TGTGInsighttelegram intelligenceLIVE / telegram public index
← Python Заметки

TGINSIGHT SIMILAR POSTS

Најди сличен содржај

Изворен канал @pythonotes · Post #198 · 6 јан.

Первая директория в sys.path 🔸 Когда вы запускаете Python-интерпретатор в интерактивном режиме, в системные пути (sys.path) в самое начало добавляется текущая рабочая директория >>> for path in sys.path: ... print(f'"{path}"') "" "/usr/lib/python37.zip" "/usr/lib/python3.7" ... Первая строка пустая, что и означает текущую рабочую директорию. 🔸 Если вы запускаете интерпретатор передавая скрипт как аргумент, то история получается иная. На первом месте будет директория в которой располагается скрипт. А текущая рабочая директория игнорируется. Пишем скрипт с таким содержанием: # script.py import sys for path in sys.path: print(f'"{path}"') Запускаем python3 /home/user/dev/script.py Получаем "/home/user/dev" "/usr/lib/python37.zip" "/usr/lib/python3.7" ... 🔸 Если вы запускаете скрипт по имени модуля то на первом месте будет домашняя директория текущего юзера python3 -m script "/home/user" "/usr/lib/python37.zip" "/usr/lib/python3.7" ... Скрипт должен быть доступен для импорта На что это влияет? На видимость модулей для импорта. Если вы ждёте, что, запустив скрипт по пути, сможете импортировать модули из текущей рабочей директории, то вы ошибаетесь. Придётся добавлять путь os.getcwd() в sys.path самостоятельно или заранее объявлять переменную PYTHONPATH. #basic

Hashtags

Резултати

Пронајдени 1 слични објави

Пребарај: #guerracivile

当前筛选 #guerracivile清除筛选
Marx21.it

@marx21news · Post #9682 · 03.02.2026 г., 14:02

Le elezioni in Myanmar tra guerra civile e la ricerca di una nuova legittimità Il Myanmar ha appena concluso un’insolita tornata elettorale a tre fasi (28 dicembre, 11 gennaio, 25 gennaio), in un contesto di guerra civile e di controllo territoriale fortemente frammentato. I risultati confermano la schiacciante vittoria dell’USDP, il partito vicino ai militari, che ha conquistato la maggioranza dei seggi in entrambe le camere. Perché un voto a fasi? La scelta di diluire le operazioni di voto in tre date risponde principalmente a esigenze di sicurezza e logistica. In molte zone del Paese, specialmente quelle interessate dai conflitti tra l’esercito e gruppi armati di resistenza, organizzare seggi, trasportare schede e garantire protezione al personale sarebbe stato quasi impossibile in un’unica giornata nazionale. Una vittoria preannunciata L’USDP, con il leader Khin Yi, si è aggiudicato finora 232 seggi su 263 nella camera bassa e 109 su 157 in quella alta, numeri che – sommati alla quota fissa di seggi riservata dalla Costituzione ai militari – rendono di fatto il quadro politico immutato nella sostanza. Criticità e partecipazione La partecipazione si è attestata intorno al 55%, inferiore rispetto al passato. In molte aree il voto è stato annullato o non si è tenuto a causa dei combattimenti. Osservatori internazionali sottolineano l’assenza di un’opposizione significativa, il clima di coercizione e l’impossibilità di uno svolgimento veramente universale. Cosa significano queste elezioni? Più che una competizione aperta, il voto appare come uno strumento di gestione della crisi: un tentativo da parte delle autorità militari di dare una parvenza di normalizzazione istituzionale, aprendo la strada – formalmente – a un nuovo governo “civile” entro aprile. Tuttavia, senza un reale allargamento dell’inclusività politica, senza garanzie di sicurezza per i civili e senza canali di dialogo con le forze sociali ed etniche oggi marginalizzate, sarà difficile immaginare una stabilizzazione duratura. Il Myanmar resta un Paese lacerato, dove la ricostruzione materiale e il coinvolgimento costruttivo della regione (a partire dall’ASEAN) potrebbero essere fattori chiave per una futura, sperata, pacificazione. #Myanmar#Elezioni#USDP#GuerraCivile#ASEAN#PoliticaInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/le-elezioni-in-myanmar-tra-instabilita-interna-e-ricerca-di-legittimita/