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Изворен канал @pythonotes · Post #32 · 7 фев.

Скорее всего уже слышали, что складывать строки через + это плохая практика. Падение производительности, и всё такое. Без лишних слов, давайте измерять: from timeit import timeit def t1(): # складываем 10 строк через + из переменной t = 'text' for _ in range(1000): s = t + t + t + t + t + t + t + t + t def t2(): # склеиваем список строк через метод join arr = ['text'] * 10 for _ in range(1000): s = ''.join(arr) def t3(): # складываем через + но не из переменной а непосредственно инлайн объекты for _ in range(1000): s = 'text' + 'text' + 'text' + ... # всего 10 раз Теперь каждую строку склейки запустим по 10М раз >>> timeit(t1, number=10000) 0.21951690399964718 >>> timeit(t2, number=10000) 1.4978306379998685 >>> timeit(t3, number=10000) 0.2213820789993406 Хм, а нам говорили что через "+" это плохо и медленно ))) 😁 Тут стоит учитывать, что речь идёт о склейке множества длинных строк. Давайте изменим условия: def t4(): t = 'text'*100 for _ in range(1000): s = t + t + t + t + t + t + t + t + t def t5(): arr = ['text'*100] * 10 for _ in range(1000): s = ''.join(arr) def t6(): for _ in range(1000): s = 'text'*100 + 'text'*100 + ... # всего 10 раз >>> timeit(t4, number=10000) 12.795130728000004 >>> timeit(t5, number=10000) 2.642637542999182 >>> timeit(t6, number=10000) 0.2184546610005782 Вот, уже другой разговор, сразу видна разница, в среднем в 6 раз. Но погодите, почему последний тест t6() по скорости такой же как и t3()? Ведь строки теперь в 100 раз длиннее! Это вопросы оптимизации кода, какие простые изменения ускоряют или замедляют выполнение программы. Мы столкнулись с примером обхода обращения к переменной. Например, именно так работает директива #define в С++, во время компиляции подставляя значение переменной вместо ссылки на неё. В Python это тоже работает, но часто ли вы сможете встретить такой способ работы со строками? К сожалению, способ почти только теоретический. В целом, тесты показали то, что мы хотели. Делаем выводы самостоятельно. Полный листинг 🌍 #tricks

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1305 · 24.03.2026 г., 08:46

https://x.com/SavinoBalzano/status/2036362204031623562?s=20 La #Costituzione si rispetta, sempre, e dunque anche la sovranità popolare: il #No ha stravinto la consultazione referendaria e va bene così. Continueremo a rispecchiarci nella Carta, il nostro contratto sociale. Dobbiamo continuare a batterci per la Costituzione, come Paese e come popolo. A farlo per davvero: non come quelli che in questi mesi hanno frignato citando i padri costituenti (senza aver mai letto un rigo dei lavori dell’Assemblea), dopo averla sventrata inserendovi il pareggio di bilancio. Ritenevo e ritengo che la magistratura in Italia sia diventata un problema serio: e l’esultanza con “chi non salta la Meloni è” lo conferma. Lo abbiamo sentito tante volte, da quelli bravi: “il giudice deve apparire imparziale oltre a esserlo”. Una magistratura così politicizzata e in balia delle correnti diventa eversiva. È eversiva. Ma ha vinto il No e dunque nulla cambia: si rispetta la volontà popolare. Ha vinto il No anche nelle regioni del Sud, anche in quelle ad altissima concentrazione mafiosa. Questo è un dato che dovrebbe colpire: mafiosi e massoni non votavano tutti per il #Sì? Non erano in grado di condizionare radicalmente il voto? Ci citavano i risultati dei socialisti, quelli di #Berlusconi del passato. Un risultato curioso. Cosa facciamo con chi ha votato Sì: 13.251.887 tra mafiosi, massoni e dementi? Così dicevano durante la campagna elettorale: li abbiamo schedati tutti? Ne rinviamo a giudizio qualcuno? Sono 15.083.988 quelli onesti e intelligenti, ma anche i malandrini non sono poi pochissimi: come ce ne liberiamo? Dalle parti del #PD provano una sensazione inedita: aver ragione, avendo vinto. Ecco, vedete? È così che dovrebbe funzionare: chi vince decide. Un’esperienza nuova per chi ha governato il Paese per anni e anni, facendo scempio della Costituzione senza aver vinto le elezioni, grazie a qualche inciucio di palazzo benedetto dal Colle più importante di Roma. E la #Meloni paga quello che deve pagare: la riforma non avrà convinto l’elettorato, va bene; i suoi compagni di viaggio si sono spesso dimostrati semplicemente impresentabili, sissignore. Ma la verità è che Giorgia cade (finalmente!) sui temi economici: il Paese è in ginocchio, le prospettive sono cupe, e lei va a braccetto con le élite europee che aveva promesso di mettere in riga. Hanno votato sovranista e si sono trovati la draghina. Un po’ come nel 2018: votarono gialloverde e chiusero la legislatura con #Draghi. Il più pulito ha la rogna, sia chiaro. Come quelli che hanno votato la Cartabia e oggi parlano di impunità per colpa di #Nordio: fanno ridere. Ma loro proposero degli emendamenti, giusto: dimentico sempre questa parte della filastrocca del #M5S. Un’ultima notazione va fatta. In chiusura di campagna elettorale, la polemica più stupida di tutte: il decreto-legge sulle #accise fatto per condizionare il #referendum. Praticamente, secondo alcuni, il Governo avrebbe dovuto lasciare il prezzo del carburante alto per non condizionare il voto: roba da matti. Polemiche che dimostrano la considerazione che alcuni nutrono per la gente: se non la pensa come loro è mafiosa, massona, demente… o in vendita. E invece, nonostante la diffidenza che le riservate, il popolo vi ha dato ragione, vi ha premiati. La prossima volta, magari, siate un po’ meno ingenerosi. La Carta è di tutti: di chi ha vinto e di chi ha perso. Ora resta l’Italia, a cui dobbiamo voler bene davvero. Vedremo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, chi alla Costituzione vuole bene per davvero. Anche se, da tempo, un’idea ce la siamo già fatta.