sono stati invitati a presentare due bozzetti: uno, obbligatorio, raffigurante la dodicesima stazione (Gesù muore sulla croce) e un secondo a scelta dedicato a una delle altre stazioni.
Al termine di un’attenta valutazione la Commissione ha espresso riconoscimento unanime per il progetto presentato dal giovane artista svizzero Manuel Andreas Dürr, la cui proposta si è distinta per equilibrio e forza espressiva, con una visione intensa e personale del mistero pasquale. Lo stile pittorico di Dürr, classe 1989, richiama sia le opere del Rinascimento, sia elementi delle avanguardie novecentesche, dall’espressionismo al cubismo, con un linguaggio visivo definito dai critici potente e immediato.
La nuova Via Crucis sarà inaugurata venerdì 20 febbraio alle ore 15. Seguirà la celebrazione del pio esercizio della Via Crucis all'interno della basilica.
I nuovi dipinti, provvisti di cornici realizzate dalle maestranze della Fabbrica di San Pietro, rimarranno affissi lungo le pareti della navata centrale della basilica e intorno alla Confessione per tutto il tempo quaresimale.
Al #Colosseo la prima #ViaCrucis del #VenerdìSanto di Papa Prevost. #LeoneXIV porta la croce per tutte le stazioni, dall'interno dell'anfiteatro fino alla terrazza del Palatino dalla quale imparte la solenne benedizione. Oltre ventimila i fedeli presenti, che hanno accompagnato il pio esercizio pregando con torce e candele in mano.
Fil rouge della serata, le meditazioni di padre Patton ispirate alla vita di San Francesco d'Assisi: "Nel cammino sulle tue orme non importa quante volte cadiamo, importa solo che Tu ci sei accanto e sei disposto a risollevarci una volta ancora, innumerevoli volte, perché il tuo amore, il tuo perdono, la tua misericordia sono infinitamente più grandi della nostra fragilità. Sostienici nella nostra incredulità e dacci la grazia di credere che ci puoi rialzare".
Una #ViaCrucis ecumenica “per prigionieri di #guerra, le loro famiglie e il ritorno della pace in #Ucraina” si è svolta in questi giorni davanti la Cattedrale di Santa Sofia a #Kyiv. L’evento è stato organizzato dal “Movimento Internazionale delle Donne Per i Valori Familiari” e dal Quartier Generale di Coordinamento per il Trattamento dei Prigionieri di Guerra.
A guidarlo il Nunzio Apostolico in Ucraina, l’Arcivescovo Visvaldas Kulbokas. All’evento hanno partecipato attivisti, rappresentanti delle chiese ucraine, diplomatici, rappresentanti delle autorità statali, cappellani militari, volontari, organizzazioni che uniscono donne i cui parenti sono in cattività e sono considerati dispersi, prigionieri di guerra rilasciati e le loro famiglie.
Erano presenti per la Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk e per la Chiesa romano cattolica l’arcivescovo latino di Kiev-Zhytomyr, mons. Vitaliy Krivitsky. “Lo scopo dell’evento - spiega la Chiesa cattolica latina in Ucraina - è fornire supporto spirituale alle famiglie dei prigionieri di guerra ucraini, degli ostaggi civili attraverso la preghiera congiunta alla vigilia di #Pasqua, nonché di richiamare nuovamente l’attenzione della comunità internazionale sull’importanza della sua partecipazione nella risoluzione della questione del ritorno dei prigionieri, prevenirli, torturarli e maltrattarli in prigionia russa”.
“Siamo riuniti oggi qui a Santa Sofia per questa via crucis ecumenica, che collega non solo l’Ucraina a Gesù Cristo, alla Sua sofferenza, ma anche alla comunità internazionale”, ha detto il Nunzio Apostolico.
“È importante per noi che questa preghiera unisca il mondo intero nella riflessione sulla sofferenza di Gesù, che ha sofferto per noi e per noi. Ecco perché oggi uniamo la nostra sofferenza - la sofferenza di prigionieri, ostaggi, bambini, difensori di tutta l’Ucraina - con la sofferenza di Gesù”.
“Oggi abbiamo ascoltato le testimonianze dei nostri difensori che portano sulla loro pelle le ferite di questa guerra”, ha detto il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina Shevchuk.
“Abbiamo anche sentito la voce delle donne, perché le donne hanno un ruolo e un posto speciali nella Via Crucis. Abbiamo sentito la parola di madri che hanno perso i figli, la parola di mogli che aspettano il ritorno dei loro mariti dalla prigionia. Abbiamo ascoltato la voce e la preghiera di coloro i cui parenti sono scomparsi”.
“Abbiamo ascoltato nelle loro parole l’anima e il cuore dell’Ucraina”. Dopo aver percorso la via crucis in 14 tappe, vescovi e sacerdoti hanno pregato nella Cattedrale di Santa Sofia davanti all’antico mosaico della Vergine.
L’escalation di violenza in #MedioOriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili. Unendo la propria voce a quella di Papa #LeoneXIV che ha chiesto di “fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì #13marzo. L’invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso.
La Presidenza della #CEI ribadisce, ancora una volta, che la #guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune.
In questo drammatico momento, come affermato nella Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, “il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato”. Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana.
La Giornata del 13 marzo vuole essere un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte.
Per questo, l’Ufficio Liturgico Nazionale ha offerto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la #ViaCrucis e il digiuno. In particolare, si pregherà perché “si apra presto un cammino di pace stabile e duratura” e perché “quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.
Un appello a #Trump e uno sguardo alle celebrazioni dell'imminente Triduo Pasquale. Lasciando #CastelGandolfo per far rientro in Vaticano, Papa #LeoneXIV, ha così risposto alle domande dei giornalisti che lo attendevano ai cancelli di Villa Barberini: “Mi è stato riferito che il presidente Trump ha recentemente affermato di voler porre fine alla #guerra, speriamo che stia cercando una via d'uscita, speriamo che stia cercando un modo per ridurre la violenza, i bombardamenti, cosa che darebbe un contributo significativo per eliminare l'odio che si sta creando, che sta crescendo costantemente in #MedioOriente e altrove”.
Il Pontefice si è poi rivolto a tutti i leader del mondo per esortarli: “Tornate al tavolo per dialogare, cerchiamo soluzioni ai problemi, cerchiamo modi per ridurre la violenza che stiamo alimentando. E che la pace, soprattutto a #Pasqua, sia nei nostri cuori”.
La Pasqua, ha ricordato il Vescovo di Roma, “dovrebbe essere il tempo più santo, sacro di tutto l'anno. È un tempo di pace, è un tempo di molta riflessione, ma come tutti sappiamo, di nuovo nel mondo, in tanti posti stiamo vedendo tante sofferenze, tanti morti, anche bambini innocenti”.
“Continuamente facciamo l'appello per la pace, ma purtroppo tante persone vogliono promuovere l'odio e la violenza, la guerra”, e per questo il Successore di Pietro chiede a tutti, “soprattutto i cristiani” di “vivere questi giorni, riconoscendo che Cristo è ancora crocifisso oggi, Cristo ancora soffre oggi negli innocenti, specialmente quelli che stanno soffrendo per la violenza, l'odio e la guerra. Preghiamo per loro, per le vittime della guerra, preghiamo che ci sia davvero una pace nuova, rinnovata, che può dare nuova vita a tutti. E speriamo che per Pasqua possa esserci una tregua dai conflitti".
E a chi gli ha chiesto un commento sulla scelta di portare la croce per tutte le stazioni alla sua prima #ViaCrucis al #Colosseo, il Papa ha risposto: “Penso che sarà un segno importante perché per quello che rappresenta il Papa: un leader spirituale oggi nel mondo, questa voce per dire che Cristo ancora soffre. E porto tutte queste sofferenze anche io nelle mie preghiere”. Da qui, ancora un appello a “tutte le persone di buona volontà, alle persone di fede, a camminare insieme, a camminare con Cristo che ha sofferto per noi, per darci la salvezza, e cercare anche noi di essere portatori di pace”.
Infine, una domanda su cosa si aspetta dal viaggio in #Spagna in programma a giugno: “Fede, tanto amore, ospitalità e una calorosa accoglienza. Visito la Spagna da oltre 40 anni e ho sempre trovato un popolo di grande fede e buona volontà”, ha detto Papa Leone, augurandosi “che possiamo celebrare tutto ciò anche in questa visita”.