TGTGInsighttelegram intelligenceLIVE / telegram public index
← Python Заметки

TGINSIGHT SIMILAR POSTS

Најди сличен содржај

Изворен канал @pythonotes · Post #197 · 4 јан.

Подразумеваемые неймспейсы или неявные пакеты. Этот функционал добавлен в Python 3.3 Что он означает? Ранее, до 3.3 пакетами считались лишь директории, в которых есть файл __init__.py. Этот файл одновременно являлся свидетельством того, что директория это Python-пакет, и служил "телом" этого пакета. То есть местом, где можно написать код, как это делается внутри модуля. Этот код исполняется в момент импорта пакета, так что его принято называть "код инициализации пакета". Начиная с версии 3.3 Любая директория считается пакетом и Python будет пытаться использовать любую директорию для импорта. Конечно, не любую в файловой системе, а только те что находятся в sys.path. Это значит, что теперь __init__.py нужно делать только если: 🔸 вам требуется создать код инициализации пакета 🔸 нужна совместимость со старыми версиями Python На мой взгляд это немного упрощает разработку, делает её чище, но с другой стороны убивает некоторую однозначность происходящего. Например, я создал репозиторий со своей библиотекой и рядом положил код примеров или тестов. repo_name/ my_library/ __init__.py main.py examples/ exam1.py exam2.py В этом репозитории пакетом является только my_library, остальные директории это не пакеты, это просто дополнительный код в файлах. Директория examples не добавлена в sys.path, в ней нет рабочих модулей. Но если она лежит рядом с my_library, то Python вполне сможет импортнуть из неё модули, так как посчитает что examples это валидный пакет. Конечно, пример несколько надуманный. Никто не будет добавлять корень репозитория в sys.path. Но, я думаю, суть ясна. Иногда директория это просто директория а не пакет! #basic#pep

Hashtags

Резултати

Пронајдени 1 слични објави

Пребарај: #sovranismo

当前筛选 #sovranismo清除筛选
Savino Balzano

@savinobalzano · Post #889 · 06.02.2025 г., 10:34

https://x.com/SavinoBalzano/status/1887449095825973735?t=8oW3wriwTIIZ-sMHYOyMRg&s=19 Presidente, glielo scrivo col rispetto che si deve comunque all'Istituzione che lei rappresenta, al #Quirinale, ma avvalendomi della libertà che la nostra #Costituzione garantisce a tutti i cittadini: lei ha minato alla credibilità della stessa istituzione che rappresenta da dieci anni e le sue parole non sono più minimamente credibili. È davvero impressionante come il #PresidenteDellaRepubblica ormai rappresenti la cassa di risonanza di una specifica e ben individuabile narrazione (lo abbiamo visto già con #Napolitano, ma #Mattarella ha buttato giù ogni steccato rimasto). #SergioMattarella da qualche settimana si è risvegliato sovranista: ieri ha esortato l'#Europa a non rassegnarsi a un «vassallaggio felice». Il riferimento è ovviamente agli #StatiUniti di #Trump, ma anche alle "gravissime ingerenze" di #Musk. Il tutto potrebbe anche avere una sua dignità politica, se non fosse che il Presidente della Repubblica ha alle sue spalle un decennio di silenzi: dov'era Mattarella quando l'Unione Europea si suicidava economicamente, affamava i suoi popoli, per aderire alla guerra di #Biden a #Putin?; dov'era Mattarella quando ucraini e inglesi sabotavano il #nordstream2?; dov'era Mattarella, da capo delle forze armate, mentre sparavano addosso ai nostri militari in #Libano?; dov'era Mattarella quando il Commissario europeo Gunther Oettinger sostenne che i mercati avrebbero insegnato al popolo italiano come si vota?; dov'era e dov'è Mattarella (e il suo predecessore) ogni volta che si chiedeva e chiede all'Italia l'austerità, che è una roba ben peggiore dei dazi di cui tanto denuncia l'inaccettabilità? Nel sui recente discorso, il Capo dello Stato ha citato ancora la conferenza di Monaco del '38, l'#appeasement di Neville #Chamberlain: il ragionamento è semplice. #Putin è come #Hitler: lasciarlo fare, come si fece con la Germania Nazista, rappresenterebbe una colpa imperdonabile. Mancava solo la citazione di #Churchill: «potevano scegliere tra il disonore e la guerra, hanno scelto il disonore ed avranno la guerra». Con quella ciliegina la sagra della banalità (se del bene o del male lo lascio valutare a voi) sarebbe stata compiuta. Ebbene il riferimento al '38 è ovviamente risibile: primo perché Putin non ha alcuna intenzione di arrivare a Lisbona; secondo perché l'espansionismo negli ultimi decenni è stato il nostro, della #NATO, e non di #Mosca; terzo perché la storia non comincia con l'invasione russa, ma andrebbe fatta risalire quantomeno al 2014 e al colpo di stato che (ormai è ampiamente documentato) noi abbiamo ordito ai danni di #Janukovyč; quarto perché non possiamo nascondere che il sabotaggio del gasdotto ha rappresentato una mossa fondamentale per spezzare il rapporto che si stava cementando tra Europa (soprattutto #Germania) e Russia che a qualcuno non conveniva assolutamente e, difatti, adesso ci sta guadagnando (il vassallaggio ci spiace a fasi alterne?). Putin è Hitler? Vediamo come reagirebbe qualsiasi Presidente statunitense se volessimo noi mettere in piedi una bella base militare a Cuba o in Canada. Smontare il sovranismo del Quirinale è facilissimo: basterebbe ricordare quello che combinò Napolitano con Berlusconi (p.s. il debito pubblico dell'Italia sull'orlo del fallimento del 2011 era enormemente inferiore a quello di adesso, lo dico per quelli che "#Monti ci ha salvati"); ma basterebbe ricordare i tentativi di Mattarella di soffocare il governo gialloverde nella culla, puntando su Cottarelli mentre Conte ancora cercava di comporre una maggioranza o ponendo il veto su Savona che destabilizzava i mercati. Insomma, Presidente, faccia lei: ha certamente dalla sua parte tutta l'informazione e gran parte delle pecore che pascolano l'arco costituzionale, ma al suo posto mollerei il colpo: il #sovranismo è una cosa seria e proprio non le si addice.