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Изворен канал @pythonotes · Post #309 · 2 фев.

Метод строки split() разделяет строку на несколько строк по указанному символу >>> "a_b_c".split('_') ['a', 'b', 'c'] Можно указать максимальное количество разделений >>> "a_b_c".split('_', 1) ['a', 'b_c'] Или резать с другой стороны с помощью rsplit() (right split) >>> "a_b_c".rsplit('_', 1) ['a_b', 'c'] А что будет если оставить аргументы пустыми? >>> "a_b_c".split() ['a_b_c'] Получаем список с одним элементом, потому что по умолчанию используется пробельный символ. >>> "a b c".split() ['a', 'b', 'c'] То есть это равнозначно такому вызову? >>> "a b c".split(" ") ['a', 'b', 'c'] Кажется да, но нет! Давайте попробуем добавить пробелов между буквами >>> "a b c".split(" ") ['a', '', '', 'b', '', '', 'c'] И вот картина уже не так предсказуема 😕 А вот что будет по умолчанию >>> "a b c".split() ['a', 'b', 'c'] Всё снова красиво! 🤩 По умолчанию в качестве разделителя используется любой пробельный символ, будь то табуляция или новая строка. Включая несколько таких символов идущих подряд. А также игнорируются пробельные символы по краям строки. >>> "a\t b\n c ".split() ['a', 'b', 'c'] Аналогичный способ можно собрать с помощью регулярного выражения. Но пробелы по краям строки придется обрабатывать дополнительно. >>> import re >>> re.split(r"\s+", ' a b c '.strip()) ['a', 'b', 'c'] Здесь тоже можно указать количество разделений >>> re.split(r"\s+", 'a b c', 1) ['a', 'b c'] А что если мы хотим написать красиво, то есть split() без аргументов, но при этом указать количество разделений? В этом случае первым аргументом передаём None >>> "a\n b c".split(None, 1) ['a', 'b c'] Данный метод не учитывает строки с пробелами, взятые в кавычки 'a "b c" '.split() ['a', '"b', 'c"'] Но для таких случаев есть другие способы. #tricks#basic

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Elena Basile Public Channel

@elenabasilepublicchanel · Post #106 · 05.07.2024 г., 08:59

La lobby di Israele condiziona la stampa internazionale e la politica statunitense. La verità, cara Senatrice, non è mai antisemita. La stimo molto anche per il suo lavoro nelle scuole con l’intento di insegnare come nasce l’antisemitismo, come nascono i crimini razzisti. Come scriveva Primo Levi, un lager nasce quando c’è un’ingiustizia e si volta la testa dall’altra parte. Spero che queste parole che le rivolgo non siano nuovamente considerate uno scandalo. Senatrice crede veramente che io possa essere antisemita? Eppure mi ha querelato penalmente per istigazione all’odio e ne sono ancora esterrefatta. Vede, cara Senatrice, se la parola antisemita diviene uno strumento per colpire il ragionamento o la denuncia dei crimini israeliani, essa perde significato e rischia di fomentare la rabbia (ingiustificata e deprecabile) contro gli ebrei. Vorrei tanto che lei, una così alta espressione della comunità ebraica, facesse chiarezza e denunciasse le ingiustizie odierne, l’odio verso gli islamici che a mio avviso cresce nelle società occidentali in modo inquietante, le discriminazioni verso i migranti torturati e ricacciati nei loro campi di detenzione dai Governi di destra come da quelli del centro-sinistra, il dolore dei Rom da sempre esistito e ancora dimenticato. Non c’è modo migliore di rendere omaggio all’appartenenza a una gloriosa diaspora ebraica, a un’intellighenzia a cui dobbiamo tanta parte della cultura umanistica odierna, che chiedersi chi siano gli ebrei di oggi. Cara Senatrice, lei non ha nessun bisogno di lasciare questo Paese. Lei è amata e protetta. I rom no, i migranti no, i musulmani no. Se leva la sua voce a vantaggio degli ultimi della terra renderà un grande servizio, riducendo quelle sacche di razzismo e antisemitismo che permangono. Faccia chiarezza Senatrice! Aiuti la ragione per impedirne il sonno. I giovani che protestano per la Palestina sono coloro che hanno appreso la lezione che lei insegna nelle scuole. Non li allontaniamo. E non mi ritenga sua nemica soltanto perché oso parlarle apertamente. Maria Teresa di Lascia, vincitrice con un magnifico libro “Passaggio in Ombra” del Premio Strega quando il premio era un premio letterario, militante dell’eroico Partito di Pannella quando era il partito dei diritti civili e della protezione dei deboli, affermava che non vi era nessuno così nemico da negargli una discussione, un litigio. Dialogare è aprirsi e rispettare il prossimo per quanto diverso da noi. Recuperiamo l’umanesimo cristiano e ebraico quale vero margine contro le destre razziste che un po’ dappertutto si affermano con la complicità del falso liberalismo odierno. ~~~~~~~~~~~~~~~ Questo post è stato pubblicato il 4 luglio 2024 sia sulla rivista online “La fionda” che sul quotidiano “Il giornale d’Italia”. #GazaGenocide #Meloni #segre #umanesimo