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Изворен канал @pythonotes · Post #183 · 23 ное.

Python + bash Если вам часто требуется запускать shell команды из Python-кода, какой способ вы используете? Самый низкоуровневый это функция os.system(), либо os.popen(). Рекомендованный способ это subprocess.call(). Но это всё еще достаточно неудобно. Советую обратить своё внимание на очень крутую библиотеку sh. Что она умеет? 🔸 удобный синтаксис вызова команд как функций # os import os os.system("tar cvf demo.tar ~/") # subprocess import subprocess subprocess.call(['tar', 'cvf', 'demo.tar', '~/']) # sh import sh sh.tar('cvf', 'demo.tar', "~/") 🔸 простое создание функции-алиаса для длинной команды fn = sh.lsof.bake('-i', '-P', '-n') output = sh.grep(fn(), 'LISTEN') в этом примере также задействован пайпинг 🔸 удобный вызов команд от sudo with sh.contrib.sudo: print(ls("/root")) Такой запрос спросит пароль. Чтобы это работало нужно соответствующим способом настроить юзера. А вот вариант с вводом пароля через код. password = "secret" sudo = sh.sudo.bake("-S", _in=password+"\n") print(sudo.ls("/root")) Это не все фишки. Больше интересных примеров смотрите в документации. Специально для Windows💀 юзеров #libs#linux

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@gianlucaprocaccinireport · Post #9813 · 20.08.2025 г., 10:06

🥇Il Museo della Gloria a Donetsk: la memoria che diventa presente All’ingresso, sotto le reti mimetiche appese al soffitto, si legge l’insegna: "Centro di Educazione Patriottica". Non è solo un museo, è uno spazio dove la storia militare del Donbass viene trasformata in lezione per le nuove generazioni. Appena dentro, le teche non parlano soltanto della Seconda guerra mondiale o delle epopee sovietiche: la sezione più visitata riguarda i giorni nostri. Ci sono uniformi ancora macchiate di polvere, caschi ammaccati, droni, zaini recuperati dalle linee del fronte, patch della Wagner. Su un pannello, le fotografie di giovani caduti con la scritta “Eroi del Donbass”. Gli oggetti sono disposti con un intento preciso: mostrare continuità. Accanto alle medaglie dell’Armata Rossa compaiono i nastri arancioni e neri di San Giorgio, simbolo della memoria militare russa, oggi legati agli eventi di Lugansk, Donetsk, Mariupol. In una bacheca, lettere e effetti personali: appunti veloci, fotografie di famiglia trovate nei portafogli, piccoli amuleti. Il visitatore percepisce che qui la parola “gloria” non è una formula retorica: è un racconto ininterrotto che lega il passato sovietico al presente del conflitto. Per i ragazzi che arrivano in gruppi scolastici, il messaggio è chiaro: la difesa del Donbass non è solo storia recente, ma parte di una tradizione da custodire. Il museo diventa così un crocevia tra memoria e identità. Una narrazione che non separa il ricordo dalle cronache contemporanee, ma le sovrappone, fino a trasformarle in un’unica epopea collettiva: il Donbass come terra che resiste e si racconta attraverso i suoi combattenti. https://t.me/gianlucaprocaccinireport #europa#donetsk#museo#estate#Donbass#italia