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Изворен канал @pythonotes · Post #397 · 12 ное.

Использование Pydantic сегодня стало нормой, и это правильно. Но иногда на ревью вижу, что используют его не всегда корректно. Например, метод BaseModel.model_dump() по умолчанию не преобразует стандартные типы, такие как datetime, UUID или Decimal, в простой сериализуемый для JSON вид. Тогда пишут кастмоный сериализатор для этих типов чтобы функция json.dump() не падала с ошибкой. import uuid from datetime import datetime from decimal import Decimal from uuid import UUID from pydantic import BaseModel class MyModel(BaseModel): id: UUID date: datetime value: Decimal obj = MyModel( id=uuid.uuid4(), date=datetime.now(), value='1.23' ) print(obj.model_dump()) # не подходит для json.dump # { # 'id': UUID('4f8c1bc4-25fd-40cd-9dbe-2c73639b0dc1'), # 'date': datetime.datetime(2025, 12, 12, 12, 12, 12, 111111), # 'value': Decimal('1.23') # } # добавляем свой кастомный сериализатор json.dumps(obj.model_dump(), cls=MySerializer) # { # 'id': '4f8c1bc4-25fd-40cd-9dbe-2c73639b0dc1', # 'date': '2025-12-12T12:12:12.111111', # 'value': '1.23' # } В данном случае класс MySerializer обрабатывает datetime, UUID и Decimal. Например так: class MySerializer(json.JSONEncoder): def default(self, o): if isinstance(o, Decimal): return str(o) elif isinstance(o, datetime): return o.isoformat() elif isinstance(o, UUID): return str(o) return super().default(o) Специально для тех, кто всё еще так делает - в этом нет необходимости! Pydantic может это сделать сам, просто нужно добавить параметр mode="json". json.dumps(obj.model_dump(mode="json")) # { # 'id': '4f8c1bc4-25fd-40cd-9dbe-2c73639b0dc1', # 'date': '2012-12-12T12:12:12.111111', # 'value': '1.23' # } #pydantic#libs

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #719 · 06.08.2024 г., 08:18

https://x.com/SavinoBalzano/status/1820735688096002128?t=Q6aPMXQtLDSPQq6l3Oc4pA&s=19 Era il 2022 e mentre la narrazione #mainstream del #PoliticamenteCorretto dipingeva i russi come mostri famelici e imperialisti, in pochi provavamo a dire che la strategia occidentale sarebbe stata un completo fallimento. Ricordo una sera, ospite di Floris, nel suo @diMartedi: si provava a insistere sul fatto che impartire le sanzioni alla #Russia fosse misura di civiltà, moralità: una scelta etica ineludibile per costruire un mondo migliore per le future generazioni. Questo era il messaggio. A distanza di due anni, credo di poter affermare con serenità che fosse invece giusto quello che sostenevo insieme a persone assai più autorevoli di me: che le sanzioni si sarebbero interamente ripercosse su noi stessi, che le avrebbero pagate i più fragili e deboli, che #Putin non avrebbe perso (se non nello scenario di una #guerra totale) e che il racconto della riscossa #ucraina altro non fosse che una farsa, una sciocchezza creata in vitro nei laboratori della propaganda. «Non ci sono pasti gratis», mi sentivo ripetere da chi citava non a caso #MargaretThatcher: «bisogna pagare per il privilegio di vivere liberi!». Nessun accenno alla vocazione sociale della nostra #Costituzione, ovviamente, tantomeno all'art. 11 della Carta: sacrifici, lacrime e sangue per mettere il tiranno al tappeto. Strano che non mi sbattessero in faccia qualche espressione famosa di #Churchill: non mancano quasi mai. Ancora oggi qualcuno ci prova a riproporre quella chiave di lettura, ci mancherebbe, però è costretto a farlo con minor arroganza e sicumera: i fatti, la storia, stanno dando ragione a quei pochi che incuranti delle risatine, delle liste di proscrizione, della gogna organizzata, provavano a fornire una prospettiva diversa: di comprensione, accettazione della complessità, dialogo, #pace. Ovviamente non mi hanno più invitato.