Функция asyncio.wait() это еще один способ вызвать множество асинхронных задач.
Она работает в нескольких режимах.
1. Самый простой - ждем завершения всех задач
async def main():
tasks = [asyncio.create_task(do_it(i)) for i in range(10)]
done, pending = await asyncio.wait(
tasks,
return_when=asyncio.ALL_COMPLETED
)
for task in done:
try:
print(task.result())
except Exception as e:
print(e)
Очень похоже на gather, но работает не так.
▫️возвращает не результаты, а два сета с объектами Task у которых можно забрать результат через task.result() если они в списке done
▫️не гарантирует порядок результатов так как оба объекта это set
▫️не выбрасывает исключение когда оно появляется, а сохраняет его в Task. Исключение появится когда попробуете забрать резултьтат.
2. Ждем завершения первой задачи, даже если там ошибка.
async def main():
tasks = [asyncio.create_task(do_it(i)) for i in range(3)]
done, pending = await asyncio.wait(
tasks,
return_when=asyncio.FIRST_COMPLETED
)
# в done может быть несколько задач!
for task in done:
try:
print(task.result())
except Exception as e:
print(f"Fail: {e}")
# Оставшиеся задачи в pending, как правило, нужно отменить, иначе они будут продолжать работать
for task in pending:
task.cancel()
В сете done будут таски которые успели завершится, причем как успешно так и нет.
3. До первой ошибки.
Тоже самое, но с аргументом FIRST_EXCEPTION
done, pending = await asyncio.wait(
tasks,
return_when=asyncio.FIRST_EXCEPTION
)
Функция завершается как только первая задача упадет с ошибкой.
Учтите, что в любом случае done вы можете обранужить несколько задач, как с ошибками так и успешные.
↗️ Полный листинг примеров здесь
#async
🔻 Tonight the Jewish people begin celebrating the Festival of Lights. Heidi and I wish everyone throughout Texas, America, Israel, and around the world a very Happy #Hanukkah. https://t.co/ba7VgOQ7c4
November 28, 2021 at 10:50PM
via Twitter
@SenTedCruz
“Amiamo i nostri vicini e amici ebrei e dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerli. La comunità cattolica raddoppierà i suoi sforzi per combattere l’#antisemitismo attraverso l’istruzione e la predicazione. Abbiamo offerto i nostri servizi educativi e di consulenza ai nostri vicini ebrei mentre le loro funzioni religiose sono bloccate o sovraffollate. Celebreremo numerose funzioni religiose per i morti, i feriti e i traumatizzati”.
È l’appello lanciato dall’Arcivescovo cattolico di #Sydney, mons. Anthony Fisher, dopo l’#attentato alla spiaggia di #BondiBeach, a Sydney, che ha preso di mira gli ebrei australiani mentre centinaia di persone si riunivano per celebrare il primo giorno di #Hanukkah. Una delle vittime era un sopravvissuto all’Olocausto, morto mentre proteggeva la moglie dai proiettili. Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 16 vittime, mentre 38 persone sono in ospedale per le ferite. Tra loro anche un passante ripreso dalle telecamere mentre affrontava l’aggressore armato.
“Siamo tutti profondamente addolorati e giustamente arrabbiati per l’attacco terroristico a Bondi Beach. Il fatto che la celebrazione della festa ebraica di Hanukkah possa concludersi con almeno 16 morti, tra cui un bambino, e molti altri feriti, inorridisce gli australiani” scrive l’arcivescovo sul settimanale dell’arcidiocesi, “The Catholic weekly”, che ribadisce: “Il disprezzo sfacciato e spietato per la vita umana e l’odio di alcune persone verso tutti gli ebrei sono un male indicibile che deve essere ripudiato da ogni australiano. Qualsiasi attacco contro singoli ebrei – rimarca il presule – è un attacco all’intera comunità ebraica, e qualsiasi attacco contro la comunità ebraica è un affronto al nostro stile di vita di australiani. Deve essere condannato inequivocabilmente e giustizia per le vittime deve essere fatta rapidamente”.
Mons. Fisher denuncia che “per oltre due anni, si è inasprito un clima di antisemitismo pubblico che ha portato a intimidazioni, divisioni e alla normalizzazione di un linguaggio incendiario. Di fronte alla mia cattedrale a Hyde Park si sono tenute manifestazioni settimanali in cui sono stati regolarmente pronunciati messaggi provocatori, che non hanno avuto altro esito che far ‘alzare la temperatura’ e forse contribuire alla radicalizzazione. Questo deve finire”.
Mons. Fisher, inoltre, ricordando le origini ebraiche della sua bisnonna ribadisce che “Mia bisnonna era ebrea e quindi ho origini ebraiche nella mia famiglia. Gesù era ebreo, nato da madre ebrea, nato sotto la Legge ebraica. Maria e Giuseppe erano ebrei. Così come nostro padre Abramo e tutti i profeti, così come tutti i 12 apostoli. I cristiani sono figli di ebrei. E quindi, un attacco agli ebrei è un attacco a tutti noi”. E tuttavia, “anche in mezzo a un male così oscuro, ieri si sono manifestate tracce di bontà: nello straordinario coraggio della polizia, degli operatori delle ambulanze e dei soccorritori, così come dei passanti; e nella generosità di coloro che offrono aiuto alle vittime”.
L’arcivescovo conclude porgendo le condoglianze “ai nostri fratelli e sorelle ebrei. Vi assicuriamo le nostre preghiere e la nostra vicinanza in questo momento a tutte le vittime di questo attacco, alle loro famiglie e all’intera comunità. Hanukkah e Natale si verificano più o meno nello stesso periodo come feste della fede e della famiglia, dei doni e soprattutto della luce. Preghiamo che il Dio della luce conceda saggezza ai nostri leader e riversi guarigione e speranza sulla nostra comunità in questo momento”.