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Изворен канал @pythonotes · Post #60 · 31 мар.

Вторая по частоте future-функция, которую я использовал, это абсолютный импорт from __future__ import absolute_import Что она делает? Изменения, которые вносит эта инъекция описаны в PEP328 Покажу простой пример. Допустим, есть такой пакет: /my_package /__init__.py /main.py /string.py Смотрим код в my_package/main.py # main.py import string Простой пример готов) Вопрос в том, какой модуль импортируется в данном случае? Есть два варианта: 1. модуль в моём пакете my_package.string 2. стандартный модуль string И вот тут вступает в дело приоритет импортов. В Python2 порядок следующий: помимо иных источников, раньше ищется модуль внутри текущего пакета, а потом в стандартных библиотеках. Таким образом мы импортнём my_package.string. Но в Python3 это поведение изменилось. Если мы указываем просто имя пакета, то ищется именно такой модуль, игнорируя имена в текущем пакете. Если мы хотим импортнуть именно подмодуль из нашего пакета то, мы должны теперь явно это указывать. from my_package import string или относительный импорт, но с указанием пути относительно текущего модуля main from . import string Еще одной неоднозначностью меньше 😎 Подробней про импорты здесь: https://docs.python.org/3/tutorial/modules.html #2to3#pep#basic

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Пронајдени 16 слични објави

Пребарај: #brexit

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Youtrend

@YouTrend · Post #326 · 17.12.2018 г., 12:18

🇬🇧 Un secondo referendum sulla #Brexit: pettegolezzo o possibilità concreta? Tutto quello che c’è da sapere ➡️https://www.youtrend.it/2018/12/16/brexit-e-se-ci-fosse-un-secondo-referendum/

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Youtrend

@YouTrend · Post #322 · 10.12.2018 г., 15:13

🔴🇬🇧#Brexit - Perché Theresa May ha deciso di rinviare il voto sulla bozza di accordo con l'UE? Dalle difficoltà interne ai Conservatori a ciò che vorrebbero gli elettori: la nostra analisi. https://goo.gl/yY5z44

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Orizzonti Politici

@orizzontipolitici · Post #195 · 23.08.2019 г., 12:57

Hard #Brexit, lontana o molto vicina? Si sta avvicinando la data della tanto attesa Brexit: il 31 ottobre. Alla ricerca di un accordo, il Premier britannico Boris Johnson ha incontrato Angela Merkel mercoledì e Emmanuel Macron ieri. Due incontri importanti per le negoziazioni tra Inghilterra ed Europa, che però hanno evidenziato quanto le due parti siano ancora distanti. Qual è il problema? Un tema continua ad essere al centro della discussione nei negoziati Brexit: il confine tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. Avevamo già parlato della grande dipendenza economica fra questi due Paesi e dei problemi che Brexit potrebbe portare alla regione settentrionale in caso di un no-deal (-9.1% di PIL in 15 anni), ma le cose non sembrano andare meglio. Il Regno Unito vorrebbe che le cose al confine rimanessero le stesse, sopratutto il mercato singolo dell’elettricità comune tra i due Stati. L’UE, non potendo permettere una cosa simile a un Paese fuori dall’Europa, propone il Backstop. In pratica, l’Irlanda del Nord continuerebbe a seguire le regole dell’Unione Europea qualora non venisse trovato un nuovo accordo commerciale entro la fine del 2020, quando il periodo di transizione da Brexit sarà ufficialmente finito. Inoltre, la Gran Bretagna stessa sarebbe costretta a rimanere in un unico territorio doganale con l’UE e a seguire quindi alcune regole. Boris Johnson è categorico nel rifiutare questa proposta, in quanto lascerebbe un piede dentro l’Europa al Regno Unito. Prospettive? Nei recenti incontri di Johnson con Francia e Germania, si è più volte sentito dire che il backstop sia necessario, e che un accordo “molto diverso da quello attuale” è impossibile trovarlo. Per quanto non gli sia stata sbattuta la porta in faccia, i Paesi europei si sono detti pronti a un no-deal, anche se dispiaciuti. Lo stesso afferma il Primo Ministro inglese, facendo diventare la Hard Brexit il risultato più probabile. Sembra invece una fantasia l’ipotesi lanciata dal leader dei Laburisti Jeremy Corbyn: ha proposto all’opposizione di appoggiarlo in una mozione di sfiducia per farlo diventare Primo Ministro. Le mosse successive? Far slittare Brexit, indire nuove elezioni e fare una campagna per un nuovo referendum. Secondo voi cosa succederà? Per saperne di più: clicca qui Articolo: https://ift.tt/2L6Tzss

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Il valore della giustizia⚖️

@giurisprudentia · Post #167 · 07.09.2020 г., 15:49

#BREXIT Nuovo capitolo dello scontro UK-UE in merito alla definizione dei propri rapporti futuri, dopo la ripresa dei negoziati per trovare l’intesa definitiva. Ad alimentare le polemiche è stata la preparazione, da parte del governo guidato da Boris Johnson, legge volta a fornire una certa interpretazione di alcune norme previste dall’accordo firmato con Bruxelles (in particolare, con riguardo al confine irlandese). In continuità con questo orientamento, il premier inglese ha posto l’organizzazione europea di fronte ad un ultimatum: “O troviamo un accordo (per definire le relazioni future con l’Unione) entro il 15 Ottobre, oppure accettiamo il fatto che non ci sarà un accordo di libero scambio tra noi.” POSIZIONE DELL’UE Dal canto suo, l’esecutivo dell’UE guidato da Ursula Von Der Leyen invita il governo di Londra al rispetto dei patti: “Confido che il governo britannico attui l'accordo di recesso, un obbligo ai sensi del diritto internazionale e prerequisito per qualsiasi futura partnership.” Parole più nette da parte del negoziatore UE per la Brexit, Michael Barnier, che ha tuonato: “Tutto ciò che è stato firmato deve essere rispettato.” 👉@giurisprudentia

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CulturalExile

@CulturalExile14 · Post #3507 · 07.03.2022 г., 19:09

Vote Power Not Poverty. Seeking another #referendum, Nigel Farage again has the catchy slogan, makes valid points which the masses will concur with, but knows better than most that #Brexit has yet to be finalised, and never will be due to the #globalist agenda. And as starving nations is part of that agenda, is Farage's bluster mere distraction? https://youtu.be/y_GA4YTx9fk

Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #240 · 05.02.2021 г., 10:34

Rispetto a Mosca, la “scommessa turca” della Gran Bretagna sembra volersi ispirare alla larga coalizione che affrontò l’Impero zarista nella guerra di Crimea combattuta tra il 1853 ed il 1856. Nel presente, del resto, Ankara e Londra si trovano spalla a spalla anche in Ucraina, fornendo da sette anni assistenza ‒ istruttori, mercenari, armi e droni ‒ all’esercito di Kiev contro gli insorti del Donbass sostenuti da Mosca. Malgrado tutte le azioni messe in campo e le ambizioni di Lord Johnson, la gloria di Lord Palmerston potrebbe di per sé non garantire i fasti del passato alla nuova Gran Bretagna post-Brexit. La mia analisi per l’Atlante geopolitico di Treccani. #uk#turchia#mediterraneo#russia#italia#brexit https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/Londra_e_Ankara.html

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