Метод строки split() разделяет строку на несколько строк по указанному символу
>>> "a_b_c".split('_')
['a', 'b', 'c']
Можно указать максимальное количество разделений
>>> "a_b_c".split('_', 1)
['a', 'b_c']
Или резать с другой стороны с помощью rsplit() (right split)
>>> "a_b_c".rsplit('_', 1)
['a_b', 'c']
А что будет если оставить аргументы пустыми?
>>> "a_b_c".split()
['a_b_c']
Получаем список с одним элементом, потому что по умолчанию используется пробельный символ.
>>> "a b c".split()
['a', 'b', 'c']
То есть это равнозначно такому вызову?
>>> "a b c".split(" ")
['a', 'b', 'c']
Кажется да, но нет! Давайте попробуем добавить пробелов между буквами
>>> "a b c".split(" ")
['a', '', '', 'b', '', '', 'c']
И вот картина уже не так предсказуема 😕
А вот что будет по умолчанию
>>> "a b c".split()
['a', 'b', 'c']
Всё снова красиво! 🤩
По умолчанию в качестве разделителя используется любой пробельный символ, будь то табуляция или новая строка. Включая несколько таких символов идущих подряд. А также игнорируются пробельные символы по краям строки.
>>> "a\t b\n c ".split()
['a', 'b', 'c']
Аналогичный способ можно собрать с помощью регулярного выражения. Но пробелы по краям строки придется обрабатывать дополнительно.
>>> import re
>>> re.split(r"\s+", ' a b c '.strip())
['a', 'b', 'c']
Здесь тоже можно указать количество разделений
>>> re.split(r"\s+", 'a b c', 1)
['a', 'b c']
А что если мы хотим написать красиво, то есть split() без аргументов, но при этом указать количество разделений? В этом случае первым аргументом передаём None
>>> "a\n b c".split(None, 1)
['a', 'b c']
Данный метод не учитывает строки с пробелами, взятые в кавычки
'a "b c" '.split()
['a', '"b', 'c"']
Но для таких случаев есть другие способы.
#tricks#basic
"Come possiamo garantire che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale #IA serva davvero al bene comune e non venga utilizzato solo per accumulare ricchezza e potere nelle mani di pochi? Questa è una domanda urgente, perché questa #tecnologia sta già avendo un impatto reale sulla vita di milioni di persone, ogni giorno e in ogni parte del mondo". A ribadirlo è Papa #LeoneXIV che questa mattina, nella Sala del Concistoro, in Vaticano, ha incontrato i Partecipanti alla Conferenza "Artificial Intelligence and Care of Our Common Home".
Il Pontefice ricordando la Dottrina Sociale della Chiesa, riflette ulteriormente affermando: "Affrontare questa sfida richiede di porsi una domanda ancora più fondamentale: cosa significa essere umani in questo momento storico? Gli esseri umani sono chiamati a essere collaboratori dell'opera della creazione, non semplici consumatori passivi di contenuti generati dalla tecnologia artificiale".
"La nostra dignità risiede nella capacità di riflettere, scegliere liberamente, amare incondizionatamente ed entrare in relazioni autentiche con gli altri. L'intelligenza artificiale ha certamente aperto nuovi orizzonti alla creatività, ma solleva anche serie preoccupazioni circa le sue possibili ripercussioni sull'apertura dell'umanità alla verità e alla bellezza, e sulla sua capacità di meraviglia e contemplazione. Riconoscere e salvaguardare ciò che caratterizza la persona umana e garantisce la sua crescita equilibrata è essenziale per stabilire un quadro adeguato per gestire le conseguenze dell'intelligenza artificiale", il monito del Santo Padre.
Infine, un pensiero rivolto alle nuove generazioni: "Per costruire insieme ai nostri #giovani un futuro che realizzi il bene comune e sfrutti le potenzialità dell'intelligenza artificiale, è necessario ripristinare e rafforzare la loro fiducia nella capacità umana di guidare lo sviluppo di queste tecnologie. Una fiducia che oggi è sempre più erosa dall'idea paralizzante che il suo sviluppo segua un percorso inevitabile. Ciò richiede un'azione coordinata e concertata che coinvolga #politica, istituzioni, imprese, #finanza, istruzione, comunicazione, cittadini e comunità religiose. Gli attori di questi ambiti sono chiamati a impegnarsi in un impegno comune, assumendosi questa responsabilità comune. Questo impegno viene prima di qualsiasi interesse di parte o profitto, sempre più concentrato nelle mani di pochi. Solo attraverso una partecipazione diffusa che dia a tutti la possibilità di essere ascoltati con rispetto, anche ai più umili, sarà possibile raggiungere questi ambiziosi obiettivi".