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Изворен канал @pythonotes · Post #201 · 13 јан.

Мы уже знаем, что на текущую сессию интерпретатора изменение PYTHONPATH никак не повлияет. Но если вы запустите дочерний процесс, то он унаследует окружение текущего процесса, а значит и изменения в любых переменных будут на него влиять. Вот небольшой пример: Объявляем переменную user@host:~$ export PYTHONPATH=/path1 Запускаем интерпретатор user@host:~$ python3 Проверим что в sys.path >>> import sys >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/usr/lib/...', ...] Добавляем что-то в переменную >>> import os >>> os.emviron['PYTHONPATH'] = '/path1:/path2' >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/usr/lib/...', ...] Изменений нет. Но давайте запустим дочерний процесс и посмотрим там >>> os.system('python3') # теперь мы находимся в другом процессе >>> import sys >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...] Тоже самое будет и с subprocess, так как по умолчанию текущее окружение тоже наследуется. >>> import subprocess >>> subprocess.call(['python3', '-c', 'import sys;print(sys.path)']) ['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...] ______________________ Лучшей практикой является передача энвайронмента явно через аргумент env! import subprocess subprocess.call(cmd, env={'PYTHONPATH': '...'}) Это поможет точно понимать какое окружение будет у запускаемого процесса и при этом не изменять окружение текущего процесса. #basic

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10005 · 31.10.2025 г., 08:06

Il crocefisso tridimensionale Nell’iconografia cristiana orientale esiste una differenza teologica e artistica profonda rispetto alla tradizione occidentale: il Cristo crocifisso non è assente, ma non viene rappresentato nel modo realistico, doloristico e naturalistico tipico dell’arte latina. Per capire il perché, bisogna guardare alla teologia delle icone e alla storia della Chiesa orientale. ✅ 1. L’icona non rappresenta il momento della morte, ma la vittoria sulla morte Nella teologia ortodossa, l’icona non è una narrazione naturalistica, ma una teofania, una rivelazione della realtà trasfigurata. Per questo: Cristo non è mostrato come un uomo distrutto dalla sofferenza non viene resa l’agonia fisica non c’è un realismo del sangue, delle ferite, del cadavere Quando si rappresenta la Crocifissione nelle icone, Cristo è: ✔ sereno ✔ con gli occhi chiusi ma non cadaverico ✔ con il corpo composto, non deformato ✔ quasi “regale”, come un Re che entra volontariamente nella morte Quindi l’enfasi è la vittoria e la divinizzazione, non la tragedia. -✅ 2. L’icona non vuole suscitare pietismo o emozione fisica L’arte cattolica medievale e rinascimentale, soprattutto dopo il XIII secolo, ha sviluppato un linguaggio drammatico e realistic: corpi feriti, tormento, dolore fisico. Nell’Oriente ortodosso questo è considerato estraneo al linguaggio sacro: la fede non deve passare attraverso lo shock emotivo l’icona non rappresenta emozioni umane, ma realtà teologica ✅ 3. Il centro della fede orientale non è la Croce, ma la Resurrezione La tradizione orientale pone al vertice della teologia pasquale l’Anastasis (la Discesa agli Inferi), non il Calvario. L’icona più importante della Pasqua non è Cristo inchiodato, ma Cristo che rompe le porte dell’inferno e solleva Adamo ed Eva: l’immagine della redenzione universale. Il messaggio è teologico: 👉 Cristo non è vinto dalla morte; entra liberamente nella morte per distruggerla. Foto: San Basilio - Mosca https://t.me/gianlucaprocaccinireport #icone#cristianesimo#orthodox #russia#europa#cruz#croix#jesuschrist#victory#arte