Подразумеваемые неймспейсы или неявные пакеты.
Этот функционал добавлен в Python 3.3
Что он означает?
Ранее, до 3.3 пакетами считались лишь директории, в которых есть файл __init__.py.
Этот файл одновременно являлся свидетельством того, что директория это Python-пакет, и служил "телом" этого пакета. То есть местом, где можно написать код, как это делается внутри модуля. Этот код исполняется в момент импорта пакета, так что его принято называть "код инициализации пакета".
Начиная с версии 3.3 Любая директория считается пакетом и Python будет пытаться использовать любую директорию для импорта.
Конечно, не любую в файловой системе, а только те что находятся в sys.path.
Это значит, что теперь __init__.py нужно делать только если:
🔸 вам требуется создать код инициализации пакета
🔸 нужна совместимость со старыми версиями Python
На мой взгляд это немного упрощает разработку, делает её чище, но с другой стороны убивает некоторую однозначность происходящего.
Например, я создал репозиторий со своей библиотекой и рядом положил код примеров или тестов.
repo_name/
my_library/
__init__.py
main.py
examples/
exam1.py
exam2.py
В этом репозитории пакетом является только my_library, остальные директории это не пакеты, это просто дополнительный код в файлах. Директория examples не добавлена в sys.path, в ней нет рабочих модулей. Но если она лежит рядом с my_library, то Python вполне сможет импортнуть из неё модули, так как посчитает что examples это валидный пакет.
Конечно, пример несколько надуманный. Никто не будет добавлять корень репозитория в sys.path. Но, я думаю, суть ясна. Иногда директория это просто директория а не пакет!
#basic#pep
Secondo agenzie di stampa internazionali, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, potrebbe essere stata uccisa nel corso degli attacchi militari lanciati oggi dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi in Iran, tra cui la sua residenza a Teheran. Fonti israeliane citate da alcuni media affermano che vi sarebbero “segnali” della sua morte dopo i bombardamenti e che immagini del corpo sarebbero state mostrate ai vertici israeliani.
La situazione rimane in evoluzione, ma l’eventuale morte di una figura di rilievo mondiale come la Guida Suprema dell’Iran, a poche ore dall’inizio della guerra, potrebbe aprire molti scenari inaspettati.
#cronaca#politica#notizie#notizia#iran
Camminando in questo quartiere la prima sensazione è di un luogo sospeso. Un'arteria storica di Milano, un tempo vivace e multiculturale, oggi percepita da molti dei suoi stessi abitanti come una terra di nessuno.
Questa è Milano senza filtri.
Questa è Via Padova.
Un laboratorio sociale diventato, agli occhi di chi lo vive ogni giorno, un esempio di degrado e abbandono. Il dato demografico racconta una realtà precisa: sette residenti su dieci sono di origine straniera.
A questa complessa situazione si aggiunge il progetto di una nuova moschea. Un’opera pubblica che per l’amministrazione è un passo verso l’inclusione, ma che molti residenti – italiani e non – guardano con scetticismo, chiedendosi se non sia l’ennesimo paravento per non affrontare i veri, urgenti problemi: sicurezza, legalità e vivibilità.
E tu? Cosa ne pensi?
Faccelo sapere nei commenti!
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Si cammina guardando oltre le spalle. Si parla a voce bassa. Si sceglie di rientrare prima che il sole tramonti.
In via Padova, la normalità ha smesso da tempo di essere un diritto e si è trasformata in un calcolo, in una strategia di sopravvivenza quotidiana.
Questo non è solo un quartiere, è una ferita aperta nella periferia di una città che troppo spesso distoglie lo sguardo.
Questa è "Milano senza filtri".
Siamo tornati in via Padova, tra negozi chiusi e grate abbassate, e i residenti ci aprono le loro porte non solo per raccontare, ma per testimoniare.
Le loro voci, un coro stanco e rabbioso, dipingono un quadro allarmante: una violenza che non è più un'eccezione, ma lo sfondo costante delle loro giornate. Aggressioni, spaccio in pieno giorno, liti che sfociano in minacce.
L'ordine del giorno, ormai, ha un unico, triste punto fisso: l'insicurezza.
Guarda il video e scopri di più!
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Beppe Sala dichiara che «le nostre strade sono ancora piene di fascismo». Un’affermazione roboante, buona per i comizi e per i social, ma del tutto scollegata dalla realtà quotidiana dei milanesi. Nelle strade di Milano non sfilano camicie nere: si vedono invece scippi, violenza, spaccio e degrado crescente. Questo è il problema vero, ed è sotto gli occhi di tutti.
Da sindaco, Sala dovrebbe occuparsi della sicurezza concreta dei cittadini, soprattutto dei lavoratori e dei più deboli, invece di attaccarsi a vecchie ossessioni ideologiche utili solo a distrarre dall’incapacità amministrativa. La prassi é chiara: l’antifascismo come alibi per non governare. Milano ha bisogno di ordine, protezione sociale e serietà, non di slogan fuori tempo massimo.
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Uscire dal carcere non significa lasciarsi alle spalle la condanna, spesso, è solo l'inizio di un'altra forma di pena.
In Italia, il sistema penitenziario continua a mostrare numeri allarmanti: sovraffollamento, su*cidi, carcerazione preventiva e disuguaglianze che raccontano molto più di quanto immaginiamo.
In questo carosello trovi alcuni dati aggiornati (DAP, ISTAT, CNEL) che fotografano la realtà delle carceri italiane nel 2025.
Parlarne è il primo passo per cambiare le cose.
Tu cosa ne pensi?
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#roma
Una storia che interpella tutti: una famiglia che sceglie un'educazione alternativa, una comunità che li sostiene, una decisione del tribunale che rischia di separarli.
Dov'è il confine tra libertà familiare e intervento dello Stato?
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Marco Travaglio ha commentato il rapporto tra Donald Trump e l'Europa sottolineando la sudditanza che l'Europa oggi soffre rispetto agli USA.
Emblematica la frase "noi siamo servi e i padroni non discuto coi servi"
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