Метод строки split() разделяет строку на несколько строк по указанному символу
>>> "a_b_c".split('_')
['a', 'b', 'c']
Можно указать максимальное количество разделений
>>> "a_b_c".split('_', 1)
['a', 'b_c']
Или резать с другой стороны с помощью rsplit() (right split)
>>> "a_b_c".rsplit('_', 1)
['a_b', 'c']
А что будет если оставить аргументы пустыми?
>>> "a_b_c".split()
['a_b_c']
Получаем список с одним элементом, потому что по умолчанию используется пробельный символ.
>>> "a b c".split()
['a', 'b', 'c']
То есть это равнозначно такому вызову?
>>> "a b c".split(" ")
['a', 'b', 'c']
Кажется да, но нет! Давайте попробуем добавить пробелов между буквами
>>> "a b c".split(" ")
['a', '', '', 'b', '', '', 'c']
И вот картина уже не так предсказуема 😕
А вот что будет по умолчанию
>>> "a b c".split()
['a', 'b', 'c']
Всё снова красиво! 🤩
По умолчанию в качестве разделителя используется любой пробельный символ, будь то табуляция или новая строка. Включая несколько таких символов идущих подряд. А также игнорируются пробельные символы по краям строки.
>>> "a\t b\n c ".split()
['a', 'b', 'c']
Аналогичный способ можно собрать с помощью регулярного выражения. Но пробелы по краям строки придется обрабатывать дополнительно.
>>> import re
>>> re.split(r"\s+", ' a b c '.strip())
['a', 'b', 'c']
Здесь тоже можно указать количество разделений
>>> re.split(r"\s+", 'a b c', 1)
['a', 'b c']
А что если мы хотим написать красиво, то есть split() без аргументов, но при этом указать количество разделений? В этом случае первым аргументом передаём None
>>> "a\n b c".split(None, 1)
['a', 'b c']
Данный метод не учитывает строки с пробелами, взятые в кавычки
'a "b c" '.split()
['a', '"b', 'c"']
Но для таких случаев есть другие способы.
#tricks#basic
Papa #LeoneXIV riceverà in udienza, giovedì 9 aprile, alle ore 11.30, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano, alcuni sportivi italiani, rappresentanti di tutti coloro che hanno partecipato alle #Olimpiadi e alle #Paralimpiadi invernali di #MilanoCortina, per mettere in risalto i successi degli atleti, la cui passione e le cui capacità hanno arricchito così tanto le nostre vite.
Proprio nel giorno di apertura dei Giochi, il 6 febbraio scorso, il Santo Padre ha firmato la Lettera “La vita in abbondanza” sul valore dello sport. A coordinare l’iniziativa dell’Udienza è il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, con il coinvolgimento di Athletica Vaticana, in collaborazione con il Comitato Nazionale Olimpico Italiano (Coni) e il Comitato Italiano Paralimpico (Cip) Significativamente, durante l’Udienza sarà presente in sala la “Croce degli Sportivi” che, per tutta la durata dei Giochi, è stata collocata nella basilica di San Babila a Milano.
Alcuni atleti si recheranno poi al Dispensario Pediatrico “Santa Marta”, sempre in Vaticano, per incontrare alcune famiglie in situazioni di povertà e fragilità.
Nel giorno in cui #Milano accoglie la Croce Olimpica degli Sportivi in vista dei Giochi di #MilanoCortina, Papa #LeoneXIV auspica che "queste giornate di sana competizione contribuiscano a costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace”.
Le parole del Pontefice arrivano nel capoluogo lombardo tramite un telegramma, a firma del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, inviato a mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, che questa sera presiede Messa a San Babila, chiesa dove sarà custodita la Croce Olimpica per tutta la durata dei Giochi Olimpici e Paralimpici.
Il Santo Padre, salutando "quanti prendono parte alla celebrazione” “auspica" altresì che le #Olimpiadi suscitino "sentimenti di amicizia e di fraternità, rinsaldando la consapevolezza del valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana”.
“Siano giorni di festa! Sia festa per l’incontro di pace tra i popoli, sia festa per la bellezza delle gare e dei risultati, sia festa perché le Olimpiadi e le #Paralimpiadi non escludono nessuno”, le parole di mons. Delpini durante l'omelia.
“Siano giorni di profezia - prosegue l'Arcivescovo -, profezia della vocazione alla fraternità universale, profezia per la testimonianza di onestà in ogni cosa, profezia perché le Olimpiadi e le Paralimpiadi piantano nella vicenda umana eccellenza, amicizia, rispetto”.
Il presule chiede inoltre che siano “giorni di condivisione, perché la festa non dimentica le tragedie, perché le risorse non siano per i ricchi, ma per tutti, perché le Olimpiadi e le Paralimpiadi alimentano la cultura della pace”.
Dall'Arcivescovo anche il richiamo all'ascolto del corpo: "Il tuo corpo parla a chi ti incontra. Non ridurre il corpo a una macchina da sfruttare, non ridurre il corpo a un meccanismo complicato che ogni tanto deve essere aggiustato, non ridurre il corpo tuo e altrui a un oggetto da desiderare, non ridurre il corpo a una prigione di cui liberarsi, a un’apparenza di cui vergognarsi”.
“In queste settimane i Giochi saranno una specie di festival del corpo”, prosegue il presule, sottolineando che gli atleti “potranno istruire la città e tutti coloro che sanno ascoltare”. Lo #sport, per mons. Delpini, è “una scuola di ascesi, di morale, di umanità, di vita, di audacia e di fantasia”. Riferendosi alla croce degli sportivi, l’arcivescovo spiega: “Il corpo di Cristo, crocifisso per amore, è l’apertura per andare oltre e accogliere il mistero. Se volete sapere che cos’è l’amore, guardate a Gesù, adorate il corpo crocifisso e risorto”.
📸 Arcidiocesi di Milano