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Изворен канал @pythonotes · Post #383 · 28 окт.

Что нового добавили в REPL в Python 3.13 На самом деле серьезно его прокачали! ▫️Както я писал, что для выхода из REPL приходится писать exit, еще и скобки для вызова. И было бы удобней сделать это по аналогии с обычным терминалом. Видимо, я не один такой😁 В новом REPL добавили несколько команд: exit или quit: для выхода. Именно так, без вызова функции! clear: для очистки терминала help или F1: для входа в режим справки (q для выхода) ▫️ Автокомплит по TAB аналогичный Linux-терминалу. Одиночный TAB заполняет самое пхожее совпадение, двойной показывает все доступные варианты. Эти варианты фильтруются по мере набора. ▫️ Ранее при вставке многострочного кода с пустыми строками мы получали ошибку IndentationError, теперь это исправили. Хотя, в некоторых терминалах это даже с 3.6 работает нормально, но зависит от конкретной реализации именно терминала а не Python. На винде точно не работает до 3.13. Пример кода для теста в 3.12 и 3.13 class A: def test(self): pass ▫️ История ввода теперь учитывает многосрочные команды.При нажатии стрелки вверх появятся все строки из прошлого многосрочного ввода, по ним даже можно перемещаться и редактировать. По нажатию F2 можно открыть всю историю ввода. ▫️ Колоризация кода для tracebacks и doctest. Также я заметил что имеет цвет промт функции input(). Кстати, для тестов на винде без установки можно использовать портейбл версию из проектаWinPython. #release

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1273 · 12.02.2026 г., 09:47

https://x.com/SavinoBalzano/status/2021883563994390606?s=20 Siamo sicuri che a montare un caso su #Pucci sia la destra? Sì, per carità, #Meloni ha rilasciato una dichiarazione. Poi la telefonata di #LaRussa. Va bene: tutto opinabile, ma anche tutto passato. Non mi pare che a destra oggi non si parli d’altro. Ascolti i talk la sera e, invece, pare proprio così: Andrea Pucci e il Festival di #Sanremo. E i sinistri sarebbero, loro malgrado, costretti a ragionarne. Ad abbassarsi a ragionarne. Poverini. Tutti a premettere di non averne mai sentito parlare prima del casino: «Devo dire che non lo conoscevo», questa la precisazione più comune. Non sia mai che si infanghino le scarpette firmate: quello succede solo quando tocca fare qualche buffonata in occasione delle politiche, per poi pontificare sul diritto al lusso e all’eleganza. La nuova frontiera del sol dell’avvenir. E certo, perché figurati se un sinistro può ammettere di aver riso a una battuta di #AndreaPucci, una battuta popolare, da bar. No, i sinistri ridono della #Littizzetto: lei sì, esponente dell’egemonia culturale della sinistra. Un’artista di enorme spessore, compostezza, acume e garbo. Per carità, ci inchiniamo dinanzi a Lucianina: ci incanta con la storia del tanga con il pelo. Mica roba triviale, lei: la comicità periferica e suburbana è robaccia da destra fascistoide. Io ho la sensazione che il continuo attacco alla maggioranza sul caso Pucci sia funzionale a nascondere una contraddizione bella grossa a sinistra. Sì, perché vi domando: vi sembra comune che un comico, scelto dal direttore artistico del Festival di Sanremo, accetti e poi rinunci a partecipare alla kermesse? Immagino sia il sogno di chiunque faccia spettacolo calcare quel palcoscenico. Non vi pare? Presumo che la rinuncia gli sia costata moltissimo, da ogni punto di vista. Cosa ne consegue? Che ciò che ha subito sia stato certamente pesante, grave, per lui addirittura insostenibile. Una cosa grossa, insomma. E tutti quelli che, ogni sera, insistono nel dire che Pucci non faccia ridere o che si sia ritirato per sua scelta sono semplicemente imbarazzanti, ipocriti e patetici: gli stessi che frignano balbettando di inclusività, menandocela con gli asterischi del politicamente corretto. Il punto non è se Pucci vi piaccia o meno, se vi faccia ridere o meno: è una persona che è stata costretta a ritirarsi da uno degli eventi che sarebbe stato infinitamente significativo per la sua carriera, per qualcosa che ha ritenuto non tollerabile per sé e per la sua famiglia. Andava difeso, a 360 gradi, da tutti. Invece cornuto e mazziato: pur di non difendere un artista ricondotto alla sfera della destra, gli si versano addosso altre secchiate di sterco. Non è Pucci il punto – al quale personalmente, nel mio piccolo, esprimo la mia solidarietà (per le minacce e per i commenti dei miserabili che si affannano in queste ore con il loro atteggiamento insopportabilmente snob) – ma la maledetta ipocrisia di una sinistrucola che pensa sempre di essere dalla parte della ragione, della libertà, della democrazia, e si conferma, invece, più intollerante che mai.