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Изворен канал @pythonotes · Post #412 · 16 фев.

Windows 11 становится всё менее дружелюбна к юзерам а порой и вовсе не юзабельной: ▫️ постоянные ломающие апдейты которые не дают загрузить систему, откатить ломающие апдейты, и давно уже удаляютфайлыпользователей без спроса. Тенденция в целом уже достаточно давно, включая глобальные сбои и другие неприятности. ▫️ навязчивое продвижение AI шпионовагентовповсюдув системе которых никто не просил. ▫️ всё больше ресурсов ВАШЕГО компа работают не для вас, а в угоду Microsoft. Мелкомягкие официально предлагают купить железо помощней (чтобы они и дальше могли половину мощности использовать по своему усмотрению) а оно что-то не покупается. Рядовой юзер не понимает зачем менять комп который и так норм работает. А глядя на текущие цены на память наступает ощущение что с этим миром что-то не так. ▫️ люди булшитят винду и активно продвигают переход на Linux порой называя винду кучей слопа или даже вирусом, похищающим файлыс целью выкупа (они реально после аплоада и удаления с локала отключают доступ к файлам и требуют купить подписку). А сам Microsoft переименован в Microslop. Появляются даже тулзы для очистки системы от этого слопа. ▫️ Microsoft уже не скрывает, что ваши данные уже не ваши, даже зашифрованные, ибо ваши пароли давно уже хранятся где надо и доступны кому надо. ▫️ При всех этих факапах они закрыли поддержку Windows 10 не давая возможности откатиться на что-то более стабильное. То есть сами Microsoft стали катализатором поиска альтернатив. Сам я уже на Linux уже более 7 лет как на основной системе, дома винда есть только в виртуалке для тестов клиентского софта. Расскажите, как у вас обстоят дела на винде? Вы пользуетесь системой или боретесь с ней? #offtop

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la fionda📗

@lafionda · Post #6458 · 11.08.2025 г., 08:20

https://x.com/SavinoBalzano/status/1954819593337237752?t=jkN0booOZzDUJTOQeo03xg&s=19 Da ore continuo a rosicchiarmi febbrilmente le unghie, sudo freddo, vivo momenti costantemente sull’orlo di una crisi di panico. Per forza: ormai – scossoni a parte – pare certo l’incontro tra Trump e Putin per avviare un confronto concreto che porti al cessate il fuoco in #Ucraina. Le richieste dei russi, ovviamente, comprendono il controllo dei territori occupati. Insomma, non serve un esperto per immaginare che, dopo aver sacrificato centinaia di migliaia di uomini, il #Cremlino voglia salvaguardare alcuni punti nevralgici: avere un territorio cuscinetto che contenga la nostra (sic!) avanzata a oriente e – soprattutto – ottenere una sorta di neutralità di #Kiev, che ad esempio si impegni a non aderire alla #Nato. Insomma: l’incontro pare si terrà; la presenza di #Zelensky è assolutamente opzionale, come quella delle tartine al caviale, e le richieste di #Putin – qualora accettate – sarebbero in netto contrasto con la propaganda che per anni ha avvelenato il nostro dibattito pubblico. Quello italiano e quello europeo. Per la verità, anche quello statunitense, fintanto che a guidare quel Paese era l’obnubilato democratico poi soppiantato. E non ci dormo la notte perché mi tremano letteralmente i polsi al pensiero di come potranno viverla alcuni personaggi. Penso alla Presidente della Commissione Europea, ad esempio, che per anni ha dipinto se stessa come una sorta di Giovanna d’Arco, un po’ più cotonata, promettendo il collasso di #Mosca. La mia mente va a #KajaKallas e alle sue affermazioni invasate: la ricordo mentre ci prometteva una roba tipo #Putin in catene, con la palla al piede, trascinato tra le vie delle capitali europee, con la gente a lanciargli ortaggi addosso. Penso a #Macron che, tra le botte prese in famiglia, prometteva di inviare l’esercito in Ucraina a difendere la democrazia e la libertà: le vedeva solo lui. A #Merz (e, per la verità, anche al suo predecessore), che desidera l’esercito più grande del Vecchio Continente per una nuova operazione Barbarossa o qualcosa del genere. Vogliamo parlare di #Rutte? Con la sua fierezza – la stessa di chi l’ha preceduto – prometteva mari e monti e ci preparava alla guerra contro Mosca e i suoi alleati. Fierezza venuta meno di recente, quando si è azzerbinato sotto le caviglie gonfie di #TheDonald. Penso però anche agli italiani illustri: di ieri e di oggi. Incessantemente a chi ci chiedeva di spegnere l’aria condizionata per la pace. Il migliore dei migliori, quello che nemmeno si può nominare senza inchino: Mario #Draghi. Anche la nostra Premier, tuttavia, ha speso moltissima della sua credibilità attorno a questa vicenda: con Kiev fino alla fine dei tempi, diceva. Adesso ci sarà (ancora una volta) da ridere. Per la verità, la sua credibilità l’ha espressa al massimo in una telefonata con due comici, il che è tutto dire. E il #Quirinale? #Mattarella dovrà mandar giù che si tratti col nuovo Reich: questa volta ci tireranno fuori la solfa della conferenza di Monaco del ’38, dell’appeasement, di Chamberlain che – secondo Churchill – aveva scelto il disonore alla guerra e si sarebbe ritrovato la guerra comunque? Staremo a vedere. Ciò che conta, a mio sommesso avviso, è che quanto viviamo fosse del tutto prevedibile: chi è davvero in guerra (direttamente o per procura) si incontra per mettere fine alle ostilità. A rimetterci saranno gli sconfitti e chi ha perso la vita. Tra gli sconfitti ci siamo noi: tagliati fuori da commerci convenienti (penso a quello energetico con la #Russia) e costretti in altre rotte assai meno convenienti, come quella con gli #USA. Tra gli sconfitti, anche la credibilità del nostro dibattito pubblico: assai meno libero e democratico di quanto si voglia sostenere.