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Изворен канал @pythonotes · Post #72 · 21 апр.

Регулярные выражения иногда могут быть просто монструозными. Выглядеть это может крайне запутанно. Сами регэкспы и без того история непростая, а когда это длинный паттерн на несколько десятков знаков, разобрать там что-либо становится не просто. Но на помощь приходит Python и его стремление сделать нашу жизнь проще! В функциях регулярок можно после паттерна указывать флаги, один из которых позволяет писать паттерны более свободно. А именно, добавлять пробелы и переносы, которые будут игнорированы. В результате мы можем разбить паттерн на строки и добавить комментов. Чтобы это сработало нужно добавить флаг re.VERBOSE. Пробелы в паттерне теперь следует указывать явно спец символами. Согласитесь, что даже с именованными группами а таком виде регэкспа выглядит вполне сносно 😉. #tricks#regex

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@gianlucaprocaccinireport · Post #10005 · 31.10.2025 г., 08:06

Il crocefisso tridimensionale Nell’iconografia cristiana orientale esiste una differenza teologica e artistica profonda rispetto alla tradizione occidentale: il Cristo crocifisso non è assente, ma non viene rappresentato nel modo realistico, doloristico e naturalistico tipico dell’arte latina. Per capire il perché, bisogna guardare alla teologia delle icone e alla storia della Chiesa orientale. ✅ 1. L’icona non rappresenta il momento della morte, ma la vittoria sulla morte Nella teologia ortodossa, l’icona non è una narrazione naturalistica, ma una teofania, una rivelazione della realtà trasfigurata. Per questo: Cristo non è mostrato come un uomo distrutto dalla sofferenza non viene resa l’agonia fisica non c’è un realismo del sangue, delle ferite, del cadavere Quando si rappresenta la Crocifissione nelle icone, Cristo è: ✔ sereno ✔ con gli occhi chiusi ma non cadaverico ✔ con il corpo composto, non deformato ✔ quasi “regale”, come un Re che entra volontariamente nella morte Quindi l’enfasi è la vittoria e la divinizzazione, non la tragedia. -✅ 2. L’icona non vuole suscitare pietismo o emozione fisica L’arte cattolica medievale e rinascimentale, soprattutto dopo il XIII secolo, ha sviluppato un linguaggio drammatico e realistic: corpi feriti, tormento, dolore fisico. Nell’Oriente ortodosso questo è considerato estraneo al linguaggio sacro: la fede non deve passare attraverso lo shock emotivo l’icona non rappresenta emozioni umane, ma realtà teologica ✅ 3. Il centro della fede orientale non è la Croce, ma la Resurrezione La tradizione orientale pone al vertice della teologia pasquale l’Anastasis (la Discesa agli Inferi), non il Calvario. L’icona più importante della Pasqua non è Cristo inchiodato, ma Cristo che rompe le porte dell’inferno e solleva Adamo ed Eva: l’immagine della redenzione universale. Il messaggio è teologico: 👉 Cristo non è vinto dalla morte; entra liberamente nella morte per distruggerla. Foto: San Basilio - Mosca https://t.me/gianlucaprocaccinireport #icone#cristianesimo#orthodox #russia#europa#cruz#croix#jesuschrist#victory#arte