Что делать если нужно поставить какую-то Python-библиотеку а root-прав нет? То есть в систему библиотеку никак и ничего не поставить.
Есть как минимум два способа это решить правильно!
🔸 Сделать виртуальное окружение и ставить там что угодно.
Это позволит создать полностью независимое исполняемое окружение для ваших приложений.
Все библиотеки будут храниться в домашней директории юзера а значит доступ на запись имеется.
Создать очень просто:
python3 -m venv ~/venvs/myenvname
Теперь активируем окружение
# Linux
source ~/venvs/myenvname/bin/activate
# Windows
%userprofile%\venvs\myenvname\Scripts\activate.bat
Можно ставить любые библиотеки и запускать приложение.
Это стандартный метод работы с любым проектом. Если еще не используете его, то пора начинать. Даже при наличии root доступа!
🔸 Бывает, что нет возможности запустить приложение из своего виртуального окружения. Например, его запускает какой-то сервис от вашего юзера и вставить активацию окружения вы не можете.
В этом случае можно установить библиотеки для Python не глобально в систему, а только для юзера.
Выполните этот код в консоли:
python3 -m site
Вы получите что-то такое:
sys.path = [
'/home/user',
'/usr/lib/python37.zip',
'/usr/lib/python3.7',
'/usr/lib/python3.7/lib-dynload',
'/home/user/.local/lib/python3.7/site-packages',
...
]
USER_BASE: '/home/user/.local'
USER_SITE: '/home/user/.local/lib/python3.7/site-packages'
ENABLE_USER_SITE: True
Нас интересует параметр USER_SITE. Это путь к пользовательским библиотекам, которые доступны по умолчанию, если они есть.
Именно сюда будут устанавливаться модули если добавить флаг --user при установке чего-либо через pip
pip install --user requests
Для этой команды не нужны root-права.
После неё можно запускать системный интерпретатор без виртуальных окружений и установленная библиотека будет доступна для текущего юзера.
Параметр USER_BASE показывает корневую директорию для хранения user-библиотек. Её можно изменить с помощью переменной окружения PYTHONUSERBASE
export PYTHONUSERBASE=~/pylibs
python3 -m site
...
USER_BASE: '/home/user/pylibs'
USER_SITE: '/home/user/pylibs/lib/python3.7/site-packages'
Получается некоторое подобие виртуального окружения для бедных 😁 которое можно менять через эту переменную (не делайте так!Лучше venv!)
🔸 Дописывание пути в PYTHONPATH
Этот способ не входит в список "двух правильных", но тоже рабочий. Здесь придётся сделать всё несколько сложней.
Сначала ставим библиотеку в любое место указывая путь установки
pip3 install -t ~/mylibs modulename
Библиотека установится без привязки к какому-либо интерпретатору. То есть по умолчанию не будет видна. Теперь в нужный момент добавляем этот путь в sys.path или в PYTHONPATH.
Не буду советовать так делать. Единственный раз когда этот способ мне пригодился и решил поставленную задачу, это при создании общей библиотеки для кластера компьютеров.
Модули лежат в сети и подгружаются для всех из одного и того же места. То есть обновлять файлы требуется только один раз а не на всех хосты отдельно.
Минусы такого подхода:
▫️Нужно всем хостам пробить нужный путь в .bashrc или ещё куда-то чтобы он сетапился на старте.
▫️Чем больше хостов тем больше нагрузка на сеть. Иногда такой способ не подходит именно по этой причине. Тогда Ansible вам в помощь.
▫️Не очень подходит если хосты с разными операционками. Некоторые библиотеки различаются для Linux и Windows (там, где есть бинарники) и приходится мудрить более сложные схемы.
#tricks#basic
"La #vita non va rimandata né idealizzata, ma accolta nella sua tragica e sublime concretezza. La gioia evangelica non elimina le ferite, ma le attraversa e le trasforma, aprendoci all’amore più grande, quello che perdona. È proprio in questa adesione al reale che si apre una libertà nuova, capace di non dipendere più dalle condizioni esterne".
Nell'ultima meditazione di #Quaresima, offerta questa mattina nell'Aula Paolo VI dal Predicatore della Casa Pontificia alla Curia Romana e a Papa #LeoneXIV, padre Roberto Pasolini riflette sul tema: “La libertà dei figli di Dio. La perfetta letizia e la morte come sorella”
"I dolori della vita - ha precisato il frate - lasciano in noi segni che non sempre comprendiamo e che spesso facciamo fatica ad accettare. Sono ferite che restano aperte a due possibilità: possono chiuderci nel risentimento o nella fuga, oppure diventare spazi di crescita e di libertà".
"Ma quando l’amore di Cristo riesce a plasmare in noi una vita nuova, quella paura si scioglie lentamente, e la morte cambia volto, trasformandosi nell’ultima e definitiva occasione di conversione: il momento in cui si lascia andare tutto ciò che ancora si trattiene e ci si consegna, senza riserve, allo sguardo giusto e misericordioso del Padre", ha sottolineato Pasolini, ricordando come Cristo porti "questa storia al compimento sulla croce, nudo, esposto, mentre continua a benedire. È lì che Dio raggiunge l’uomo nel punto più fragile della sua esistenza e spegne definitivamente il sospetto sulla vita e sulla morte. L’antidoto alla paura non è una difesa più forte, ma il contrario: smettere di difendersi, allargare le braccia e imparare a ricevere".
Ecco perché, ha concluso, "non possiamo adattare il Vangelo alle nostre paure, ridurlo a una proposta rassicurante o a un insieme di pratiche religiose che ne conservano l’apparenza ma ne svuotano la vera forza spirituale. Offrire un cristianesimo a buon mercato, più facile ma meno esigente, significa privare gli uomini e le donne di ciò di cui hanno davvero bisogno: un cammino in grado di condurre i nostri passi dentro la vita eterna".
I testi completi con tutte le meditazioni di Quaresima 2026 sono disponibili al seguente link 👇
https://www.ilquadrantenews.it/news/chiesa-cattolica/vaticano-prediche-di-quaresima-2026-i-testi-integrali-delle-meditazioni/
"Oggi non possiamo tralasciare le #guerre, che coinvolgono strutture civili, inclusi gli ospedali, e costituiscono il più assurdo attentato che la mano stessa dell’uomo rivolge contro la #vita e la #salute pubblica". Sono le dure parole pronunciate questa mattina da Papa #LeoneXIV durante l'udienza ai membri della Pontificia Accademia per la Vita, svoltasi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano.
“Le situazioni in cui le comunità vivono, che sono frutto di politiche sociali e ambientali, producono un impatto sulla salute e sulla vita delle persone”, denuncia il Pontefice, secondo il quale “occorre concentrarsi non sul profitto immediato, ma su ciò che sarà meglio per tutti, sapendo essere pazienti, generosi e solidali, creando legami e costruendo ponti, per lavorare in rete, per ottimizzare le risorse, affinché tutti possano sentirsi protagonisti e beneficiari del lavoro comune”.
Il Santo Padre mette quindi l’accento sull’urgenza della prevenzione: “Quando esaminiamo la speranza di vita, e di vita in salute, in diversi Paesi e in diversi gruppi sociali, scopriamo enormi disuguaglianze” che “dipendono da variabili come il livello di retribuzione, il titolo di studio, il quartiere di residenza, anche all’interno di una stessa città”.
“Nonostante le dichiarazioni e i proclami, nei fatti non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è tutelata né promossa per tutti nello stesso modo”, la tesi di Leone XIV, che si sofferma sul concetto di #OneHealth, come base “per un approccio globale, multidisciplinare e integrato alle questioni sanitarie”, in quanto “sottolinea la dimensione ambientale e l’interdipendenza delle molteplici forme di vita e dei fattori ecologici che ne consentono lo sviluppo equilibrato”.
“È importante crescere nella consapevolezza che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature”, la raccomandazione del Vescovo di Roma sulla scorta della Laudato sì”, la cui impostazione “è molto in sintonia con la bioetica globale di cui la vostra Accademia si è ripetutamente interessata e che è bene continuare a coltivare”.
Da qui l'invito a “sviluppare sistemi sanitari più efficaci e più sostenibili, in grado di soddisfare i bisogni di salute in un mondo dalle risorse limitate e di ripristinare la fiducia nella medicina e negli operatori sanitari, malgrado la disinformazione e lo scetticismo nei confronti della scienza”. Del resto il concetto di “One Health”, tradotto in azione pubblica, “richiede l’integrazione della dimensione sanitaria in tutte le politiche, trasporti, alloggi, agricoltura, occupazione, educazione, e così via, nella consapevolezza che la salute si costruisce all’incrocio di tutte le dimensioni della vita sociale”.
Per questo oggi, prosegue il Papa, “abbiamo bisogno di rendere più solide la nostra comprensione e la nostra pratica del bene comune, perché non venga trascurato sotto la pressione di interessi particolari, individuali e nazionali”, a scapito delle “relazioni di prossimità tra le persone e dei legami vissuti tra i cittadini”.
“È questo il terreno su cui può crescere una cultura democratica che favorisce la partecipazione ed è capace di coniugare efficienza, solidarietà e giustizia - conclude Leone XIV -. Occorre recuperare il collegamento con l’atteggiamento fondamentale della cura come sostegno e vicinanza all’altro, non solo perché si trova in situazione di bisogno o di malattia, ma perché condivide una condizione esistenziale di vulnerabilità, che accomuna tutti gli esseri umani”.
“La protezione del #diritto alla #vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano”. Lo scrive Papa #LeoneXIV nel messaggio, redatto in lingua inglese, inviato ai partecipanti alla March for Life 2026 di #Washington D.C., la tradizionale marcia annuale in difesa della vita che si tiene nella capitale statunitense.
Nel breve testo, il Pontefice ricorda che “una società è sana e progredisce veramente solo quando salvaguarda la sacralità della vita umana e lavora attivamente per promuoverla”. Il Santo Padre rivolge un invito particolare ai #giovani, esortandoli a “continuare a impegnarsi affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi attraverso sforzi appropriati a ogni livello della società, compreso il dialogo con i leader civili e politici”.
Infine, il Vescovo di Roma incoraggia i manifestanti a “marciare coraggiosamente e pacificamente a favore dei #bambini non nati”, ricordando che difendendoli “state compiendo il comando del Signore di servirlo nei più piccoli dei nostri fratelli e sorelle”.