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Изворен канал @pythonotes · Post #205 · 22 јан.

Как работает функция reload()? Эта функция нужна для того, чтобы перезагрузить изменившийся код из py-файла без рестарта интерпретатора. Дело в том, что любой импортированный модуль при повторном импорте не будет перечитывать файл. Функция импорта вернёт уже загруженный в память объект модуля. Чтобы обновить код, нужно либо перезапустить всю программу, либо использовать функцию reload() from importlib import reload reload(my_module) 🔸 Функция reload() принимает в качестве аргумента только объект модуля или пакета. Она не может перезагрузить класс или функцию. Только весь файл целиком! 🔸 Перезагрузка пакета перезагрузит только его файл __init__.py, если он есть. Но не вложенные модули. 🔸Она не может перезагрузить ранее не импортированный модуль. 🔸При вызове функция reload() перечитывает и перекомпилирует код в файле, создавая новые объекты. После создания новых объектов перезаписывается ранее созданный неймспейс этого модуля. Это значит, что если где-то этот модуль импортирован через import и обращение к атрибутам происходит через неймспейс (имя) модуля, то такие атрибуты обновятся. Если какие-либо объекты из этого модуля импортированы через from то они будут ссылаться на старые объекты. Напишем простой модуль # mymodule.py x = 1 Теперь импортируем модуль и отдельно переменную х из модуля >>> import mymodule >>> from mymodule import x >>> print(mymodule.x) 1 >>> print(x) 1 Не перезапуская интерпретатор вносим изменения в модуль # mymodule.py x = 2 Делаем перезагрузку модуля и проверяем х ещё раз >>> reload(mymodule) >>> print(mymodule.x) 2 >>> print(x) 1 То же самое будет если присвоить любой объект переменной (даже словарь или список) Повторный импорт обновляет значение >>> from mymodule import x >>> print(x) 2 🔸Созданные инстансы классов не обновятся после перезагрузки модуля. Их придётся пересоздать. #tricks#basic

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Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9738 · 23.03.2026 г., 16:46

Con la chiusura del portone della basilica inferiore di #Assisi, alle 18.45, è iniziata la preparazione della conclusione della prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di #SanFrancesco, voluta per commemorare gli 800 anni dalla morte del poverello. Secondo le stime, sono oltre 370mila i fedeli, giunti da ogni angolo del pianeta, che in un mese si sono recati ad Assisi per pregare davanti la teca contenente le ossa del Patrono d'Italia. In serata, la celebrazione del rito della reposizione ha chiuso ufficialmente il mese dell’ostensione. Alle 21.30 il suono delle campane ha dato inizio al rito presieduto dall’Amministratore apostolico delle Diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, mons. Domenico Sorrentino, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento. Celebrazione raccolta, commossa, intima e privata, ha segnato profondamente la comunità dei frati radunati attorno alle spoglie mortali del loro fondatore e padre. La celebrazione, breve e intensa, dopo l’ascolto del Vangelo della parabola del seme (Gv 12) - che è stata la chiave interpretativa teologico-spirituale di tutto l’evento dell’ostensione - e l’Ammonizione VI, è proseguita con la processione di tutti i frati presenti, la traslazione delle reliquie in cripta e si è conclusa con la benedizione solenne del presule. Momento di altissima emozione è stato il canto dell’inno dell’ostensione (Su questo colle, testo di fra Marco Moroni e musica di fra Peter Hrdy) da parte dei frati e “l’ultimo omaggio” che ciascuno di essi ha rivolto alle spoglie del Santo. Dopo la reposizione della teca in plexiglass all’interno dell’urna in bronzo dorato, vi è stata inserita anche la documentazione richiesta dalla legislazione canonica; la cassa è stata chiusa a chiave alle 22.30 circa. È seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude. Il tutto si è concluso intorno alle 23.30. La comunità dei frati ringrazia ancora una volta tutto il personale della Custodia Generale del Sacro Convento, i volontari, le istituzioni e i sostenitori che hanno permesso in vario modo questa grande esperienza condivisa di fraternità, preghiera e solidarietà rese possibili dall’amore per il Santo di Assisi. In questi primi giorni della settimana, sono in corso i lavori per riportare la chiesa inferiore e la cripta alle condizioni abituali di piena accessibilità da parte di pellegrini e turisti. La piena fruibilità è prevista a partire da giovedì prossimo, 26 marzo. Anche gli orari delle celebrazioni e delle confessioni subiscono alcune modifiche temporanee.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9426 · 21.02.2026 г., 15:14

📸 Momento solenne (e storico) ad #Assisi, dove questa mattina, i frati del Sacro Convento hanno proceduto con l’estumulazione delle spoglie mortali di #SanFrancesco. Inizia così la prima venerazione pubblica (e prolungata) del patrono d'Italia. L'ostensione delle spoglie, lo ricordiamo, avviene per celebrare l'ottavo centenario della morte del poverello di Assisi. Questo pomeriggio, le spoglie sono state traslate nella basilica inferiore, dove da domani, 22 febbraio, e fino al 22 marzo, potranno essere venerate dai fedeli di tutto il mondo. Sono già 400mila, secondo i dati ufficiali, le prenotazioni per accedere alla basilica.