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Изворен канал @pythonotes · Post #197 · 4 јан.

Подразумеваемые неймспейсы или неявные пакеты. Этот функционал добавлен в Python 3.3 Что он означает? Ранее, до 3.3 пакетами считались лишь директории, в которых есть файл __init__.py. Этот файл одновременно являлся свидетельством того, что директория это Python-пакет, и служил "телом" этого пакета. То есть местом, где можно написать код, как это делается внутри модуля. Этот код исполняется в момент импорта пакета, так что его принято называть "код инициализации пакета". Начиная с версии 3.3 Любая директория считается пакетом и Python будет пытаться использовать любую директорию для импорта. Конечно, не любую в файловой системе, а только те что находятся в sys.path. Это значит, что теперь __init__.py нужно делать только если: 🔸 вам требуется создать код инициализации пакета 🔸 нужна совместимость со старыми версиями Python На мой взгляд это немного упрощает разработку, делает её чище, но с другой стороны убивает некоторую однозначность происходящего. Например, я создал репозиторий со своей библиотекой и рядом положил код примеров или тестов. repo_name/ my_library/ __init__.py main.py examples/ exam1.py exam2.py В этом репозитории пакетом является только my_library, остальные директории это не пакеты, это просто дополнительный код в файлах. Директория examples не добавлена в sys.path, в ней нет рабочих модулей. Но если она лежит рядом с my_library, то Python вполне сможет импортнуть из неё модули, так как посчитает что examples это валидный пакет. Конечно, пример несколько надуманный. Никто не будет добавлять корень репозитория в sys.path. Но, я думаю, суть ясна. Иногда директория это просто директория а не пакет! #basic#pep

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1049 · 16.06.2025 г., 09:26

https://x.com/SavinoBalzano/status/1934542511730528379?t=47Ya1vjq0Kbps3qQqRYxrA&s=19 Quanto può costare una bugia? Basterebbe chiederlo agli iracheni. Le menzogne dell’amministrazione #Bush, quelle del suo Segretario di Stato Colin #Powell, e quella #provetta passata alla storia. Conteneva un distillato di falsità. Quel distillato ha avuto però la forza di aprire una voragine che ha inghiottito almeno mezzo milione di persone. Da quella voragine sono emersi i mostri denunciati da Julian #Assange, che ha pagato a caro prezzo la sua testimonianza, perdendo a lungo la libertà. Da quella voragine è emerso il carcere di #AbuGhraib. E oggi ci stiamo riprovando. Non esiste alcuna prova della volontà dell’#Iran di sviluppare armi nucleari. Nessuna. Solo nuove provette, come quella mostrata il 5 febbraio 2003 davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Chi siamo noi? E, soprattutto, chi è #Israele per negare ad altri paesi ciò che #Netanyahu possiede senza ammetterlo? Davvero qualcuno crede ancora alla narrazione dell’“unica democrazia del Medio Oriente”, del baluardo di civiltà in quella regione? Nessuno vede ciò che Israele sta facendo a #Gaza? E un paese responsabile di simili azioni merita davvero di possedere un arsenale nucleare? Stiamo liberando il popolo iraniano? Vogliamo “esportare la democrazia” come abbiamo fatto in Afghanistan? Con quale credibilità? Vogliamo liberare le donne di Teheran facendo piovere bombe sulle loro teste? Sono già circa 400 i civili uccisi in Iran, e il numero salirà. Il mondo non potrà tollerarci per sempre.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #714 · 24.07.2024 г., 12:54

https://x.com/SavinoBalzano/status/1816093217093193735?t=CTZ85DyoLPciXF_J96bXrw&s=19 Davvero Kamala rappresenta l'ultima speranza, l'ultima spiaggia, l'estremo tentativo di resistere: non lo è però per il popolo americano e tantomeno per i popoli del mondo occidentale. Lo è per una élite decadente e guerrafondaia che se la sta facendo sotto: se arriva #DonaldTrump, per loro i giochi sono davvero finiti. È un circo grottesco, una farsa: non so cosa stia accadendo negli #USA e cosa si dica da quelle parti. Sono certo che il servilismo della nostra "informazione", della nostra "stampa", dei nostri opinionisti e dei nostri commentatori sia tale che la metterebbe persino in imbarazzo, #Kamala, se sapesse come sbavano e slinguazzano dalle nostre parti. Una sorta di #Draghi al femminile, così la trattano e la omaggiano. Si affannano nell'argomentare che #Biden si sarebbe tirato indietro per senso dello stato: la verità è che l'hanno messo da parte perché, per quanto comodamente manovrabile, era ormai imbarazzante e totalmente impresentabile. Non lo ammetteranno mai perché lo hanno esaltato negli anni, eletto a grande statista, sostenendo quanto giuste fossero le sue scelte nella gestione delle crisi internazionali, nonostante i fallimenti inanellati uno dietro l'altro. E poi se ammettessero che #JoeBiden è completamente bollito, fuso, come accettare che resti a comandare dalla Casa bianca? E adesso, nell'eleggere #KamalaHarris a donna dell'anno, provano a far apparire #Trump vecchio, stanco, attempato: loro! Gli stessi che leccavano gli stivali del vecchio Joe, quello che stringeva la mano ai fantasmi e si accomodava su sedie invisibili. E #Harris ti viene raccontata come una che non hanno visto arrivare, un po' come una #Schlein un po' più presentabile o come una #Salis ancora più presentabile: si costruisce il personaggio, pian pianino, facendo leva su elementi tanto romanzati quanto ininfluenti. È donna e quindi farà del bene alle donne: quante cose buone hanno fatto, dopotutto, #VonderLeyen e #Lagarde, per le donne. Tante quante ne avrebbe fatte #HillaryClinton e tante quante ne farebbe Kamala che ora è in testa in tutti i sondaggi (i loro "sondaggi"). È di colore, una sorta di american #Soumahoro, e giù li a ricamare e ricamare. Come se un Presidente di colore non ci fosse già stato da quelle parti, tale #Obama, e non avesse bombardato mezzo mondo dopo aver finto di fare la predica ai #Bush. E la cesura deve essere scavata a fondo tra la nuova eroina radical e il Presidente in carica, più a fondo che sia possibile, nel ridicolo tentativo di far dimenticare alla gente che lei ne era la vice e ne condivideva ogni scelta.