Наверняка вы замечали, что в Python есть удобная функция для получения переменной окружения
os.getenv(NAME)
И её "сестра" для создания или изменения переменных окружения
os.putenv(NAME, VALUE)
Но почему-то putenv() не работает как должно. Энвайромент не обновляется!
os.putenv('MYVAR', '1')
print(os.getenv('MYVAR'))
... и ничего 😴
Почему так?
На самом деле энвайромент обновляется, но это значение не добавляется в словарь os.environ.
Откройте исходник функции os.getenv(). Это просто шорткат для os.environ.get()
В то время как putenv() это built-in С-функция.
Словарь os.environ (или точней класс из MutableMapping) создаётся из энвайромента в момент инициализации. Функция putenv() самостоятельно его не изменяет.
В тоже время, когда вы создаёте или изменяете ключ в os.environ, автоматически вызывается putenv() в методе __setitem__().
То есть, технически putenv() всё делает верно, но в os.environ это не отражается. Можно проверить так:
>>> os.putenv('MYVAR', '123')
>>> os.system('python -c "import os;print(os.getenv(\'MYVAR\'))"')
123
Я объявил переменную в текущем процессе и вызвал дочерний процесс, который её унаследовал и получил в составе os.environ.
Аналогично при удалении переменной вызывается еще одна built-in функция unsetenv(), удаляющая переменную из системы.
Итого
▫️ Удобней всего явно обновлять переменные через os.environ
▫️ Есть способ неявно создать/удалить переменную через putenv/unsetenv, что не повлияет на os.environ но изменит энвайромент и передаст изменения сабпроцессам. Но так лучше не делать!
▫️os.environ это просто обертка для built-in функций putenv() и unsetenv().
#basic
Secondo agenzie di stampa internazionali, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, potrebbe essere stata uccisa nel corso degli attacchi militari lanciati oggi dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi in Iran, tra cui la sua residenza a Teheran. Fonti israeliane citate da alcuni media affermano che vi sarebbero “segnali” della sua morte dopo i bombardamenti e che immagini del corpo sarebbero state mostrate ai vertici israeliani.
La situazione rimane in evoluzione, ma l’eventuale morte di una figura di rilievo mondiale come la Guida Suprema dell’Iran, a poche ore dall’inizio della guerra, potrebbe aprire molti scenari inaspettati.
#cronaca#politica#notizie#notizia#iran
Camminando in questo quartiere la prima sensazione è di un luogo sospeso. Un'arteria storica di Milano, un tempo vivace e multiculturale, oggi percepita da molti dei suoi stessi abitanti come una terra di nessuno.
Questa è Milano senza filtri.
Questa è Via Padova.
Un laboratorio sociale diventato, agli occhi di chi lo vive ogni giorno, un esempio di degrado e abbandono. Il dato demografico racconta una realtà precisa: sette residenti su dieci sono di origine straniera.
A questa complessa situazione si aggiunge il progetto di una nuova moschea. Un’opera pubblica che per l’amministrazione è un passo verso l’inclusione, ma che molti residenti – italiani e non – guardano con scetticismo, chiedendosi se non sia l’ennesimo paravento per non affrontare i veri, urgenti problemi: sicurezza, legalità e vivibilità.
E tu? Cosa ne pensi?
Faccelo sapere nei commenti!
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Si cammina guardando oltre le spalle. Si parla a voce bassa. Si sceglie di rientrare prima che il sole tramonti.
In via Padova, la normalità ha smesso da tempo di essere un diritto e si è trasformata in un calcolo, in una strategia di sopravvivenza quotidiana.
Questo non è solo un quartiere, è una ferita aperta nella periferia di una città che troppo spesso distoglie lo sguardo.
Questa è "Milano senza filtri".
Siamo tornati in via Padova, tra negozi chiusi e grate abbassate, e i residenti ci aprono le loro porte non solo per raccontare, ma per testimoniare.
Le loro voci, un coro stanco e rabbioso, dipingono un quadro allarmante: una violenza che non è più un'eccezione, ma lo sfondo costante delle loro giornate. Aggressioni, spaccio in pieno giorno, liti che sfociano in minacce.
L'ordine del giorno, ormai, ha un unico, triste punto fisso: l'insicurezza.
Guarda il video e scopri di più!
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Beppe Sala dichiara che «le nostre strade sono ancora piene di fascismo». Un’affermazione roboante, buona per i comizi e per i social, ma del tutto scollegata dalla realtà quotidiana dei milanesi. Nelle strade di Milano non sfilano camicie nere: si vedono invece scippi, violenza, spaccio e degrado crescente. Questo è il problema vero, ed è sotto gli occhi di tutti.
Da sindaco, Sala dovrebbe occuparsi della sicurezza concreta dei cittadini, soprattutto dei lavoratori e dei più deboli, invece di attaccarsi a vecchie ossessioni ideologiche utili solo a distrarre dall’incapacità amministrativa. La prassi é chiara: l’antifascismo come alibi per non governare. Milano ha bisogno di ordine, protezione sociale e serietà, non di slogan fuori tempo massimo.
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Uscire dal carcere non significa lasciarsi alle spalle la condanna, spesso, è solo l'inizio di un'altra forma di pena.
In Italia, il sistema penitenziario continua a mostrare numeri allarmanti: sovraffollamento, su*cidi, carcerazione preventiva e disuguaglianze che raccontano molto più di quanto immaginiamo.
In questo carosello trovi alcuni dati aggiornati (DAP, ISTAT, CNEL) che fotografano la realtà delle carceri italiane nel 2025.
Parlarne è il primo passo per cambiare le cose.
Tu cosa ne pensi?
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#roma
Una storia che interpella tutti: una famiglia che sceglie un'educazione alternativa, una comunità che li sostiene, una decisione del tribunale che rischia di separarli.
Dov'è il confine tra libertà familiare e intervento dello Stato?
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Marco Travaglio ha commentato il rapporto tra Donald Trump e l'Europa sottolineando la sudditanza che l'Europa oggi soffre rispetto agli USA.
Emblematica la frase "noi siamo servi e i padroni non discuto coi servi"
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