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Изворен канал @pythonotes · Post #310 · 22 фев.

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Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9826 · 29.03.2026 г., 10:25

"Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro a #Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della #DomenicadellePalme. I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano privatamente e senza alcuna connotazione di processione o cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro". Lo rende noto, in un comunicato il Patriarcato di Gerusalemme, dove viene spiegato: "Questo episodio costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme". "I Capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità - si legge ancora - e, fin dall'inizio della guerra, si sono attenuti a tutte le restrizioni imposte: le riunioni pubbliche sono state annullate, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, in questi giorni di Pasqua, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro". "Impedire l'ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi - continua - costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un'estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo". Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano sia stata in tal modo impedita.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9849 · 30.03.2026 г., 19:34

"In seguito allo spiacevole episodio che il giorno 29 marzo, #DomenicadellePalme, ha coinvolto il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, OFM, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e padre Francesco Ielpo, OFM, Custode di Terra Santa, ai quali la polizia israeliana ha impedito l’accesso alla basilica del #SantoSepolcro a #Gerusalemme, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da mons. Paul R. Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, ha incontrato Yaron Sideman, Ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede". Lo si apprende da un comunicato diffuso a tarda sera dalla Sala Stampa vaticana. "Durante la conversazione - si precisa nel comunicato-, si è espresso rammarico per l’accaduto, in merito al quale sono stati offerti chiarimenti, e si è preso atto dell’intesa raggiunta tra il Patriarcato Latino di Gerusalemme e le Autorità locali circa la partecipazione alle liturgie del Triduo Santo presso la basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme".

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9831 · 29.03.2026 г., 19:34

#DomenicadellePalme segnata dalla tensione e dalle restrizioni in Terra Santa, dove anche l’accesso ai Luoghi santi è stato ostacolato. In mattinata, infatti, la polizia israeliana ha impedito l’ingresso al Santo Sepolcro al Patriarca Latino di #Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, in un clima che riflette le difficoltà vissute dalla comunità cristiana locale. Nel pomeriggio, al #Getsemani, lo stesso Pizzaballa ha guidato la meditazione della Domenica delle Palme, segnata dall’assenza della tradizionale processione. “Ci troviamo qui al Getsemani, il luogo dove Gesù, giunto al culmine del suo viaggio verso Gerusalemme, si fermò e pianse”, ha esordito, sottolineando come lo sguardo di Cristo “penetrò nel cuore della città che amava”. Un’assenza, quella delle palme e della folla, che non è solo simbolica ma concreta: “Ci riuniamo senza processione, senza palme che sventolano per le strade. Questa assenza non è una mera formalità. È la guerra che ha interrotto il nostro cammino festivo”. Parole che risuonano con quanto accaduto poche ore prima e con le limitazioni che colpiscono i fedeli. Il patriarca ha quindi richiamato il valore di una fede che resiste anche nelle prove: “Il grido di ‘Osanna’ non ha bisogno di rami per elevarsi al cielo, e la fede non vacilla quando vengono spogliati i riti esteriori”. In questo contesto, ha aggiunto, Cristo continua a camminare con il suo popolo: “Anche quando la strada è bloccata, egli dimora nel cuore di coloro che non hanno smesso di seguirlo”. Al centro della meditazione, il dolore di Gerusalemme e della Terra Santa: “Oggi Gesù piange ancora una volta su Gerusalemme… Piange per tutte le vittime di una guerra che sembra non avere fine: per le famiglie divise, per le speranze infrante”. Un pianto che diventa appello alla responsabilità e alla conversione. Rileggendo il racconto della Passione, Pizzaballa ha indicato nella croce il luogo della rivelazione: “Di fronte a un amore che non si difende… i criteri del mondo crollano. Scopre che il vero potere non risiede nella violenza… ma in una vita donata liberamente”. E ha ricordato la confessione del centurione: “Quest’uomo è il Figlio di Dio”. Nonostante il contesto segnato dalla violenza e dalle restrizioni, il messaggio resta aperto alla speranza: “L’ultima parola di Dio è la tomba vuota… una pace che non è un’illusione, ma il frutto della croce”. Una pace che, ha ribadito, “non è un fragile accordo tra nemici, ma nasce da un Dio che si dona completamente”.