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Изворен канал @pythonotes · Post #201 · 13 јан.

Мы уже знаем, что на текущую сессию интерпретатора изменение PYTHONPATH никак не повлияет. Но если вы запустите дочерний процесс, то он унаследует окружение текущего процесса, а значит и изменения в любых переменных будут на него влиять. Вот небольшой пример: Объявляем переменную user@host:~$ export PYTHONPATH=/path1 Запускаем интерпретатор user@host:~$ python3 Проверим что в sys.path >>> import sys >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/usr/lib/...', ...] Добавляем что-то в переменную >>> import os >>> os.emviron['PYTHONPATH'] = '/path1:/path2' >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/usr/lib/...', ...] Изменений нет. Но давайте запустим дочерний процесс и посмотрим там >>> os.system('python3') # теперь мы находимся в другом процессе >>> import sys >>> print(sys.path) ['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...] Тоже самое будет и с subprocess, так как по умолчанию текущее окружение тоже наследуется. >>> import subprocess >>> subprocess.call(['python3', '-c', 'import sys;print(sys.path)']) ['', '/path1', '/path2', '/usr/lib/...', ...] ______________________ Лучшей практикой является передача энвайронмента явно через аргумент env! import subprocess subprocess.call(cmd, env={'PYTHONPATH': '...'}) Это поможет точно понимать какое окружение будет у запускаемого процесса и при этом не изменять окружение текущего процесса. #basic

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@marx21news · Post #9622 · 23.01.2026 г., 13:04

Benin: elezioni senza opposizione, il volto nascosto della “stabilità” di Talon Le elezioni legislative dell’11 gennaio in Benin hanno consegnato tutti i 109 seggi dell’Assemblea nazionale ai partiti del presidente Patrice Talon. L’opposizione, nonostante il 16% dei voti, resta senza rappresentanza parlamentare. Come è possibile? ⚠️ Una legge elettorale che esclude Per ottenere seggi, un partito deve superare una soglia del 20% in tutte le circoscrizioni – una barriera quasi insormontabile per l’opposizione, penalizzata a livello organizzativo e mediatico. Risultato: oltre un elettore su sei non ha voce in Parlamento. La partecipazione, intanto, cala al 36,7%. Sicurezza e influenza occidentale Dopo il tentato golpe del dicembre scorso, il governo ha accentuato la retorica securitaria. Francia e Stati Uniti rafforzano la loro presenza nel Paese, definito un “partner di sicurezza emergente” per contenere l’instabilità del Sahel e limitare l’influenza russa. La cooperazione internazionale si traduce in un sostegno politico e militare che consolida il regime. Declino democratico Secondo analisti internazionali, il Benin vive un “arretramento democratico”: restrizioni alla libertà di stampa e di assemblea, opposizione marginalizzata. In più, una riforma costituzionale approvata nel 2025 estende i mandati da 5 a 7 anni e introduce un Senato con poteri di controllo – un ulteriore meccanismo per garantire continuità al blocco di potere. Cosa ci aspetta? Le legislative anticipano le presidenziali dell’aprile 2026. Talon non potrà ricandidarsi, ma il suo delfino, il ministro delle Finanze Romuald Wadagni, è già indicato come favorito. Si prospetta un cambio di facciata, non di sostanza. La “stabilità” promessa dal governo sembra sempre più sinonimo di controllo politico, dipendenza esterna e silenzio forzato dell’opposizione. Un modello che rischia di svuotare la democrazia beninese. #Benin#Africa#Democrazia#Elezioni#PatriceTalon#Neocolonialismo#PoliticaInternazionale https://www.marx21.it/internazionale/benin-il-volto-neocoloniale-della-stabilita-talonista/