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Изворен канал @pythonotes · Post #381 · 23 окт.

Установить свойства виджета в PySide можно не только через соответствующие методы и конструктор класса. Можно их изменять с помощью метода setProperty по имени. btn = QPushButton("Click Me") btn.setProperty("flat", True) Это аналогично вызову btn.setFlat(True) Если указать несуществующее свойство, то оно просто создается btn.setProperty("btnType", "super") Получить его значение можно методом .property(name) btn_type = btn.property("btnType") Когда это может быть полезно? ▫️Можно просто хранить какие то данные в виджете и потом их доставать обратно widget = QWidget() widget.setProperty('my_data', 123) print(widget.property('my_data')) ▫️ Назначая эти свойства разным виджетам можно потом отличить виджеты во время итераци по ним. Например, найти все кнопки со свойством my_data="superbtn". Но ведь вместо кастомного свойства можно использовать objectName, будет тот же результат. Да, но y ObjectName есть ограничение - только строки. ▫️ Если нам потребуется не просто поиск а, например, сортировка по числу, то свойства позволяют нам это сделать. Поддерживается любой тип данных widget.setProperty('my_data', {'Key': 'value'}) widget.setProperty('order', 1) all_widgets.sort(key=w: w.property('order')) Но ведь Python позволяет всё вышеперечисленное сделать простым созданием атрибута у объекта widget.order = 1 widget.my_data = 123 Да, но я думаю что не надо объяснять почему не стоит так делать. К тому же, если у виджета нет свойства то метод .property(name) вернет None, а отсутствующий атрибут выбросит исключение. ▫️ Действительно полезное применение кастомным свойствам - контроль стилей. Здесь атрибутами не обойтись, нужны именно свойства. Дело в том, что в селекторах стилей можно указывать конкретные свойства виджетов на которые следует назначать стиль. Просто запустите этот код from PySide2.QtWidgets import * if __name__ == "__main__": app = QApplication([]) widget = QWidget(minimumWidth=300) layout = QVBoxLayout(widget) btn1 = QPushButton("Action 1") btn2 = QPushButton("Action 2") btn3 = QPushButton("Action 3", flat=True) layout.addWidget(btn1) layout.addWidget(btn2) layout.addWidget(btn3) # добавим кастомное свойство одной кнопке btn1.setProperty("btnType", "super") # добавляем стили widget.setStyleSheet( """ QPushButton[btnType="super"] { background-color: yellow; color: red; } QPushButton[flat="true"] { color: yellow; } """ ) widget.show() app.exec_() С помощью селектора мы избирательно назначили стили на конкретные кнопки. Как получить список всех кастомный свойств? Функция получения списка кастомных свойств отличается от получения дефолтных. def print_widget_dyn_properties(widget): for prop_name in widget.dynamicPropertyNames(): property_name = prop_name.data().decode() property_value = widget.property(property_name) print(f"{property_name}: {property_value}") #tricks#qt

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Marx21.it

@marx21news · Post #9997 · 19.03.2026 г., 14:15

RESISTENZE CARICHE DI VITA – Intervista a Cecilia Merchán “A 17 anni ho capito tutto ciò che avrei dovuto fare per contribuire a cambiare le brutalità dell'esclusione sociale.” In questa intervista esclusiva, Cecilia Merchán – storica attivista femminista e sociale argentina – racconta il suo percorso: dall'infanzia segnata dall'esempio della nonna analfabeta, alla militanza nei movimenti “piqueteri” di Córdoba, fino all'impegno istituzionale come deputata nazionale e oggi nella resistenza culturale e territoriale contro il governo di Milei. Tra mobilitazioni di piazza, cooperative editoriali indipendenti e collettivi femministi, ci parla di un'Argentina che resiste con creatività, dignità e utopia. Perché “la storia ha alti e bassi, e chi oggi pensa di aver vinto tutto si sbaglia”. ✊ Un esempio di lotta che parla anche a noi. #Argentina#Resistenza#FemminismoPopolare#DirittiUmani#CeciliaMerchán#LotteSociali https://www.marx21.it/internazionale/resistenze-cariche-di-vita/

Marx21.it

@marx21news · Post #9754 · 17.02.2026 г., 07:48

Guerra, imperi e democrazia: qual è il compito dei comunisti oggi? Il conflitto in Ucraina non è solo una guerra regionale, ma un terremoto che sta ridefinendo gli equilibri globali. Marco Pondrelli ci invita a una riflessione lucida e necessaria sul ruolo che le forze comuniste e democratiche devono giocare in questa fase storica. L’analisi parte da un presupposto chiaro: per capire la guerra, dobbiamo capire gli obiettivi strategici degli attori in campo. Chi cerca cosa? La Russia, al di là della narrazione semplificata, persegue un obiettivo strategico preciso e razionale: impedire che l’Ucraina entri nella NATO. Non è (solo) una questione territoriale, ma di sicurezza nazionale e di mantenimento della neutralità di Kiev, sancita dagli accordi del '94. Gli Stati Uniti, dall'altra parte, hanno un disegno altrettanto chiaro e costante nella loro storia: impedire la nascita di un asse forte tra la Russia e l'Europa, in particolare con la Germania. L'obiettivo è spezzare quel rapporto commerciale e politico (pensiamo al sogno del North Stream) che all'inizio degli anni 2000 sembrava poter saldare un ponte euroasiatico. E l'Europa? Qui sta il nodo dolente. L'Unione Europea non ha una strategia, se non quella di seguire gli USA. Di fatto, come scrive Pondrelli, "una guerra contro l’Europa è stata combattuta dagli stessi europei". Il risultato? Capitali e industrie in fuga verso gli Stati Uniti e un continente che paga il conto di una guerra di cui non è protagonista. Le conseguenze che tocchiamo con mano Lo schema è antico quanto il mondo: "guerra all'esterno e austerità all'interno". Per prepararsi al conflitto (che gli USA vedono soprattutto come contenimento della Cina), l'Europa chiede sacrifici. Tradotto: meno spesa per il welfare, più soldi per il riarmo. Ma c'è un problema: in Italia e in Europa non c'è una reale percezione di una minaccia russa o cinese. Come si fa a imporre politiche così impopolari? L’unica via, avverte l'articolo, è la restrizione degli spazi democratici. Venuta meno la capacità di convincere (egemonia), si ricorre alla forza, dentro e fuori i confini. ✊ Allora, che fare? Il compito dei comunisti oggi Di fronte a questo scenario, la ricetta di Pondrelli non si rifugia in facili illusioni, ma propone un lavoro concreto su due piani: 1. Guerra di posizione e alleanze. L'obiettivo non è il governo nel breve termine, ma la riconquista di spazi democratici. Dobbiamo costruire "casematte", punti d'appoggio, creando convergenze con tutte le forze politiche e sociali (anche democratiche e progressiste) che vogliono difendere la democrazia dallo svuotamento in corso. 2. Il ritorno al radicamento sociale. Oggi manca un partito comunista radicato nella classe lavoratrice. Da dove ripartire? L'articolo indica un settore strategico: la logistica. Come gli operai della metalmeccanica negli anni '60 e '70, oggi i lavoratori della logistica (portuali, magazzinieri, rider) sono il ganglio vitale dell'economia. Dare rappresentanza politica, non solo sindacale, a queste nuove lotte potrebbe essere la chiave per ricostruire un movimento forte e credibile. ? Un'analisi che invita a guardare oltre la cronaca, a cercare le radici profonde dei fenomeni e a chiedersi: come si costruisce un'alternativa in un'epoca di crisi e di conflitti? Cosa ne pensate? Vi invito a leggere e a confrontarvi. #Guerra#Ucraina#Politica#Comunisti#Europa#Geopolitica#LotteSociali#Democrazia#AnalisiPolitica https://www.marx21.it/associazione/guerra-imperi-e-democrazia-il-compito-dei-comunisti-nelleuropa-in-guerra/