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Изворен канал @pythonotes · Post #396 · 9 окт.

7.09.2025 состоялся релизPithon 3.14! На фоне хайпа про NoGIL всё позабыли про другие фичи. Особенно про Multiple Interpreters, который обещает изоляцию процессов но с эффективностью потоков! На сколько действительно это будет эффективно мы узнаем позже, потому что сейчас это лишь первый релиз с ограничениями и недоработками. Но что там про NoGIL? Теперь этот режим не экспериментальный, а официально поддерживаемый, но опциональный. Чтобы запустить без GIL нужна специальная сборка. И перед стартом нужно объявить переменную PYTHON_GIL=0 Для вас я собрал готовый репозиторий где достаточно запустить скрпит, который всё сделает: ▫️ соберет релизный Python 3.14 в новый Docker-образ ▫️ запустит тесты в контейнере (GIL, NoGIL, MultiInterpreter) ▫️ распечатает результаты Тест очень простой, усложняйте сами) Вот какие результаты у меня: === Running ThreadPoolExecutor GIL ON TOTAL TIME: 45.48 seconds === Running ThreadPoolExecutor GIL OFF TOTAL TIME: 6.14 seconds === Running basic Thread GIL ON TOTAL TIME: 45.54 seconds === Running basic Thread GIL OFF TOTAL TIME: 4.74 seconds === Running with Multi Interpreter TOTAL TIME: 18.30 seconds Если сравнивать GIL и NoGIL, то на мои 32 ядра прирост х7-x10 (почему не х32? 🤷). При этом нам обещают что скорости будут расти с новыми релизами. Режим без GIL похож (визуально) на async, тоже параллельно, тоже не по порядку. Но это не IO! и от того некоторый диссонанс в голове 😵‍💫, нас учили не так! Интересно, что чистый Thread работает быстрей чем ThreadPoolExecutor без GIL. Ну и где-то плачет один адепт мульти-интерпретаторов😭 Теперь нужно искать где они могут пригодиться с такой-то скоростью. Скорее всего своя область применения найдется. Отдельно я затестил память и вот что вышло на 32 потока: ThreadPoolExecutor GIL ON 305.228 MB ThreadPoolExecutor GIL OFF 500.176 MB basic Thread GIL ON 90.668 MB basic Thread GIL OFF 472.444 MB with Multi Interpreter 1267.788 MB Пока не знаю как к этому относиться) В целом - радует направление развития! #release

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1234 · 14.12.2025 г., 07:23

https://x.com/SavinoBalzano/status/2000103592762466742?s=20 È davvero avvilente leggere l’analisi che commentatori, opinionisti, intellettuali e giornalisti (immaginate una cascata di virgolette) fanno della posizione di #Conte e #Salvini. Un noto direttore di telegiornale parla addirittura di partito unico filorusso, di partiti sensibili alle ragioni di #Mosca più di quanto lo siano nei confronti di #Kiev. Per essere sensibili alle ragioni ucraine, presumo sia necessario lavorare per il massacro definitivo dei loro giovani. Si parla spesso – e molto frequentemente proprio in relazione a questi due partiti – di populismo. A prescindere dal fatto che ritenga il populismo cosa buona, certe semplificazioni sono tipiche dei demagoghi in malafede: gente priva di qualsiasi onestà intellettuale, spinta dal semplice intendimento di circuire il pubblico. Di ingannare proprio coloro che ascoltano quelle parole alla ricerca di ciò che ingenuamente ritengono essere informazione (un oceano di virgolette). Le persone, però, sanno benissimo come stanno davvero le cose. La gente è stufa di chi ha ancora il coraggio di propinare, in momenti di massimo ascolto televisivo, il Piano #Draghi, suscitando giustamente una risata. E ha altrettanta nausea per una propaganda – perché di questo si tratta, propaganda pagata a suon di milioni di euro – europeista, che prova a far sentire inadeguato e quasi barbaro chiunque nutra un fisiologico e naturalissimo euroscetticismo. Si continua a farneticare di fascismi, di estremismi: #Trump presentato come il male assoluto. Quando però il Segretario Generale della #NATO, lo scendiletto antitaliano Mark #Rutte, ci dice che dobbiamo essere pronti alla guerra e alle sofferenze dei nostri nonni, nessuno suggerisce di chiamare la neuro e sottoporlo – come sarebbe assolutamente opportuno – a un TSO. E lo stesso vale per molte altre esternazioni, ormai così tante da non poterle riportare tutte, a opera di altre vette del pensiero come #VonDerLeyen, #Kallas, Kubilius, #Macron, #Merz, #Tusk, #Zelensky e così via. Addirittura i cessi d’oro in #Ucraina vengono presentati da qualcuno come segnale della salubrità anticorruttiva del Paese, come se nessuno sapesse che certe indagini sono state condotte dagli Stati Uniti. E la questione di fondo è proprio questa: è davvero nell’interesse dell’Ucraina insistere con la strategia in atto? Il nervosismo dei supporter di #Calenda e #Picierno sarebbe comprensibile se le scelte fatte finora fossero state quelle suggerite dalle piazze per la pace. Uno potrebbe giustamente incazzarsi e dire: "Finora abbiamo fatto come dite voi, i risultati sono miserrimi, adesso si cambia". Ma il punto è che fino a oggi abbiamo fatto tutto quello che suggeriva il grande partito della guerra (semplificazioni per semplificazioni). Il risultato è – come tutta la gente dotata di senno prevedeva – la catastrofe per Kiev e l’impoverimento dei popoli europei. Ricordo che dissi le stesse cose negli studi di diMartedi, a maggio 2022, suscitando l’indignazione dei presenti, in particolare quella di Antonio #Caprarica. Non mi hanno più invitato. Diverso è se si ipotizza che certi esponenti politici, invece di fare gli interessi della gente comune a cui chiedono il voto, rappresentino in realtà chi da questo conflitto sta ricavando enormi profitti. Sotto la scialba retorica della guerra per la democrazia e la libertà – peraltro alimentata da chi, alla fine della fiera, propone sempre di tappare la bocca a qualcuno – si nasconderebbero propositi ben più meschini. E dunque torno all’inizio. Questo bipolarismo è completamente spanato. Salvini, sperando tenga duro, sul tema della guerra e del riarmo non ha nulla da spartire con #Tajani e poco con #Meloni. Lo stesso vale per Conte col PD (con chi comanda davvero lì dentro). La guerra è il tema più importante di tutti: in caso di scontro nucleare, ad esempio, immagino che il salario minimo legale rileverebbe assai poco. Non pretendo di risvegliare il moto che portò alla formazione di un esecutivo che, (...) CONTINUA SU X