@ULTIMORAPOLITICS · Post #44395 · 29.11.2023 г., 20:18
Bruno Vespa intervista separatamente Giorgia #Meloni ed #Elly Schlein nella puntata di stasera dedicata alle vittime di mafia. Gli estratti riportati nel programma '5 minuti' @UltimoraPolitics
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Изворен канал @pythonotes · Post #347 · 23 окт.
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@ULTIMORAPOLITICS · Post #44395 · 29.11.2023 г., 20:18
Bruno Vespa intervista separatamente Giorgia #Meloni ed #Elly Schlein nella puntata di stasera dedicata alle vittime di mafia. Gli estratti riportati nel programma '5 minuti' @UltimoraPolitics
@savinobalzano · Post #689 · 30.06.2024 г., 12:12
Si incazzi pure qualcuno, ma una cosa la devo proprio dì. Un tempo le battaglie della sinistra erano in salita, scomode, invise al potere, financo pericolose. Si moriva per difendere gli operai, si sparava sui braccianti in protesta: #Elly manco lo sa cosa accadde nel 1968 ad Avola probabilmente. Oggi la sinistrucola canta e balla durante manifestazioni talvolta grottesche, alimentando rivendicazioni vuote e tutt'altro che scomode. Quasi tutte le multinazionali, ad esempio, sostengono il #pride, alcune lo sponsorizzano. Organizzano corsi di formazione sull'inclusività (finta) e cambiano persino i propri loghi, tingendoli di arcobaleno. La sinistrucola utilizza il terreno dei diritti civili con la stessa logica: fumo negli occhi, nuovo oppio dei popoli, catechesi e celebrazione del politicamente corretto che prova a distrarre dal nulla sul campo dei diritti sociali. Dopo aver diviso gli individui, atomizzato e polverizzato la società, hanno diviso i #diritti. Quante sono le donne sfruttate e povere, quanti gli omosessuali? Lo sono insieme agli eterosessuali, ma questo non rileva. Come "includere" chi non ce la fa non è un problema della sinistrucola armocromista. Asterischi e schwa sono il velo da squarciare: mettere un asterisco costa nulla, le multinazionali ce la mettono volentieri una Ə, e la redistribuzione che costa, ma tanto #EllySchlein non gliela chiede. All'#UE non costa nulla una bella direttiva contro le discriminazioni #lgbtq (che vanno ovviamente combattute, laddove si presentino): ciò che in #Europa non si vuole concedere è più spesa pubblica per chi non ce la fa. Ma tanto sta roba la federalista europea che canta e balla non la rivendica. Questo è il tempo delle battaglie confortevoli, della sinistra comoda, di quella simpatica ai potenti. https://x.com/SavinoBalzano/status/1807364969966580080?t=SEAbCraEjl2HjwU37wnCvA&s=19
@savinobalzano · Post #378 · 27.04.2023 г., 12:26
Perché #GiorgiaMeloni non utilizza l'espressione #antifascista o #antifascismo? Perché è molto più furba e scaltra delle nullità che fingono di farle da opposizione, semplice. Intanto #Elly, la rivoluzionaria #EllySchlein, assume una consulente di immagine che le sceglie i vestiti. La mia al TG Plus di Cusano Italia TV #politica#informazione#televisione#giornalismo#Meloni#italia
@savinobalzano · Post #936 · 17.03.2025 г., 10:06
https://x.com/SavinoBalzano/status/1901575776895463908?t=LPK8gKwEasKGDGdOIsRWJQ&s=19 E come #Enrico E come #Elly Quella di #Berlinguer è una delle figure più meschinamente strumentalizzate dalla #sinistrucola nel Paese. Mai fatto santini in vita mia: Berlinguer ha certamente commesso i suoi errori. Ricordo quello scontro memorabile tra lui e #Bobbio. Il primo, secondo alcuni frainteso (ad esempio secondo @lucatelese), immaginava l'austerità come forma di lotta di classe. Uno strumento attraverso il quale redistribuire ricchezza. Il secondo che gli ricordava come l'austerità non fosse una scelta per il poveraccio, ma una condizione di vita ineludibile. Però Berlinguer resta Berlinguer: un gigante rispetto ai figuri che popolano (o infestano) il campo santo della sinistrucola. Che memoria tradita quella di Enrico, da eredi che avrebbe senz'altro diseredato: è diventato come il #Che, un personaggio per fare le magliette. E allora stampano il suo sguardo sulle tessere di un Partito che Berlinguer avrebbe combattuto con tutte le sue forze (che assordante il silenzio della sua famiglia!), registi improvvisati ne girano film su film. Ecco, sembrerà un po' forte, ma Enrico è diventato un po' come Benito, per certi aspetti: un personaggio per far marketing e soldi a palate. Sta roba io l'ho vissuta e rivissuta da ragazzino. L'ho raccontato molte volte, sono di Cerignola, la città di #GiuseppeDiVittorio: in occasione di ogni santa campagna elettorale per le amministrative, dal palco dinanzi alla villa comunale, personaggetti picoli piccoli facevano a chi urlava più forte il suo nome per strappare qualche voto in più: «peppino! peppino! peppino nostro!». E si percuotevano il petto. In un vecchio scantinato era accatastato a pezzi uno storico murale che rappresentava il Sindacalista (con la S maiuscola, oggi spesso inutilizzabile). Ogni volta che si votava, i sinistrucoli cerignolani si sbracciavano istericamente: «lo riporteremo alla luce! lo restituiremo alla città! tornerà al suo antico splendore!». Non hanno mai fatto niente. Alla fine venne riesumato, riassemblato, restituito alla cittadinanza da un ottimo Sindaco ex missino. Questi sono gli eredi di Berlinguer e di #DiVittorio oggi in Italia: affaristi, affabulatori, ciarlatani senza arte né parte. Gente alla quale, mi ci giocherei un braccio, Enrico e Peppino non avrebbero mai rivolto nemmeno un cenno di saluto.
@savinobalzano · Post #705 · 18.07.2024 г., 08:45
PD: UN PARTITO COL CORPO DI SCHLEIN E L'ANIMA DI RENZI È dolcissima l'immagine dell'abbraccio tra @ellyesse e @matteorenzi: dolce ed esplicativa di un fatto tanto vero quanto inconfessabile per entrambi. Sono due facce della stessa medaglia. #Schlein è una trovata pubblicitaria, uno specchietto per le allodole, una invenzione di marketing elettorale: un partito ormai elitario aveva bisogno di raccontarsi come forza politica di massa, interessata alle periferie, preoccupata per chi non arriva a fine mese. #EllySchlein ha cominciato a raccontare la storia della rivoluzione che non hanno visto arrivare, del movimento dal basso verso l'alto, del cambiamento radicale che guarda nuovamente a sinistra, ma è tutto un bluff. Diversamente non potrebbe essere perché tutto il marcio che denuncia, tutto lo scatafascio che ci circonda ogni santo giorno è frutto delle scelte (annose) del suo partito. Sono i falchi del #PD a vedere nell'austerità la via (basti pensare alle ultime dichiarazioni di #Gentiloni sulla "cautela nella spesa", come alle storiche dichiarazioni di #Prodi: "con l'euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più"). Sono i falchi del #PartitoDemocratico a credere nella precarietà nel lavoro (la chiamavano flessibilità): il partito è pieno di gente che avrebbe venduto l'anima della zia pur di far passare il #JobsAct, una riforma drammatica che ha cancellato il diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, che ha rimosso il diritto al risarcimento del danno sostituendolo con le indennità (rendendo il licenziamento illecito una banale voce di bilancio), che ha sdoganato il demansionamento rendendolo di fatto più facile che nel periodo corporativo, provando ad allentare ogni limite sul controllo a distanza. La #BuonaScuola chi l'ha votata? Il PD e si tratta di una riforma che insegna lo sfruttamento, che impone ai ragazzi di comprendere che la loro formazione è funzionale alle regole del mercato del lavoro, che oggi è un mercato iniquo, feroce, molto spesso mortale. E di buona scuola qualcuno ci è morto, letteralmente. Chi ha votato queste riforme è ancora nel PD o ne è uscito insieme a #Renzi? Molti non si sono mossi di un centimetro e siedono di fianco a #Elly nelle istituzioni. Il PD lamenta le lunghe liste d'attesa per avere una visita in una struttura pubblica, ma la riforma #Bindi ce la siamo dimenticata? E vogliamo parlare delle decine di miliardi di tagli alla sanità che il partito di Elly ha votato dal 2011 in poi in Parlamento, del sostegno fanatico ai governi tecnici, in primis quello del liquidatore #Monti? Chi sosteneva quelle scelte è uscito dal partito seguendo #Renzi o è rimasto al suo posto e oggi "lotta" con Elly? Indovinate un po'. Vogliamo parlare delle armi e della guerra? Dove sarebbe la differenza? L'unica differenza tra i due consiste in questo: #MatteoRenzi continua ad affermare ciò che ha sempre sostenuto (ovvero un'agenda spiccatamente neoliberale), mentre la seconda fa lo stesso parlando d'altro. A questo servono le sue vuote battaglie arcobaleno: a nascondere la macelleria sociale di cui sono stati e sono responsabili, nel disperato tentativo di drogare l'opinione pubblica. Elly si presenta come il simbolo di un partito pentito, ma ammesso che sia vero (e non lo è) il pentimento fine a se stesso conta zero senza espiazione: ci sono milioni e milioni di persone (di ogni sesso, orientamento sessuale, religione, etnia e così via) che patiscono quotidianamente gli effetti delle scelte del suo partito. Se un transessuale oggi viene licenziato illegittimamente, ammesso che la spunti in tribunale, avrà al massimo diritto a qualche mensilità di indennità e questo per colpa delle riforme pensate, volute e votate da chi ancora oggi popola i banchi parlamentari del Partito Democratico. Ed è solo un esempio: lo stesso si potrebbe dire per molti altri ambiti, a partire dalla sanità, dal trasporto pubblico, dall'istruzione. (...) https://x.com/SavinoBalzano/status/1813857387498856701