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Изворен канал @pythonotes · Post #400 · 8 дек.

Три способа выполнить множество задач с asyncio Функция для примера: async def do_it(n): await asyncio.sleep(random.uniform(0.5, 1)) return n 1. Последовательный вызов async def main(): for i in range(100): result = await do_it(i) Такой вызов имеет смысл только тогда, когда результат одной задачи требуется для вызова следующей. Если они независимы, то это антипаттерн, так как аналогичен простому синхронному вызову по очереди. 2. Упорядоченный результат async def main(): tasks = [do_it(i) for i in range(100)] results = await asyncio.gather(*tasks) Выполняет корутины конкурентно и возвращает результат в виде списка. Полезен когда требуется получить результаты в том же порядке в котором задачи отправлены. 3. Результат по мере готовности tasks = [asyncio.create_task(do_it(i)) for i in range(100)] for cor in asyncio.as_completed(tasks): result = await cor Так же выполняет корутины конкурентно, но не гарантирует порядок. Результат возвращается по мере готовности, каждый отдельно. Полезен когда нужно обработать любой ответ как можно скорее. #async

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Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1310 · 30.03.2026 г., 09:27

https://x.com/SavinoBalzano/status/2038548344822198365?s=20 Ne abbiamo sentite di tutti i colori: dalle prime dichiarazioni, pareva che una squadra antisommossa fosse piombata all’alba nella camera d’albergo di #IlariaSalis. È stata proprio la #Salis a parlare di un controllo “all’alba”. Erano invece le 7:30 del mattino. Quelli della “sinistra sinistra” hanno qualche problema con gli orari. Ricordo la coniuge Tesla rivendicare orgogliosa a Montecitorio: «mi sono svegliata presto, alle 6, per leggere le mozioni ed essere in Aula alle 8». Questi sì che sono pronti alla lotta di classe: non li ferma proprio nessuno. L’unica cosa è che al mattino preferiscono un buon caffè e il silenzio: sapete, come quelli che appena svegli non vogliono parlare con nessuno. Ci mettono un po’ a carburare, ma poi la rivoluzione è assicurata. Anche sulla durata del controllo qualcosa non torna: l’indomabile parlava di «oltre un’ora». La Questura riferisce che «il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia». E chi c’era in sua compagnia? Si legge sui giornali che fosse col suo assistente parlamentare, Ivan Bonnin. Il suo curriculum vitae è di assoluto prestigio: leggo ancora che sarebbe stato condannato nel 2015 per violenza privata e interruzione di pubblico servizio aggravata. Un tandem di personcine a modo, insomma: quanto accanimento da parte della pubblica sicurezza! Trovo davvero squallida la strategia di chi, pur di farsi un po’ di pubblicità, pur di riuscire a passare per vittima e a far parlare di sé, getta discredito sul proprio Paese. Sempre lei: «l’Italia ormai è un regime» e, contro il governo, «a quanto pare, effetto del #DecretoSicurezza». Bugiarda o inadeguata: delle due l’una. O entrambe. Il sistema di segnalazioni Schengen (SIS – Schengen Information System) è una banca dati condivisa tra i Paesi dell’area Schengen. Serve alla cooperazione di polizia per la sicurezza interna: permette a uno Stato di inserire un alert su una persona e tutti gli altri Stati vedono quell’informazione in tempo reale. La Germania (pare ormai acquisito) ha inserito una segnalazione nel SIS su di lei. Quando la beniamina del sol dell’avvenir si è registrata in hotel, il sistema italiano Alloggiati Web (obbligatorio per tutte le strutture alberghiere) ha incrociato i suoi dati con il SIS e ha generato un avviso automatico verso la polizia. La Questura di Roma ha inviato una volante: è stato un controllo di identificazione. Non è stata perquisita la stanza né redatto un verbale, e il controllo si è interrotto quando hanno capito che era europarlamentare. Sia chiaro: l’Italia non ha discrezionalità, deve eseguire la richiesta prevista dalla segnalazione straniera. Ogni Paese, anche l’Italia, può inserire alert per vari motivi: persona ricercata, sospettata di reati, sorveglianza per ragioni di ordine pubblico, legami con ambienti ritenuti rischiosi. Nel caso di Salis si parla spesso dei suoi precedenti in Ungheria e di presunti legami con gruppi antifascisti tedeschi come le “Hammerbande” (banda del martello… fate voi). Il sistema SIS esiste da oltre trent’anni. Il suo incrocio con Alloggiati Web dal 2013. È davvero indecente provare a ricondurre quanto accaduto ai decreti sicurezza del governo, dando del nostro Paese un’immagine distorta e degradante, solo per fare un po’ di becera e meschina propaganduccia politica. È spregevole anche il comportamento di quei leader politici che a questo giochetto da due soldi tengono il moccolo. Una roba imbarazzante. Certi episodi, certamente poco gradevoli, possono essere scongiurati, sissignore. Ad esempio evitando comportamenti illegali e violenti, di rivendicarli o, magari, candidando gente presentabile. E questo, ovviamente, vale per tutti: destra e sinistra. Ma almeno, se non temete il senso del ridicolo e volete raccontarvi come i nuovi Che Guevara, saltate la parte in cui frignate a favore di telecamera: il precipizio nel tragicomico diventa inevitabile.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1033 · 06.06.2025 г., 08:03

https://x.com/SavinoBalzano/status/1930896258694074412?t=H78cl3mcaomMaD1iUtA9PQ&s=19 Giannini: «Se uno studente va in piazza per l'ambiente o per la scuola, viene arrestato e messo in galera. Se un lavoratore protesta perché gli hanno chiuso la fabbrica o è in cassa integrazione da un anno, finisce in galera. Il salto di qualità è questo». Queste le parole pronunciate ieri sera da @MassimGiannini. Ora, prendendole alla lettera, dovremmo dedurre che tutte le persone che oggi e domani parteciperanno alle manifestazioni verranno “arrestate e messe in galera”. Tra l’altro, sullo stesso tema sono state convocate ben due manifestazioni distinte. Il campo santo non è riuscito a trovare una linea comune nemmeno su questo. Addirittura il #PD è diviso al suo interno. Nell’era del #DecretoSicurezza, nell’era della dittatura delle destre destre destre, le manifestazioni si duplicano. Pensa un po’. Ecco, francamente non so cosa dire. Non vorrei dare l’impressione di un accanimento personale verso #Giannini, ma davvero cadono le braccia, per non dire altro. Prendiamo il commento di Pagella Politica sul decreto sicurezza. Ecco cosa scrivono: "Il testo, poi, inasprisce le pene per chi blocca una strada con il proprio corpo (...) o danneggia cose pubbliche durante le manifestazioni che si svolgono in un luogo pubblico o aperto al pubblico". Vi sembra compatibile con quanto affermato ieri sera da Giannini a @OttoemezzoTW? Se le due affermazioni sono inconciliabili, è evidente: una delle due è falsa. Qualcuno sta mentendo. Oppure è semplicemente incompetente. Non saprei che altra conclusione trarre. Ci sono aspetti critici nella vicenda, ad esempio il ricorso alla decretazione d'urgenza. Sulla conversione, peraltro, è stata posta la questione di fiducia. Questo sì che è un punto importante, anche se purtroppo non nuovo. Mi sono laureato quasi quindici anni fa, a Perugia, con una tesi intitolata: "La decretazione d’urgenza e la sua incidenza tra i poteri dello Stato anche alla luce delle più recenti evoluzioni". E già allora, nel 2011, descrivevo l’abuso del decreto-legge come un fenomeno strutturale, annoso e bipartisan. La mia Relatrice mi costrinse (giustamente!) a scrivere pagine e pagine sul punto, distinguendo peraltro l'abuso dal distorto uso. Quindi, Massimì, di cosa stiamo parlando? Che vi sia un indebolimento profondo del #Parlamento è vero. Ma smettila con il gioco retorico sulla "torsione istituzionale", la "democratura", la "capocrazia", la "democrazia illiberale made by Giorgia Meloni". Si rischia di diventare ridicoli. Molto ridicoli. Per essere chiari: se un gruppetto di esaltati pensa di bloccare il Raccordo Anulare, arrecando danni (anche gravi) a centinaia di migliaia di persone, è sacrosanto intervenire. Se qualcuno crede di poter lanciare vernice sulle opere d’arte nei musei, è giusto che lo Stato ponga un argine a questa deriva. Che vi sia un rischio per la democrazia e la libertà in Italia è in parte vero. Ma questo rischio oggi deriva soprattutto da un’informazione mendace e propagandistica. Quella sì, davvero di regime. Alla prossima, temo.