TGTGInsighttelegram intelligenceLIVE / telegram public index
← Python Заметки

TGINSIGHT SIMILAR POSTS

Најди сличен содржај

Изворен канал @pythonotes · Post #421 · 23 мар.

Мы используем Makefile думая, что нет альтернатив, что это стандарт и всё такое. Но make это не запускалка команд, а система сборки. Мы фактически используем его не по назначению. И на самом деле альтернатива есть! Некоторое время назад я открыл для себя прекрасный инструмент - just. Он решает все проблемы make. just - это не система сборки как make, это именно исполнитель команд! Больше никаких Phony Targets и табуляций, привет нормальный синтаксис и передача аргументов!!! 😎 ⭐️Что умеет just: ✅ Автодокументирование команд Не нужно делать отдельную команду с докой, просто добавь комментарий # команда сборки build: ... $ just --list Available recipes: build # команда сборки Команда с именем default запускается по умолчанию если не указано другое, так что я обычно делаю так: default: just --list Теперь просто выполняем just и получаем доку из текущего файла. ✅ Удобная работа с переменными окружения # загрузить из .env set dotenv-load # глобальная переменная export PYTHONPATH := "./src" # переменная для команды test $TESTUNG="true": pytest ✅ Передача аргументов build target: @echo 'Build {{target}}...' команда запуска $ just build dev # Build dev... ✅ Выбор интерпретатора прямо в команде Пример с инлайн-скриптом на python: system: #!/usr/bin/env python3 import platform print(platform.system()) Эта же функция позволит выполнить скрипт как одну команду вместо перезапуска шела для каждой строки foo: #!/usr/bin/env sh for file in ls .; do echo $file done ✅ Выполнение команды в определенной директории. Можно указать как релятивный путь так и абсолютный [working-directory: 'backend'] build: docker compose build Также можно задать рабочую директорию глобально Там еще много интересного: - поддержка функций - автокомплиты и интеграции - экспрешены - алиасы команд - группировка команд - альтернативы команды под разные ОС - импорт других just-файлов - цветной вывод - ... и другие штуковины! Так что вперёд - ➡️ читать доку! Репозиторий: ➡️https://github.com/casey/just Статья: ➡️https://www.chicks.net/reference/file_formats/just/ ЗЫ. Кажется, на Makefile я уже не вернусь) #tools

Hashtags

Резултати

Пронајдени 29 слични објави

Пребарај: #gerusalemme

当前筛选 #gerusalemme清除筛选
Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9951 · 09.04.2026 г., 16:37

#Gerusalemme ha vissuto ieri una delle sue tradizioni più significative nel tempo pasquale: lo scambio di auguri tra le Chiese ortodosse e i frati della Custodia di Terra Santa che in questo periodo storico particolarmente fragile, assume un valore ancora più profondo. Secondo quanto riporta la Custodia di Terra Santa, la giornata di scambio ha visto avvicendarsi le delegazioni delle principali Chiese ortodosse. Per primi sono giunti il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, Teophilo III, accompagnato da alcuni membri della fraternità del Patriarcato greco. Accolti con il consueto cerimoniale, hanno rivolto parole di augurio ai frati della Custodia, sottolineando “il significato della Risurrezione come fonte di speranza e come fondamento della comunione tra i cristiani”. A seguire, una delegazione del Patriarcato Armeno, giunta come rappresentanza del Patriarca, ha espresso i propri auguri pasquali, ricordando “l’importanza della testimonianza cristiana a Gerusalemme e della collaborazione tra le comunità, specialmente in tempi difficili”. È stata poi la volta del Patriarcato Siriaco Ortodosso, presente con una delegazione guidata dal Vescovo mons. Jakub Jacke. Infine, ha concluso la serie degli incontri una delegazione del Patriarcato Etiopico, portando la gioia della Pasqua e l’augurio che “la luce del Cristo Risorto possa continuare a illuminare i popoli della regione”. Nei vari interventi, riporta la Custodia, “è emerso con forza un desiderio comune: la pace. Una pace invocata non in modo astratto, ma come necessità urgente per questa Terra e per l’intero mondo, in un momento storico segnato da tensioni e conflitti. Il richiamo alla pace è risuonato con particolare intensità anche alla luce della recente tregua di due settimane annunciata durante la notte del conflitto bellico in corso tra Stati Uniti e Iran: un segnale fragile, ma accolto come occasione di speranza e come invito a perseverare nella preghiera”. La mattinata si è conclusa secondo la tradizione con la visita dei frati della Custodia al Vicariato Patriarcale Greco-Melchita di Gerusalemme, presso la Porta di Giaffa, per porgere a loro volta gli auguri pasquali, proseguendo così “quel gesto reciproco che a Gerusalemme diventa testimonianza concreta di fraternità e di unità nella diversità”. Il gruppo dei frati è stato accolto da mons. Yasser el Ayyash, Vicario Patriarcale Greco-Melchita alla presenza di mons. Ephrem Semaan Vescovo Siro-cattolico di Gerusalemme anch’egli in visita per gli auguri pasquali.

Hashtags

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9904 · 04.04.2026 г., 13:36

“La #Pasqua non inizia dalla proclamazione della vittoria, ma dall’ascolto di una storia: una storia che affronta la morte per giungere alla vita. Dio non aspetta la fine della guerra: la vita risorge nel buio”. Con queste parole il Patriarca latino di #Gerusalemme, il cardinal Pierbattista Pizzaballa, ha aperto, al Santo Sepolcro, la veglia pasquale celebrata al mattino del Sabato Santo secondo i vincoli dello Statu quo. Un rito segnato quest’anno dal peso del conflitto che continua a ferire la Terra Santa, evocato fin dalle prime battute dell’omelia. “Le porte sono ancora chiuse. Il silenzio è quasi assoluto, rotto forse dal rumore lontano di ciò che la guerra continua a seminare in questa terra santa e lacerata. Tuttavia, proprio qui, in questo luogo dove la morte è stata abitata da Dio, la Parola di Dio risuona più forte di ogni silenzio”, ha detto il cardinale, riconoscendo una fede “provata, fragile, forse stanca, eppure ancora in piedi. Non perché siamo forti, ma perché qui ci sostiene Qualcuno”. Nel cuore della celebrazione, il Patriarca ha richiamato il senso della Pasqua come immersione piena nel dolore umano: “Qui la morte non è stata evitata, né attenuata, ma affrontata fino in fondo. Dio non ha scelto una via di fuga, ma ha deciso di entrare nella condizione umana nella sua realtà più profonda”. Parole che si intrecciano con l’attualità di una regione in cui “il dolore e la morte” restano esperienze quotidiane. Rievocando il racconto evangelico della risurrezione, Pizzaballa ha indicato nella pietra rotolata via il segno decisivo: “Questa scena non è un semplice dettaglio narrativo. È il cuore di un passaggio che scuote il mondo”. E ha aggiunto: “In questo momento sembra non ci sia nessuno che possa rotolare via le pietre delle tombe che la sofferenza per questa situazione di guerra continua a scavare”. Da qui l’attualità della domanda delle donne al sepolcro: “Chi ci rotolerà via la pietra”. “È la domanda di ogni ricerca di speranza quando sembra che non ci sia più nulla da fare”, ha spiegato, sottolineando che oggi essa “sale da tutta la Terra Santa e da ogni luogo del mondo segnato dalla violenza”. La risposta, ha rimarcato, non è teorica ma concreta: “La pietra è stata rotolata via. Non dalla nostra forza, ma dalla potenza dell’amore di Dio che è più forte della morte”. Un annuncio che, secondo il patriarca, si compie “quando ancora era buio, quando ancora nessuno credeva possibile”. Per questo “Dio non aspetta che le nostre guerre finiscano per cominciare a far risorgere la vita. Comincia nel buio. Comincia nel silenzio. Comincia nel sepolcro ancora chiuso”. Nel contesto di una città “segnata dalla memoria della morte e oggi da tante divisioni”, Gerusalemme diventa così luogo di speranza concreta. “Se il sepolcro è vuoto, allora nulla è veramente chiuso. Nessuna terra è per sempre contesa, nessuna ferita è per sempre insanabile”, ha affermato il patriarca. Infine, l’invito ai fedeli a non restare immobili: “Non siamo chiamati a lasciare dietro di noi un monumento, ma a portare con noi il segno di un sepolcro vuoto”. E la consegna pasquale: “Non restare fermi davanti alle pietre del mondo, ma diventare – per quanto possiamo – ‘pietre vive’, segni di riconciliazione, artigiani di speranza, testimoni di una vita che la morte non riesce più a chiudere”.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9688 · 17.03.2026 г., 09:13

“Ieri sera il regime iraniano ha lanciato missili su #Gerusalemme, colpendo siti sacri alle tre religioni nella Città Vecchia, tra cui l’area della Basilica del Santo Sepolcro, la Spianata del Tempio, il cortile della moschea di al-Aqsa e le vicinanze del Muro Occidentale”. Lo afferma al SIR l’ambasciatore di #Israele presso la Santa Sede, Yaron Sideman, commentando l’attacco missilistico iraniano di ieri. “Il regime del terrore iraniano – prosegue – punta i suoi missili contro Gerusalemme, una città abitata da oltre un milione di ebrei, musulmani e cristiani. Prendere di mira i luoghi più sacri delle tre religioni dimostra ancora una volta l’oscura e omicida natura del regime degli ayatollah imposto al popolo iraniano”. Secondo il diplomatico israeliano, “una simile trasgressione non è soltanto barbara, ma fondamentalmente senza precedenti: rappresenta una violazione dei valori condivisi da tutte le persone civili e dovrebbe essere condannata con forza”.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #8856 · 31.12.2025 г., 10:10

Sono più di 1.500 le tonnellate di aiuti umanitari consegnate dal Patriarcato Latino di #Gerusalemme, nel periodo compreso tra novembre 2024 e ottobre 2025, per rispondere ai bisogni della popolazione della Striscia di #Gaza. È quanto emerge dal rapporto “Emergency aid appeal” diffuso dallo stesso Patriarcato Latino in questi giorni. Nel periodo preso in rassegna dal Report si legge che il Patriarcato ha ricevuto 12,49 milioni di dollari: di questi, 6,7 milioni sono stati destinati a Gaza e 5,79 alla Cisgiordania e Gerusalemme. Grazie agli aiuti la parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza City è diventata un centro umanitario, una vera e propria àncora di salvezza per migliaia di civili, combinando presenza spirituale e soccorso concreto. Il Patriarcato ha fornito più di 1,2 milioni di pasti agli sfollati del complesso parrocchiale e delle aree circostanti, raggiungendo circa il 10% della popolazione del nord di Gaza. Nella parrocchia sono stati operativi un piccolo forno, pannelli solari, un centro di assistenza medica, una lavanderia, e tutto ciò che permette una dignitosa permanenza. Quarantotto docenti, cristiani e musulmani hanno tenuto lezioni ai bambini accolti in parrocchia. In Cisgiordania, tra le varie iniziative, sono stati distribuiti 5600 voucher per cibo, fornita assistenza medica per oltre 2mila malati cronici. Nel campo occupazionale sono stati creati 4mila posti di lavoro, mentre per soddisfare l’emergenza abitativa 4mila famiglie, circa 20mila persone, hanno beneficiato di programmi abitativi. Stufe, coperte e indumenti invernali sono stati forniti a 3mila bambini di famiglie vulnerabili. Nel campo dell’istruzione, circa 5.000 studenti hanno goduto di borse di studio complete. Il Patriarcato Latino, viene spiegato nel Rapporto, ha sostenuto le famiglie migranti cristiane costrette a fuggire a causa dell’escalation della violenza nelle regioni settentrionali e meridionali della Terra Santa, concentrandosi sulla fornitura di alloggi sicuri e sicurezza alimentare. Purtroppo, gli sforzi fatti nel campo umanitario non bastano, si legge nel Rapporto, e tante sono ancora le sfide da affrontare nel futuro che va pianificato, soprattutto a Gaza. “In questo tempo – dichiara il cardinal Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme – come Chiesa abbiamo sperimentato che la fiducia reciproca ci fa vedere la realtà in modo costruttivo e positivo. Quando manca la fiducia, perdiamo la capacità di discernere correttamente. La fiducia nata in mezzo alla tragedia ci ha fatto capire che siamo chiamati non solo a prenderci cura degli altri, ma anche a essere come i piccoli del Vangelo”.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9725 · 21.03.2026 г., 13:02

“La comunità dei frati francescani presente al Santo Sepolcro a #Gerusalemme non ha mai cessato, né di giorno né di notte, di svolgere le celebrazioni previste, i riti, le processioni quotidiane e le preghiere liturgiche secondo quanto stabilito dallo Status Quo”. Lo precisa la Custodia di #TerraSanta in un comunicato diffuso oggi, in risposta alle notizie circolate in questi giorni sulla chiusura della Basilica del Santo Sepolcro. Pur essendo l’accesso alla Basilica impedito ai fedeli per motivi di sicurezza, la preghiera continua ininterrottamente. “La nostra presenza secolare nei Luoghi della Redenzione e la preghiera che vi si eleva ogni giorno sono a nome di tutta la Chiesa e per il bene dell’intera umanità”, si legge nel comunicato, che sottolinea come in questi momenti drammatici essa voglia “rendere presente la fede, la speranza e la supplica di ogni battezzato, perché proprio da questi Luoghi santi continui a levarsi una preghiera per la pace e per la riconciliazione tra i popoli”. Quanto alla Settimana Santa, “al momento presente non è possibile fare previsioni”: la Custodia è in costante dialogo con le autorità competenti e con le altre Chiese responsabili del Santo Sepolcro e darà comunicazioni ufficiali “non appena vi saranno indicazioni certe”.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #8842 · 29.12.2025 г., 13:55

Con la ripresa dell'operatività di Ita Airways sulla rotta Roma-Tel Aviv, l'Opera Romana Pellegrinaggi - Ufficio per la Pastorale del Pellegrinaggio del Vicariato di Roma, riprende i pellegrinaggi in #TerraSanta. Lo si apprende dalla Diocesi di Roma, precisando che dal 7 al 10 gennaio, si legge in una nota, una delegazione composta da responsabili di Orp, giornalisti e sacerdoti si recherà a #Gerusalemme per rendere evidente che riprendere i pellegrinaggi è possibile, così come auspicato dal patriarca di Gerusalemme cardinale Pizzaballa. Intanto, in questi giorni, fino al 31 dicembre il cardinale vicario Baldo Reina è a Gerusalemme, presso la Casa gestita da don Filippo Morlacchi, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma. "La Terra Santa è il pellegrinaggio per eccellenza - afferma suor Rebecca Nazzaro, direttrice di Opera Romana Pellegrinaggi -; sostando al Santo Sepolcro sperimentiamo la vittoria della vita sulla morte e celebriamo il Signore della Vita. Quei luoghi, che hanno visto Dio assumere la nostra stessa natura umana, ci spingono a cercare il senso vero e profondo della nostra esistenza". "Inoltre - aggiunge -, andare è incontrarsi con la locale comunità cristiana che tiene accesa la lampada della Fede in Israele e Palestina. I cristiani di Terra Santa, vivono soprattutto dell'accoglienza dei pellegrini e noi non possiamo non tener conto di questo aspetto fondamentale. Andare non fa solo bene alla nostra vita di fede, ma è anche un forte e concreto gesto di carità". Sui canali di comunicazione dell'Orp è già presente tutta la programmazione dei pellegrinaggi per il 2026 e molte parrocchie e realtà ecclesiali si stanno organizzando per partire. Numerosi anche i singoli fedeli che chiedono di poter aderire ai prossimi pellegrinaggi. Un gruppo è a Gerusalemme e si prepara a vivere lì il Capodanno e celebrare in quei luoghi segnati dalla violenza della guerra, la Giornata Mondiale della Pace, per la quale Papa #LeoneXIV ha scelto un titolo assolutamente attuale: "La pace sia con tutti voi: verso una pace 'disarmata e disarmante' ".

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9826 · 29.03.2026 г., 10:25

"Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di entrare nella basilica del Santo Sepolcro a #Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della #DomenicadellePalme. I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano privatamente e senza alcuna connotazione di processione o cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro". Lo rende noto, in un comunicato il Patriarcato di Gerusalemme, dove viene spiegato: "Questo episodio costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme". "I Capi delle Chiese hanno agito con piena responsabilità - si legge ancora - e, fin dall'inizio della guerra, si sono attenuti a tutte le restrizioni imposte: le riunioni pubbliche sono state annullate, la partecipazione è stata vietata e sono stati presi accordi per trasmettere le celebrazioni a centinaia di milioni di fedeli in tutto il mondo, che, in questi giorni di Pasqua, rivolgono lo sguardo a Gerusalemme e alla Chiesa del Santo Sepolcro". "Impedire l'ingresso al Cardinale e al Custode, che detengono la più alta responsabilità ecclesiastica per la Chiesa Cattolica e i Luoghi Santi - continua - costituisce una misura manifestamente irragionevole e sproporzionata. Questa decisione affrettata e fondamentalmente errata, viziata da considerazioni improprie, rappresenta un'estrema violazione dei principi fondamentali di ragionevolezza, libertà di culto e rispetto dello status quo". Il Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa esprimono il loro profondo dolore ai fedeli cristiani in Terra Santa e in tutto il mondo per il fatto che la preghiera in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano sia stata in tal modo impedita.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9873 · 02.04.2026 г., 12:07

“Siamo nel luogo dove una pietra sigillò la morte. Eppure, ora siamo qui per celebrare la vita”. Nella basilica del Santo Sepolcro, a porte chiuse, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di #Gerusalemme, ha presieduto la Messa in Coena Domini, col rito della lavanda dei piedi. La celebrazione si è svolta in largo anticipo rispetto all'orario tradizionale a causa delle restrizioni dovute alla situazione attuale che si sta vivendo in #MedioOriente. “C’è una tensione che non possiamo ignorare: fuori, le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha reso questo luogo un rifugio, un dentro separato da un fuori carico di tensione”. In questo scenario, il patriarca ha indicato nel gesto della lavanda dei piedi il cuore della #Pasqua cristiana: “Gesù trasforma il gesto di chi parte, nel gesto di chi serve. L’esodo, nella logica di Dio, non è una fuga dal mondo, ma un immergersi nel mondo fino in fondo”. Richiamando il dialogo di Gesù con Pietro, proclamato nelle letture, il cardinale ha sottolineato la radicalità dell’amore evangelico: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Parole che, ha spiegato il porporato, non indicano solo appartenenza ma comunione profonda: “Puoi ammirarmi, puoi seguirmi… ma se non accetti questo modo di amare, non entrerai nel mio passaggio”. Da qui l’invito a lasciarsi amare da Cristo senza resistenze: “Non c’è ‘parte’ senza lasciarsi servire”. Nel contesto attuale della Terra Santa, segnato da violenza e paura, questa parola assume un significato ancora più concreto: “Forse non possiamo cambiare le grandi dinamiche della storia, ma possiamo decidere se avere parte con Cristo nel suo modo di stare dentro la storia: non sopra, non contro, ma accanto”. Per la Chiesa locale, spesso “stanca e provata, a volte tentata di difendersi più che di donarsi”, si tratta di accettare la logica del servizio: “Non ci è chiesto di essere potenti, ma di avere parte con Lui. Non ci chiede di risolvere tutto, ma di non rifiutare il suo modo di amare. Perché una Chiesa ha parte con Cristo non quando è al sicuro, ma quando accetta di condividere il suo abbassamento”. “Avere parte con Lui, per noi che viviamo e testimoniamo il Vangelo in questa terra, significa imparare il linguaggio del chinarsi”. Da qui la domanda conclusiva, rivolta a tutta la comunità: “Vogliamo avere parte con Lui? Vogliamo entrare in un amore che si abbassa? Vogliamo una salvezza che passa per il servizio?”. Una scelta che diventa, ha concluso il cardinale, un nuovo esodo: “Un passaggio dalla difesa al dono, dalla paura alla fiducia, dall’orgoglio alla comunione”. In una Terra Santa ferita dalla guerra, la Pasqua comincia così: lasciandosi amare e imparando a chinarsi sugli altri.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9793 · 27.03.2026 г., 17:52

Le celebrazioni pasquali nella basilica del Santo Sepolcro a #Gerusalemme "si svolgeranno" ma senza la presenza dei fedeli. A specificarlo, in un comunicato, è la Custodia di Terra Santa, che ha diffuso una nota ufficiale sulle modalità con cui saranno vissuti i riti della #SettimanaSanta nella basilica che custodisce il luogo in cui venne sepolto Gesù. La basilica del Santo Sepolcro, punto di riferimento per oltre 2,3 miliardi di cristiani nel mondo, "rappresenta uno dei luoghi più significativi per la fede. Tuttavia, per ragioni di sicurezza, le autorità civili hanno disposto di non consentire la partecipazione dei fedeli all’interno del santuario". Ma "nonostante le limitazioni, le celebrazioni liturgiche non saranno interrotte. I riti del Triduo Pasquale continueranno infatti ad essere officiati all’interno della basilica dalle comunità religiose che vi risiedono stabilmente. Una presenza che, sottolinea la Custodia, "assume in questo momento un valore ancora più profondo, diventando segno concreto della preghiera della Chiesa universale". "I frati continueranno a garantire il servizio liturgico, unendosi spiritualmente ai cristiani di tutto il mondo e mantenendo viva la comunione con i Luoghi Santi e con la comunità locale di Terra Santa, particolarmente provata dalla situazione attuale". Nel comunicato si rinnova inoltre l’invito alla preghiera per la #pace: un appello affinché cessino violenza e sofferenza e si possa restituire serenità a una terra segnata dal conflitto. La Custodia di Terra Santa ha infine assicurato che eventuali aggiornamenti sulle norme di sicurezza o sulle disposizioni relative alle celebrazioni saranno comunicati tempestivamente attraverso i canali ufficiali.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9865 · 01.04.2026 г., 14:28

“La risurrezione di Cristo non è solo un evento del passato, ma un avvenimento che ci raggiunge oggi e porta con sé un giudizio sulla nostra storia e sulla nostra vita”. Lo afferma il Custode di #TerraSanta, padre Francesco Ielpo, nel messaggio di #Pasqua diffuso oggi a #Gerusalemme, in un contesto segnato da tensioni, violenza e celebrazioni vissute in forma limitata, senza presenza dei fedeli. “In questa terra, dove ancora oggi sperimentiamo il peso della guerra, della violenza, della paura e dell’incertezza, la risurrezione di Cristo non è una parola lontana”, sottolinea il Custode, evidenziando il contrasto tra il giudizio degli uomini e quello di Dio: “Gli uomini hanno rifiutato, condannato ed eliminato Gesù, Dio invece lo ha riconosciuto, lo ha approvato e lo ha risuscitato”. Secondo padre Ielpo, “la risurrezione capovolge i nostri criteri”: mentre il mondo esalta forza e successo, “il giudizio di Dio rivela che la vera forza è nel dono di sé”, e ciò che appare sconfitta – la croce – diventa “la vera vittoria: la vittoria dell’amore che si dona senza riserve”. Nel clima attuale della Terra Santa, segnato da conflitti e restrizioni che incidono anche sulle celebrazioni pasquali, il messaggio si fa appello concreto: “La Pasqua ci invita a credere che rinunciare alla violenza non è debolezza, che perdonare non è una sconfitta, che la morte non è la fine”. “Cristo è risorto: è questa la nostra certezza, è questa la nostra pace”, conclude il Custode, augurando una Pasqua “di autentica speranza, capace di rinnovare il cuore e di sostenerci nel cammino quotidiano”.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #9930 · 07.04.2026 г., 09:39

Come tradizione, nel giorno del Lunedì dell’Angelo, la Custodia di Terra Santa ha celebrato il ricordo dei discepoli di Emmaus nel villaggio palestinese di #Emmaus Qubeibeh, a pochi chilometri da #Gerusalemme, luogo che la tradizione identifica con l’Emmaus del Vangelo (Lc 24,13-35). Tuttavia, le circostanze legate alla situazione di guerra e alle limitazioni imposte hanno quest’anno ridotto la partecipazione. Lo riferisce il sito della Custodia di Terra Santa che precisa che in condizioni ordinarie, il santuario francescano accoglie fedeli provenienti dai villaggi circostanti, dalle parrocchie della regione e anche da Ramle e Tel Aviv. Questa volta, invece, solo una decina di frati ha potuto accompagnare il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, insieme a poche famiglie della comunità locale. La messa, momento centrale della giornata, si è conclusa con la tradizionale benedizione e distribuzione dei pani, gesto che richiama il riconoscimento del Risorto “nello spezzare il pane”. Nell’omelia, fra Sebastiano Eclimes, superiore della comunità locale, ha invitato i presenti a riconoscersi nei discepoli di Emmaus, provati dalla delusione ma chiamati a continuare il cammino nella fiducia, lasciandosi illuminare dalla Parola e dal pane spezzato. Anche in un contesto segnato da precarietà e restrizioni, sottolinea la Custodia di Terra Santa, la celebrazione di Emmaus resta un segno silenzioso ma eloquente della fede di una Chiesa che non smette di sperare.

Papa & Vaticano - News

@papaevaticanonews · Post #8733 · 18.12.2025 г., 09:43

“Concedere ai bambini di #Gaza, cui è stata diagnosticata la leucemia, il permesso di recarsi all’Augusta Victoria Hospital sul Monte degli Ulivi, a #Gerusalemme, per ricevere cure specialistiche disponibili solo per loro”. È la richiesta avanzata alle Autorità di #Israele dai Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme e contenuta in una nota diffusa nelle scorse ore. Nel testo si specifica che “l’Augusta Victoria è pronta a organizzare non solo il trasporto, ma anche la cura e il trattamento completi di questi giovani e vulnerabili pazienti, che saranno poi riaccompagnati dall’ospedale alle loro case a Gaza al termine del trattamento”. Si tratta di un appello “per motivi umanitari, perché spiegano i Patriarchi e Capi delle Chiese di Gerusalemme, “il trattamento per questa malattia non è disponibile a Gaza e ha il potenziale di trasformare la vita di coloro che ne sono affetti. Non ci sarà alcun onere per il governo, poiché tutti i costi saranno sostenuti dall’ospedale”. “Sollecitiamo che l’autorizzazione per il trattamento di questi giovani pazienti venga concessa il prima possibile – chiedono i leader cristiani -. Come per qualsiasi malattia, la tempestività delle cure è essenziale per un buon esito. Ci auguriamo pertanto vivamente che le autorità competenti ritengano opportuno che questi pazienti ricevano le cure mediche necessarie che le eccellenti strutture dell’Augusta Victoria Hospital possono fornire, affinché questi bambini possano iniziare il loro percorso verso la guarigione e la salute”.

ПретходнаСтраница 1 од 3Следна