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Изворен канал @pythonotes · Post #310 · 22 фев.

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@marx21news · Post #9643 · 27.01.2026 г., 14:48

La Cina è davvero una minaccia per la Groenlandia? I dati dicono altro. Dall'inizio dell'anno, si sentono affermazioni secondo cui gli USA dovrebbero "controllare" la Groenlandia per contrastare presunte minacce cinese e russa. Ma qual è la realtà dei fatti? I numeri raccontano una storia diversa: La Cina non ha istituzioni ufficiali, progetti di investimento significativi o aziende residenti in Groenlandia. Ci sono solo circa 30 lavoratori cinesi sull'isola, impiegati nel settore ittico. La cooperazione è quasi esclusivamente commerciale: nel 2025, il 98% del valore degli scambi (420 milioni di $ su 429 totali) erano esportazioni groenlandesi di prodotti ittici (gamberi, halibut, merluzzo) verso la Cina. I turisti cinesi sono una nicchia: solo 3.500 nel 2024. - Le smentite delle autorità: Il maggior generale Søren Andersen, del Comando Artico Congiunto danese in Groenlandia, ha dichiarato: "non c'erano navi cinesi o russe vicino alla Groenlandia". Il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, ha chiarito che non esiste una "minaccia immediata" da parte della Cina. Il presidente della commissione difesa parlamentare danese, Rasmus Jarlov, ha definito "delirante" l'idea di una grande minaccia cinese o russa. ⚖️ La posizione cinese: La Cina, nel suo Libro Bianco sull'Artico del 2018 e attraverso i portavoce, ribadisce di rispettare la sovranità degli Stati artici e il diritto internazionale. Le sue attività nella regione si dichiarano finalizzate a pace, stabilità e sviluppo sostenibile. L'Artico non dovrebbe essere un campo di battaglia geopolitico, ma una regione per la cooperazione internazionale, soprattutto su clima e sviluppo sostenibile. #Groenlandia#Artico#Geopolitica#CooperazioneInternazionale#SviluppoSostenibile#Cina https://www.marx21.it/internazionale/la-cina-rappresenta-una-minaccia-per-la-groenlandia/

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@marx21news · Post #9892 · 06.03.2026 г., 14:07

La sfida della deindustrializzazione europea: protezionismo o cooperazione? Secondo un’analisi pubblicata oggi dal Global Times, la strada per la ripresa manifatturiera dell’UE non passa per la chiusura dei mercati, ma per una maggiore apertura e una cooperazione più profonda con la Cina. Mentre alcune voci in Europa spingono per politiche protezionistiche come il “Buy European”, il primo ministro svedese Ulf Kristersson avverte: “Il protezionismo non può essere la ricetta del successo europeo. Dobbiamo competere per qualità e innovazione, non per protezione”. Punti chiave dell’analisi: Il protezionismo può offrire un rifugio temporaneo, ma a lungo termine erode innovazione e competitività. I settori manifatturieri di Cina ed Europa sono complementari, non in competizione diretta. Dalla transizione verde alla biomedicina, la cooperazione bilaterale può generare crescita concreta per entrambi. In un mondo sempre più competitivo, la vera forza industriale si costruisce con la collaborazione, non con le barriere. Cosa ne pensi? L’Europa dovrebbe rafforzare le alleanze globali o puntare su una maggiore autonomia produttiva? #Economia#Cina#Europa#Industria#CooperazioneInternazionale#SviluppoSostenibile https://www.marx21.it/internazionale/una-cooperazione-piu-profonda-con-la-cina-e-una-scelta-pragmatica-per-la-rivitalizzazione-industriale-dellue/

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@marx21news · Post #9908 · 09.03.2026 г., 15:26

Nuovo record per la produzione cerealicola cinese: 714,88 milioni di tonnellate nel 2025 Per il secondo anno consecutivo, la Cina supera la soglia dei 700 milioni di tonnellate, garantendo oltre 500 kg di cereali pro-capite. Un risultato che va oltre la statistica: è la conferma di una sicurezza alimentare solida, costruita su innovazione tecnologica e politiche mirate. "La ciotola di riso della Cina è riempita soprattutto con cereali che produciamo noi stessi." In un contesto globale segnato da incertezze geopolitiche e crisi climatiche, questo traguardo rappresenta non solo stabilità interna, ma anche un contributo concreto alla sicurezza alimentare mondiale. La Cina continua a investire in cooperazione Sud-Sud e tecnologie agricole sostenibili, dimostrando che la responsabilità globale si coltiva anche nei campi. Un dato su tutti: 1 ogni 2,5 kg di grano prodotto nel mondo viene dalla Cina. #Cina#SicurezzaAlimentare#SviluppoSostenibile#Agricoltura#RecordCerealicolo#CooperazioneGlobale https://www.marx21.it/internazionale/la-cina-garantisce-la-propria-sicurezza-alimentare-con-un-nuovo-record-nella-produzione-cerealicola/

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@marx21news · Post #9141 · 06.11.2025 г., 07:26

APEC 2025: Tutti gli occhi puntati su Gyeongju Questo fine settimana, i leader di 21 economie dell’Asia-Pacifico si incontrano a Gyeongju, Corea del Sud, per il 32° Vertice APEC. Tema dell’anno: “Costruire un domani sostenibile”. In un mondo segnato da incertezze economiche, tensioni geopolitiche e transizioni tecnologiche accelerate, l’attenzione è tutta rivolta alla “saggezza” e alle “soluzioni” cinesi per rilanciare cooperazione, apertura e sviluppo condiviso. La regione Asia-Pacifico rappresenta oltre il 60% dell’economia globale e quasi la metà del commercio mondiale. Il vertice punta a riaffermare i principi di multilateralismo, inclusione e apertura che hanno reso l’area uno dei motori più dinamici della crescita mondiale. Pechino promuove una visione di comunità dal futuro condiviso, in contrasto con le logiche di “disaccoppiamento” e blocchi esclusivi. La Cina, che ospiterà l’APEC nel 2026, propone una modernizzazione “verde, intelligente e aperta” capace di generare nuove opportunità per l’intera regione. In un momento in cui il mondo cerca stabilità e direzione, la cooperazione Asia-Pacifico può tracciare la via verso nuovi “trent’anni d’oro”. ✨ #APEC2025#Gyeongju#Cina#AsiaPacifico#SviluppoSostenibile#Cooperazione#GlobalTimes https://www.marx21.it/internazionale/perche-questo-vertice-apec-attira-cosi-tanta-attenzione/

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@marx21news · Post #9650 · 28.01.2026 г., 18:52

Le ferite aperte del Vietnam: la lunga ombra degli ordigni inesplosi e la corsa verso il 2045 Mezzo secolo dopo la fine della guerra, il Vietnam combatte ancora una battaglia silenziosa e pericolosa. Sul suo territorio giacciono milioni di ordigni inesplosi (UXO) - bombe a grappolo, granate, mine - un'eredità mortale che trasforma la guerra in un fenomeno "a rilascio lento". Il costo umano ed economico Questi residuati bellici colpiscono soprattutto le aree rurali, mutilando e uccidendo agricoltori, bambini e raccoglitori di metalli. Oltre al dramma personale, gli UXO agiscono come un "dazio interno" sullo sviluppo: frenano l'agricoltura, bloccano l'espansione delle infrastrutture e rendono insicuri interi territori. La risposta del Vietnam: il Programma 504 Dal 2010, il governo ha istituzionalizzato la bonifica attraverso il "Programma 504". Risultati importanti: • 530.000 ettari bonificati (2010-2025) • Drastica riduzione degli incidenti • Mappatura nazionale della contaminazione • Assistenza alle vittime L'obiettivo ambizioso: 2045 Il Primo Ministro Phạm Minh Chính ha fissato un traguardo storico: bonificare tutte le terre contaminate fino a 0,5 metri di profondità entro il 2045. Oggi la superficie sospetta è di circa 5,57 milioni di ettari (17% del territorio). ⚠️ La sfida e le responsabilità Il percorso è in salita. I tagli ai fondi USA per i programmi di assistenza sotto l'amministrazione Trump hanno colpito progetti cruciali di bonifica e supporto alle vittime, non solo in Vietnam ma anche in Cambogia e Laos (il paese più contaminato al mondo in proporzione). La bonifica non è solo una questione umanitaria, ma la precondizione per uno sviluppo sostenibile e "verde". La tecnologia (mappe ad alta risoluzione, droni, database) sarà cruciale per accelerare i tempi e ridurre i costi. Questa storia ci ricorda che le guerre non finiscono con l'ultimo colpo sparato. Le loro conseguenze materiali e umane sopravvivono per generazioni. Il cammino verso il 2045 sarà la misura di come un paese può risanare le ferite del passato per costruire un futuro più sicuro. #Vietnam#UXO#Bonifica#Storia#SviluppoSostenibile#Pace #2045 #EreditàBellica https://www.marx21.it/internazionale/ordigni-inesplosi-in-vietnam-la-lunga-coda-della-guerra-e-la-sfida-del-2045/