@marx21news · Post #9666 · 30.01.2026 г., 14:05
Il ritorno di Nūrī al-Mālikī: un passo indietro per l'Iraq? Le elezioni irachene del novembre 2025 si sono concluse con un risultato che molti temevano: il ritorno al potere di Nūrī al-Mālikī, nominato primo ministro dal Quadro di Coordinamento sciita. Una scelta che segna il fallimento delle promesse di cambiamento e riporta al governo una figura controversa, simbolo di settarismo, autoritarismo e corruzione sistemica. Le elezioni senza alternative Il voto ha visto l’assenza delle principali forze democratiche: il Movimento Sadrista ha boicottato le urne, mentre il Partito Comunista Iracheno, nonostante una campagna capillare, è stato escluso dal parlamento. Per la prima volta dal 2003, nessuna forza civile siederà nel Consiglio dei Rappresentanti. Un sistema sempre più chiuso, dove denaro, milizie e retorica confessionale hanno determinato il risultato. ⚖️ Il peso del passato Al-Mālikī, già primo ministro dal 2006 al 2014, viene ricordato per politiche settarie che hanno alimentato divisioni e aperto la strada all’ascesa dello Stato Islamico. La repressione delle proteste sunnite, la gestione clientelare dell’economia e il collasso dei servizi pubblici restano macchie indelebili del suo mandato. Oggi, il suo ritorno sembra segnare la restaurazione di un sistema oligarchico fondato sulla “Dawlat al-ghanā’im” – lo Stato delle spoglie – dove risorse pubbliche e istituzioni vengono spartite tra élite corrotta. La crisi sociale e la risposta delle forze democratiche Mentre il governo prepara tagli e nuove tasse che colpiranno lavoratori e classi popolari, il Partito Comunista Iracheno propone una via alternativa: tassazione progressiva, riduzione dei privilegi della casta politica, investimenti in un’economia produttiva. La rabbia sociale non si è spenta, e la nomina di al-Mālikī rischia di accelerare le tensioni, in un Paese già stretto tra povertà, corruzione e instabilità regionale. ✊ Cosa resta da fare? Denunciare l’ipocrisia di un sistema che esclude le voci civili è necessario, ma non basta. Serve costruire un’alleanza popolare trasversale, capace di unire le lotte sociali e proporre un progetto di democrazia reale, oltre la logica della spartizione settaria. L’Iraq ha bisogno di giustizia sociale, cittadinanza piena e istituzioni trasparenti. La strada è lunga, ma oggi più che mai, è l’unica percorribile. Condividi se credi che l’Iraq meriti un futuro diverso! #Iraq#Democrazia#GiustiziaSociale#NoAlSettarismo#Cambiamento https://www.marx21.it/internazionale/iraq-il-ritorno-di-nuri-al-maliki-le-elezioni-del-nulla-di-fatto-e-la-sfida-delle-forze-democratiche/