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Изворен канал @pythonotes · Post #199 · 8 јан.

Многие из тех кто активно работал с Python2 несколько удивлены, почему в Python3 удобная функция reload() переехала из builtin в imp а потом и в importlib? Ну было же удобно! А теперь лишний импорт😖 Дело в том, что начиная с Python3.3 функция reload() переписана на Python вместо Cи. Что это нам даёт? 🔸 Такой код проще поддерживать и развивать 🔸 Python код легче читать, изучать и понимать. Сравните это ➡️ и это ➡️. 🔸 Как результат пункта 2, проще писать свои расширения импорта. Например, пользовательский импортёр с какой-либо хитрой логикой по аналогии с импортом из zip архивов. А есть ли у этого решения недостатки? Да, они всегда есть. 🔹 Так как это не builtin функция, её следует импортнуть перед использованием 🔹 Скорость замедлилась примерно на 5%. Очевидно, что это совершенно не критично. К тому же от версии к версии логика импорта будет оптимизироваться и ускоряться. В самом начале файла importlib/__init__.py мы видим такой импорт: import _imp # Just the builtin component, NOT the full Python module То есть часть функционала по прежнему написана на Си, но достаточно низкоуровневая. #basic

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@marx21news · Post #9682 · 03.02.2026 г., 14:02

Le elezioni in Myanmar tra guerra civile e la ricerca di una nuova legittimità Il Myanmar ha appena concluso un’insolita tornata elettorale a tre fasi (28 dicembre, 11 gennaio, 25 gennaio), in un contesto di guerra civile e di controllo territoriale fortemente frammentato. I risultati confermano la schiacciante vittoria dell’USDP, il partito vicino ai militari, che ha conquistato la maggioranza dei seggi in entrambe le camere. Perché un voto a fasi? La scelta di diluire le operazioni di voto in tre date risponde principalmente a esigenze di sicurezza e logistica. In molte zone del Paese, specialmente quelle interessate dai conflitti tra l’esercito e gruppi armati di resistenza, organizzare seggi, trasportare schede e garantire protezione al personale sarebbe stato quasi impossibile in un’unica giornata nazionale. Una vittoria preannunciata L’USDP, con il leader Khin Yi, si è aggiudicato finora 232 seggi su 263 nella camera bassa e 109 su 157 in quella alta, numeri che – sommati alla quota fissa di seggi riservata dalla Costituzione ai militari – rendono di fatto il quadro politico immutato nella sostanza. Criticità e partecipazione La partecipazione si è attestata intorno al 55%, inferiore rispetto al passato. In molte aree il voto è stato annullato o non si è tenuto a causa dei combattimenti. Osservatori internazionali sottolineano l’assenza di un’opposizione significativa, il clima di coercizione e l’impossibilità di uno svolgimento veramente universale. Cosa significano queste elezioni? Più che una competizione aperta, il voto appare come uno strumento di gestione della crisi: un tentativo da parte delle autorità militari di dare una parvenza di normalizzazione istituzionale, aprendo la strada – formalmente – a un nuovo governo “civile” entro aprile. Tuttavia, senza un reale allargamento dell’inclusività politica, senza garanzie di sicurezza per i civili e senza canali di dialogo con le forze sociali ed etniche oggi marginalizzate, sarà difficile immaginare una stabilizzazione duratura. Il Myanmar resta un Paese lacerato, dove la ricostruzione materiale e il coinvolgimento costruttivo della regione (a partire dall’ASEAN) potrebbero essere fattori chiave per una futura, sperata, pacificazione. #Myanmar#Elezioni#USDP#GuerraCivile#ASEAN#PoliticaInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/le-elezioni-in-myanmar-tra-instabilita-interna-e-ricerca-di-legittimita/