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Изворен канал @pythonotes · Post #309 · 2 фев.

Метод строки split() разделяет строку на несколько строк по указанному символу >>> "a_b_c".split('_') ['a', 'b', 'c'] Можно указать максимальное количество разделений >>> "a_b_c".split('_', 1) ['a', 'b_c'] Или резать с другой стороны с помощью rsplit() (right split) >>> "a_b_c".rsplit('_', 1) ['a_b', 'c'] А что будет если оставить аргументы пустыми? >>> "a_b_c".split() ['a_b_c'] Получаем список с одним элементом, потому что по умолчанию используется пробельный символ. >>> "a b c".split() ['a', 'b', 'c'] То есть это равнозначно такому вызову? >>> "a b c".split(" ") ['a', 'b', 'c'] Кажется да, но нет! Давайте попробуем добавить пробелов между буквами >>> "a b c".split(" ") ['a', '', '', 'b', '', '', 'c'] И вот картина уже не так предсказуема 😕 А вот что будет по умолчанию >>> "a b c".split() ['a', 'b', 'c'] Всё снова красиво! 🤩 По умолчанию в качестве разделителя используется любой пробельный символ, будь то табуляция или новая строка. Включая несколько таких символов идущих подряд. А также игнорируются пробельные символы по краям строки. >>> "a\t b\n c ".split() ['a', 'b', 'c'] Аналогичный способ можно собрать с помощью регулярного выражения. Но пробелы по краям строки придется обрабатывать дополнительно. >>> import re >>> re.split(r"\s+", ' a b c '.strip()) ['a', 'b', 'c'] Здесь тоже можно указать количество разделений >>> re.split(r"\s+", 'a b c', 1) ['a', 'b c'] А что если мы хотим написать красиво, то есть split() без аргументов, но при этом указать количество разделений? В этом случае первым аргументом передаём None >>> "a\n b c".split(None, 1) ['a', 'b c'] Данный метод не учитывает строки с пробелами, взятые в кавычки 'a "b c" '.split() ['a', '"b', 'c"'] Но для таких случаев есть другие способы. #tricks#basic

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Пребарај: #leoni

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1030 · 03.06.2025 г., 09:41

https://x.com/SavinoBalzano/status/1929835506403016835?t=sjAT86E-MOvIb7iTPAEpFg&s=19 Si potrebbero dire molte cose sul nuovo volto di Forza Italia, Leoni. Ma ci interessa il giusto. Quel che colpisce davvero è che, da una platea tanto affollata, parta un attacco così diretto al Vicesegretario della Lega, Vannacci. O qualcuno vuol negare che il bersaglio fosse lui? Vale la pena chiarire che #Vannacci non è uno scrittore qualsiasi, né un generale qualunque, né uno che passa lì per caso: è il Vicesegretario di uno dei tre partiti che compongono la maggioranza del Governo #Meloni. È uno dei vice di #Salvini alla guida della #Lega (il più rilevante, peraltro). Tajani era davvero all’oscuro delle parole che il suo giovanotto avrebbe pronunciato dal palco? Se così fosse, sarebbe grave. Gravissimo. Denoterebbe un’assenza pressoché totale di controllo sul partito. A parlare, infatti, è il neoeletto Segretario della sezione giovanile, immortalato nella foto di rito accanto al Ministro degli Esteri. La seconda ipotesi — siamo sempre nel campo delle illazioni, ma mi sembra più plausibile — è che #Tajani sapesse benissimo cosa avrebbe detto #Leoni. E sarebbe ancora più grave. Decisamente poco coraggioso come approccio, direi. Ad ogni modo, l’intenzione di attaccare frontalmente un alleato di governo risulterebbe evidente. Tutto questo per dire cosa? Due cose. La prima: la maggioranza di #Governo è tutt’altro che solida. I partiti sono drammaticamente divisi (fortunatamente, verrebbe da dire: #ForzaItalia è la brutta copia del #PD, che già bello non è) e non è affatto detto che #GiorgiaMeloni arrivi alla fine della legislatura. Qualcuno vuole che questo Governo cada. Forza Italia, sicuramente, con la benedizione del #Quirinale e di #Bruxelles. Non perché l’esecutivo sia realmente scomodo per l’#UE, figuriamoci, ma perché si potrebbe ambire ad averne uno più comodo. Senza la Lega, per intenderci, che sul tema del #riarmo è piuttosto fastidiosa. Uno nuovo sarebbe certamente meglio, con dentro Forza Italia, riscopertasi forza centrista e progressista, proprio come vorrebbe chi comanda davvero lì dentro: la famiglia #Berlusconi. Un anno fa, a giugno 2024, #MarinaBerlusconi esprimeva vicinanza “alla sinistra” (che infatti non esiste) sul terreno dei diritti civili. E questa è la seconda. Insomma, non si tratta del solito volto nuovo da lanciare in prima serata. La questione è molto più profonda. E potremmo vederne delle belle, anche considerando il fatto che in sala si siano alzati tutti in piedi per applaudirlo.