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Изворен канал @pythonotes · Post #241 · 5 мај

Можно ли в Python создавать бинарные файлы? Конечно можно. Для этого в Python есть следующие инструменты: ▫️ тип данных bytes и bytearray ▫️ открытие файла в режиме wb (write binary) или rb (read binary) ▫️ модуль struct Про модуль struct поговорим в первую очередь. Файл в формате JSON или Yaml внутри себя содержит разметку данных. Всегда можно определить где список начался а где закончился. Где записана строка а где словарь. То есть формат записи данных содержит в себе элементы разметки данных. В binary-файле данные не имеют визуальной разметки. Это просто байты, записанные один за другим. Правила записи и чтения находятся вне файла. Модуль struct как раз и помогает с организацией данных в таком файле с помощью определения форматов записи для разных частей файла. Модуль struct преобразует Python-объекты в массив байт, готовый к записи в файл и имеющий определённый вид. Для этого всегда следует указывать формат преобразования (или, как оно здесь называется - запаковки). Формат нужен для того, чтобы выделить достаточное количество байт для записи конкретного типа объекта. В последствии с помощью того же формата будет производиться чтение. При этом следует помнить что мы говорим о типах языка С а не Python. Именно формат определяет, что записано в конкретном месте файла, число, строка или что-то еще. Вот какие токены формата у нас есть. Помимо этого, первым символом можно указать порядок байтов. На разных системах одни и те же типы данных могут записываться по-разному, поэтому желательно указать конкретный способ из доступных. Если этого не сделать, то используется символ '@', то есть нативный для текущей системы. В строке формата мы пишем в каком порядке и какие типы собираемся преобразовать в байты. Запакуем в байты простое число, токен "i". >>> import struct >>> struct.pack('=i', 10) b'\n\x00\x00\x00' Теперь несколько float, при этом нужно передавать элементы не массивом а последовательностью аргументов. >>> struct.pack('=fff', 1.0, 2.5, 4.1) b'\x00\x00\x80?\x00\x00 @33\x83@' Вместо нескольких токенов можно просто указать нужное количество элементов перед одним токеном, результат будет тот же. >>> struct.pack('=3f', 1.0, 2.5, 4.1) b'\x00\x00\x80?\x00\x00 @33\x83@' Теперь запакуем разные типы >>> data = struct.pack('=fiQ', 1.0, 4, 100500) я запаковал типы float, int и unsigned long long (очень большой int, на 8 байт) b'\x00\x00\x80?\x04\x00\x00...' Распаковка происходит аналогично, но нужно указать тот же формат, который использовался при запаковке. Результат возвращается всегда в виде кортежа. >>> struct.unpack('=fiQ', data) (1.0, 4, 100500) Как видите, ничего страшного! #lib#basic

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Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #395 · 11.10.2021 г., 19:09

“Bisogna uscire da questa intollerabile situazione, che condanna milioni di italiani alla miseria e rende sempre più aspri i contrasti sociali e politici, senza offrire nessuna prospettiva e nemmeno la speranza d'un prossimo miglioramento! […] La questione che ci poniamo è la seguente: è possibile che un grande popolo, civile, laborioso ed ingegnoso come l'italiano, non debba essere capace di mobilitare tutti i suoi scienziati, i suoi tecnici i suoi operai, i suoi braccianti; di unire in uno sforzo collettivo tutti i ceti sociali interessati, e tutti i raggruppamenti politici amanti del progresso in vista di utilizzare le possibilità produttive del paese per tonificare e sviluppare l'economia, per aumentare il reddito nazionale ed elevare il livello di vita del popolo, assorbendo in lavori utili i disoccupati manuali ed intellettuali! E' possibile, insomma, unificare gli italiani onesti attorno ad un obiettivo comune, nazionale, di lavoro, di sviluppo economico, di progresso, creando le condizioni d'una effettiva e durevole distensione sociale e politica? Noi lo crediamo". Giuseppe Di Vittorio, 23 settembre 1949 #italia#lavoro#industria

Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #389 · 19.09.2021 г., 16:50

Un fondo finanziario britannico ha deciso di chiudere uno dei due stabilimenti italiani di GKN, azienda che in Italia ha ereditato dalla Fiat la produzione di componenti automobilistici. A luglio questa decisione è stata comunicata con una email a tutti i lavoratori dello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze), quasi 500. Da oltre due mesi i lavoratori di Campi Bisenzio si sono impossessati dello stabilimento - con bilanci in attivo e ordini inevasi - e stanno impedendo che i macchinari ad alta tecnologia - sviluppati anche sulla base dei brevetti messi a disposizione dalle università italiane - vengano smontati e trasportati altrove. Mentre le istituzioni balbettano, i lavoratori di Campi Bisenzio vogliono impedire ad ogni costo che l'epilogo di questa vicenda sia l'ennesima tragedia annunciata che si consuma in Italia. Ed hanno chiaro che, per quanto faticoso, sia possibile non solo bloccare quei licenziamenti, non solo far ripartire la produzione dello stabilimento di Campi Bisenzio, ma istituire una legge antidelocalizzazioni, pretendere l'intervento dello stato nei settori strategici – e non certo per regalare soldi o sussidi –, costruire un piano industriale non solo per il settore automobilistico, ma per le prospettive generali dell'industria italiana. Consapevoli del fatto che la costruzione di un'Italia diversa e di un nuovo Risorgimento non è più rimandabile. #gkn#lavoro#italia#industria

Marx21.it

@marx21news · Post #9892 · 06.03.2026 г., 14:07

La sfida della deindustrializzazione europea: protezionismo o cooperazione? Secondo un’analisi pubblicata oggi dal Global Times, la strada per la ripresa manifatturiera dell’UE non passa per la chiusura dei mercati, ma per una maggiore apertura e una cooperazione più profonda con la Cina. Mentre alcune voci in Europa spingono per politiche protezionistiche come il “Buy European”, il primo ministro svedese Ulf Kristersson avverte: “Il protezionismo non può essere la ricetta del successo europeo. Dobbiamo competere per qualità e innovazione, non per protezione”. Punti chiave dell’analisi: Il protezionismo può offrire un rifugio temporaneo, ma a lungo termine erode innovazione e competitività. I settori manifatturieri di Cina ed Europa sono complementari, non in competizione diretta. Dalla transizione verde alla biomedicina, la cooperazione bilaterale può generare crescita concreta per entrambi. In un mondo sempre più competitivo, la vera forza industriale si costruisce con la collaborazione, non con le barriere. Cosa ne pensi? L’Europa dovrebbe rafforzare le alleanze globali o puntare su una maggiore autonomia produttiva? #Economia#Cina#Europa#Industria#CooperazioneInternazionale#SviluppoSostenibile https://www.marx21.it/internazionale/una-cooperazione-piu-profonda-con-la-cina-e-una-scelta-pragmatica-per-la-rivitalizzazione-industriale-dellue/

Marx21.it

@marx21news · Post #9816 · 27.02.2026 г., 06:44

L'asse Merz-Pechino: realpolitik o ancora di salvezza per l'industria europea? Mentre a Bruxelles si parla di "de-risking" e "inondazione" di auto cinesi, i numeri raccontano una verità scomoda: l'industria tedesca (e con essa quella europea) è legata a doppio filo al mercato cinese. Lo ha capito bene Friedrich Merz, volato a Pechino con i CEO di Volkswagen, BMW e Mercedes. Per loro, il mercato cinese vale ancora il 25-30% delle vendite globali. Senza quei volumi, la capacità di investire nel futuro (elettrico) crollerebbe. L'analisi di Francesco Maringiò smonta due luoghi comuni: Non c'è un'inondazione generalizzata: sulle auto tradizionali e ibride, l'Europa ha un surplus commerciale con la Cina. Il deficit esiste solo sui veicoli elettrici, un settore dove siamo in ritardo. Il "de-risking" rischia di essere il rischio più grande: ridurre i rapporti con Pechino non produce autonomia, ma arretramento industriale. Mentre Francia, Germania e Ungheria si muovono per rafforzare i legami economici, l'Italia brilla per la sua assenza. Una neutralità che rischia di diventare un errore strategico, pagato in termini di filiere e investimenti persi. Il paradosso finale? In un'Europa che torna a parlare di riarmo, forse la vera ancora di salvezza per la nostra industria è proprio un rapporto pragmatico con la Cina. Secondo voi, possiamo permetterci di fare a meno del mercato cinese? E l'assenza dell'Italia è una scelta o una svista? Leggi l'articolo completo qui: https://www.marx21.it/internazionale/realpolitik-a-pechino-perche-lasse-merz-xi-e-lancora-di-salvezza-per-lindustria-europea/ #Economia#Geopolitica#Cina#Germania#Industria#Automotive#Realpolitik#Italia

Marx21.it

@marx21news · Post #9869 · 04.03.2026 г., 06:56

De-risking e transizione verde: l’Europa di fronte a una scelta cruciale L’Unione Europea punta a “ridurre i rischi” nelle relazioni economiche globali, ma la transizione verde sta mettendo in luce una contraddizione difficile da ignorare: senza cooperazione con la Cina, l’industria europea rischia rincari, ritardi e perdita di competitività. I numeri parlano chiaro: nel solo dicembre 2025, le vendite di veicoli elettrici cinesi in Europa sono aumentate del 126%, superando per la prima volta quota 100.000 unità. La Cina oggi produce oltre 16 milioni di veicoli a nuova energia all’anno e detiene metà del mercato globale delle batterie. ⚙️ Il punto non è difendersi dall’interdipendenza, ma gestirla con intelligenza. Chiudere le porte o alzare barriere rischia di trasformare il “de-risking” in una vera e propria “de-sinizzazione” ideologica, che danneggia proprio chi vuole proteggere. ? L’Europa può giocare un ruolo da protagonista nella transizione, ma solo se saprà cooperare su tecnologie, standard e investimenti, senza trasformare ogni relazione economica in un test di lealtà geopolitica. ✍️ Un articolo di Giulio Chinappi Che ne pensate? L’Europa può competere senza collaborare? #TransizioneVerde#DeRiscking#Europa#Cina#Industria#Sostenibilità#Geopolitica https://www.marx21.it/internazionale/de-risking-e-transizione-verde-leuropa-tra-paure-politiche-e-necessita-industriali-con-la-cina-al-centro-delle-catene-del-valore/

Noticias de Israel y el mundo judío

@mundojudioeisrael · Post #5687 · 06.05.2026 г., 20:48

¿OPORTUNIDAD HISTÓRICA? I Roberto Castolo en Mundo Innovación México está cuadruplicando su producción industrial y las oportunidades de exportación están creciendo. 🚀 Roberto Castolo, Presidente de AEM Capítulo Puebla, comparte cómo crear comunidad empresarial, evitar riesgos al asociarse y hacia dónde van los mercados. ¿Está México listo para aprovechar esta nueva etapa industrial? Suscríbete y activa las notificaciones para más contenido de innovación y negocios. 🔔 #mundoejecutivo#MundoInnovación#innovacion#industria#mexico#exportacion#negocios#empresas#manufactura#economia https://youtube.com/shorts/BtrMrdLlrxU?si=eB8F_36X57Em_GJA