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Изворен канал @pythonotes · Post #411 · 9 фев.

reload_flag="" if [[ -n "${DEBUG}" ]]; then reload_flag="--reload" fi if [[ -n "${WORKER_COUNT}" ]]; then workers=${WORKER_COUNT} else workers=2 fi gunicorn --workers ${workers} \ --bind 0.0.0.0:8000 \ ${reload_flag} main.wsgi Писали такие конструкции чтобы проверить наличие флага и сформировать команду правильно? На самом деле можно сделать тоже самое проще. Для этого используются операторы условной подстановки, доступные в оболочках семейства POSIX. :- для установки значений по умолчанию ${WORKER_COUNT:-2} Если переменная не объявлена, то будет дефолтное значение 2. :+ подставляет указанный текст, если переменная не пуста ${DEBUG:+--reload} Если что-то есть в переменной то распечатается текст после символа +, в противном случае - ничего. Удобно для опциональных флагов, как в нашем примере. Итого наш скрипт может выглядеть так: gunicorn --workers ${WORKER_COUNT:-2} \ --bind 0.0.0.0:8000 \ ${DEBUG:+--reload} main.wsgi Есть еще два оператора. := не только подставить дефолтное значение, но и присвоить его переменной, если она пуста # никаких переменных еще нет VAL1=${VAL2:=hello} # теперь доступны обе echo $VAL1 $VAL2 # hello hello :? остановить выполнение с ошибкой, если переменной нет. echo ${MISS:?is required} bash: MISS: is required Код выхода будет 1. #tricks#linux

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Пребарај: #ipocrisia

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Marx21.it

@marx21news · Post #10084 · 01.04.2026 г., 06:41

🕯️Guerra e silenzi: dov'è la voce del "Premio Nobel per la pace"? Mentre i missili colpiscono l'Iran e le immagini di bambini uccisi a Teheran fanno il giro del mondo, una domanda resta senza risposta: perché il 14° Dalai Lama tace? Di fronte ai bombardamenti USA-Israele che hanno colpito scuole e civili innocenti, chi grida sempre "diritti umani" e "non violenza" sceglie il silenzio. Non una parola di condanna, non un gesto per le vittime. Non è un caso. Il Dalai Lama e i circoli separatisti tibetani dipendono da decenni dai finanziamenti occidentali. Quando il "padrone" americano colpisce, loro abbassano lo sguardo. Ipocrisia o calcolo politico? Forse entrambi. Ma la vera pace non fa sconti a nessuno, nemmeno agli alleati potenti. La Cina condanna fermamente questi attacchi. E voi, cosa pensate di questo silenzio? 💬 Lasciate un commento. #Iran#Guerra#DalaiLama#DirittiUmani#Cina#Pace#Ipocrisia https://www.marx21.it/internazionale/gli-stati-uniti-e-israele-uccidono-senza-ritegno-perche-il-14-dalai-lama-resta-in-silenzio/

Marx21.it

@marx21news · Post #9723 · 10.02.2026 г., 15:23

L'ultima ondata di documenti del caso Epstein riporta alla luce un nome che molti considerano un'icona morale: il Dalai Lama. Le menzioni sono numerose, da email che parlano di cene a contatti con l'entourage di Epstein. Al di là delle speculazioni scandalistiche, i documenti ci costringono a guardare una realtà più strutturale: il Dalai Lama non è una figura "al di sopra della politica". La sua storia è intrecciata da decenni con le strategie degli USA, a partire dai finanziamenti della CIA negli anni '50 fino ai recenti incontri con delegazioni congressuali americane e ai fondi stanziati per influenzare la questione tibetana. Da una parte, un messaggio pubblico di pace e compassione universale. Dall'altra, una collocazione precisa dentro le reti di potere che utilizzano il Tibet come leva geopolitica contro la Cina. La "spiritualizzazione" del conflitto è stata una copertura efficace. Gli Epstein files non creano questa contraddizione, ma la rendono più visibile e meno negabile. Mostrano la prossimità di un presunto faro morale a circuiti di potere tossici e confermano ciò che Pechino sostiene da tempo: il Dalai Lama è un esule politico inserito in un preciso disegno di pressione sulla Cina. È tempo di togliere il velo dell'ipocrisia. La figura del Dalai Lama deve essere analizzata per quello che è: un attore politico, non un'icona intoccabile. La sua narrazione è stata protetta e strumentalizzata per anni. Oggi quella protezione mostra crepe profonde. #EpsteinFiles#DalaiLama#Geopolitica#Tibet#Cina#USA#Ipocrisia https://www.marx21.it/internazionale/il-dalai-lama-coinvolto-nello-scandalo-epstein-la-crisi-di-una-presunta-autorita-morale/