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Изворен канал @pythonotes · Post #191 · 14 дек.

Как разделить строку с shell-командой на отдельные аргументы в виде списка? Если сделать просто сплит по пробелу то получим то что надо, кроме случаев со вставками текста с пробелами. Например так: >>> '-arg "I Am Groot"'.split(' ') ['-arg', '"I', 'Am', 'Groot"'] Чтобы учитывать текст в кавычках как единый аргумент можно воспользоваться функцией shlex.split() Кто читает мой канал давно, уже в курсе. А что делать, если нужно обратное действие? Объединить аргументы из списка в строку и при этом добавить кавычки в аргумент с пробелами. Конечно, если вы используете subprocess то он сам всё разрулит. Но если вам нужна именно команда одной строкой, то можно воспользоваться готовой функцией в том же subprocess. >>> from subprocess import list2cmdline >>> list2cmdline(['-arg', 'I Am Groot']) '-arg "I Am Groot"' Он также позаботится об экранировании уже имеющихся кавычек >>> list2cmdline(['-arg', 'I Am "Groot"']) '-arg "I Am \"Groot\""' А вот так он может "схлопнуть" в команду JSON >>> list2cmdline(['--json', json.dumps({'key': 'value'})]) '--json "{\"key\": \"value\"}"' _______________ Возможно кто-то спросит, а зачем соединять аргументы в строку если subprocess сам это сделает а os.system не наш путь? Мне как-то потребовалось отправлять команду на удалённое выполнение и в API поддерживалось указание команды только строкой. Так что всякое бывает) #libs#basic

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Пребарај: #scanzi

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #852 · 23.12.2024 г., 17:09

https://x.com/SavinoBalzano/status/1871240962481246445?t=p6Tjbz0IPaQCfrJvQPsEEQ&s=08 Me lo dico da solo, in modo da prevenire qualsiasi obiezione: commentare ciò che dice @AndreaScanzi non ha alcun senso. Basterebbe questo: «ok, si, ma è #Scanzi!». Però stavolta ci è utile. Io da sempre lo considero il campione assoluto delle "freddure malinconiche": uno che prova di continuo a tirar fuori giochi di parole dal gusto scadente, nel tentativo di apparire simpatico. L'effetto prodotto lo conosciamo tutti e tutti ne siamo consapevoli. Tutti, tranne uno: lui. La chiosa di #AndreaScanzi a margine della sentenza #OpenArms su #MatteoSalvini: «in termini prettamente politici, #Salvini ha perso». Si, avete capito bene: "ha perso". Ora, in totale franchezza, provando con tutto me stesso a spogliarmi del pregiudizio che nutro nei confronti del commentatore, domando a cuore aperto: secondo voi, quale sarebbe stato il racconto di Scanzi nel caso in cui Salvini fosse stato contannato? gli avrebbe riconosciuto una "vittoria"? Oppure, come io invece immagino (ammettendo di fare un processo alle intenzioni, un po' come fa lui), si sarebbe lasciato andare a un commento del tipo «Salvini esce a pezzi da una sentenza di condanna, che finalmente certifica quanto illegale, oltre che immorale, fosse la sua azione dal Viminale!»? Io, forse sbagliando, se chiudo gli occhi gliele sento già pronunciare quelle parole. La parte che però trovo davvero comica nel ragionamento è ovviamente involontaria: generalmente Scanzi mi fa ridere quando non vorrebbe farlo; viceversa, mi incupisce quando prova a fare il simpatico. Dicevamo, il passaggio che mi suscita ilarità è questo: attribuisce a Salvini - in maniera del tutto arbitraria - il desiderio della condanna che già aveva intenzione di strumentalizzare a fini politici. Io vi domando ancora, tale arbitrarietà non tradisce un certo complottismo banale? Immaginatevelo detto da Napalm 51 (il personaggio di Crozza), con sguardo protervo e voce profonda: «Salvini sperava nella condanna a 6 anni per poter puntare il dito contro la Magistratura!». E invece cosa ti fa lo Scanzi? Del banalotto complottaro lo dà propio a Salvini, quello per lui "sconfitto". Va bene così, dico io. Certi soggetti devono avere maggior spazio possibile: servono a confermare quello che in molti pensano, ovvero che il primo problema nella nostra #democrazia ammalata risiede nell'informazione scadente, nella propaganda da bar, nel complottismo che ciancia compostamente di complotti.