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Изворен канал @pythonotes · Post #425 · 20 апр.

Недавно делал быстрый прототип асинхронного приложения в котором требовалось вызывать много синхронного кода. Да, я знаю, что это не лучший дизайн, но нужно было быстрое решение на один процесс и без очередей. Поэтому я выполнял код в потоках. Выглядело это примерно так: from fastapi.concurrency import run_in_threadpool async def execute(data: DataRequest) -> DataResponse: try: result = await run_in_threadpool(sync_function, data) return DataResponse(data=result) except Exception as e: return DataResponse( error=str(e), success=False, ) В общем работает нормально. Для всех вызовов под капотом используется общий тредпул, всё работает предсказуемо. Но потребовалось изменить количество запускаемых в пуле потоков (по умолчанию создается 40 воркеров). Так как дело происходит с FastAPI, делается это через lifespan используя настройки anyio: import anyio @asynccontextmanager async def lifespan(app: FastAPI): limiter = anyio.to_thread.current_default_thread_limiter() limiter.total_tokens = 100 yield # если вдруг нужно вернуть обратно limiter.total_tokens = 40 Зачем менять количество воркеров? - уменьшить, если оперативки мало (один тред занимает ~8мб) - увеличить чтобы выдержать нагрузку Если есть предложения получше при тех же вводных - предлагайте😉 #async

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@marx21news · Post #9684 · 03.02.2026 г., 14:04

Cosa si nasconde dietro le proteste di gennaio in Iran? Un rapporto le analizza come operazione di cambio di regime. Il rapporto "Operation Day Thirteen" offre una lettura critica degli eventi in Iran, sostenendo che i disordini di gennaio non siano stati spontanei, ma parte di una strategia guidata da Stati Uniti e Israele per destabilizzare il paese. Secondo analisti, giornalisti e accademici internazionali citati nel documento, le proteste rientrerebbero in un "grande progetto di sicurezza" articolato su più livelli: Guerra economica: sanzioni prolungate per esacerbare le difficoltà quotidiane. Guerra dell’informazione: una campagna digitale massiccia orchestrata da reti estere, con narrazioni dicotomiche ("il popolo contro il regime") e incitamento all’intervento straniero. Operazioni clandestine: presunti agenti infiltrati (Mossad/CIA) per alimentare violenza e caos, con tattiche come incendi e attacchi a infrastrutture. Il rapporto cita diverse fonti, tra cui: L'ex agente CIA John Kiriakou, che parla di agenti del Mossad mescolati ai manifestanti. L'ex diplomatico britannico Alastair Crooke, che descrive una violenza "sorprendente" e organizzata. L'economista Jeffrey Sachs, che condanna una "guerra clandestina" illegale e immorale. Il politologo John Mearsheimer, che delinea uno schema in quattro fasi per il cambio di regime. Inoltre, si sottolinea il ruolo di ONG finanziate dalla National Endowment for Democracy (NED) nel fornire narrazioni e dati ai media occidentali, contribuendo a costruire un consenso artificiale. Il documento invita a una riflessione: dopo decenni di pressioni, l'Iran continua a resistere, mentre le strategie di destabilizzazione rischiano di innescare conflitti più ampi. #Iran#Geopolitica#CIA#Mossad#CambioDiRegime#Informazione#OperationDayThirteen https://www.marx21.it/internazionale/operation-day-thirteen-la-lettura-internazionale-dei-disordini-di-gennaio-in-iran/