Ранее я делал серию постов про битовые операторы.
Вот вам ещё один наглядный пример как это используется в Python в модуле re.
Чтобы указать флаг для компилятора нам надо указать его после передаваемой строки. Например, добавляем флаг для игнорирования переноса строки.
pattern = re.compile(r"(\w+)+")
words = pattern.search(text, re.DOTALL)
А как указать несколько флагов? Ведь явно будут ситуации когда нам потребуется больше одного. Кто читал посты по битовые операторы уже понял как.
pattern.search(text, re.DOTALL | re.VERBOSE)
А теперь смотрим исходники, что находится в этих атрибутах?
Не удивительно, степени двойки. Почему? Потому что каждое следующее значение это сдвиг единицы влево.
>>> for n in [1, 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256]:
>>>
print(bin(n))
0b1
0b10
0b100
0b1000
0b10000
0b100000
0b1000000
0b10000000
0b100000000
Чтобы было понятней, давайте напишем тоже самое но иначе, добавим ведущие нули:
000000001
000000010
000000100
000001000
000010000
000100000
001000000
010000000
100000000
Не понятно что тут происходит? Читай три поста про битовые операторы начиная с этого ➡️https://t.me/pythonotes/45
В общем, это пример применения побитовых операций в самом Python.
Теперь вы знаете Python еще немного лучше)
#tricks#regex#libs
🇱🇾El hijo de Gaddafi, Seif al-Islam, ha muerto
Seif al-Islam, hijo del exlíder libio Muammar Gaddafi y quien continuaba la lucha de su padre contra Occidente, fue asesinado en un atentado en el patio de su casa en Zintan, al noroeste de la República.
❗ Lo que se sabe hasta el momento:
▪️ Según fuentes de Al Hadath cercanas a la familia Gaddafi, al-Islam recibió una herida mortal cuando se encontraba en el jardín junto a la residencia.
▪️ Los atacantes eran cuatro y huyeron del lugar.
▪️ La 444.ª brigada de combate, subordinada al Ministerio de Defensa del Gobierno de Acuerdo Nacional de Libia, afirma que el hijo mayor de Gaddafi fue asesinado durante enfrentamientos armados.
▪️ Las fuerzas del orden han iniciado la búsqueda de pruebas y la elaboración de documentos necesarios para abrir un caso penal.
▪️ La familia ya ha recibido el cuerpo de Seif al-Islam para su entierro.
▪️ Al-Islam no será enterrado hasta que concluya la investigación del crimen, declaró su representante en el Comité de Diálogo Nacional Libio.
▪️Según él, durante el ataque a la residencia del hijo de Gaddafi, los criminales "desconectaron las cámaras de vigilancia y neutralizaron a los guardias".
❗ ¿Estará relacionada su muerte con las revelaciones del Servicio de Inteligencia Exterior de Rusia sobre la autorización de Macron a sus agencias de inteligencia para eliminar a los "líderes indeseables" en África?
#libia
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▪️La libica National Oil Corporation ha dichiarato lo stato di emergenza alla raffineria della città di al-Zawiya a causa degli scontri tra fazioni locali.
📑La società ha affermato di aver dichiarato un'emergenza di livello tre "dopo che diversi serbatoi della raffineria di al-Zawiya sono stati gravemente danneggiati dai proiettili di artiglieria la mattina del 15 dicembre".
#Libia#petrolio
@tutti_i_fatti
#Italia#Libia#CPI
La Corte Penale Internazionale ha deferito l'Italia all'Assemblea degli Stati Parte per mancata cooperazione nel caso Al-Masri. Lo rende noto la stessa Corte in un comunicato, ufficializzando quanto già emerso il 26 gennaio.
@Osservatorioitaliano
Papa #LeoneXIV ha accettato la rinuncia all’incarico di Nunzio Apostolico in #Siria, presentata dal Cardinal Mario Zenari, e la rinuncia all’incarico di Nunzio Apostolico in #Malta e #Libia presentata da mons. Savio Hon Tai‑Fai, Arcivescovo titolare di Sila, entrambi "per raggiunti limiti di età". Lo si apprende dal bollettino quotidiano della Sala Stampa vaticana.
#Sudán. Otra vez genocidio en marcha en Darfur a cuenta de #Emiratos y las fuerzas de Haftar apoyadas por #EEUU en #Libia, que alimentan y arman a la RSF.
https://www.nytimes.com/2023/12/04/opinion/the-war-the-world-forgot.html
#Italia#CPI#Libia
La Prima Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale ha stabilito all'unanimità che "l’Italia, non eseguendo correttamente la richiesta della Corte di arresto e consegna del generale libico Osama al Najem, noto come #Almasri, mentre si trovava sul territorio italiano, non ha ottemperato ai propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto della Corte. Constatiamo che l’Italia non ha agito con la dovuta diligenza e non ha utilizzato tutti i mezzi ragionevoli a sua disposizione per conformarsi alla richiesta di cooperazione.
L’Italia non ha fornito alcuna motivazione giuridica valida né alcuna giustificazione ragionevole per aver trasferito immediatamente Almasri in Libia, anziché consultarsi preliminarmente con la Corte o correggere eventuali presunti vizi nella procedura di arresto. Di conseguenza, l’Italia non ha ottemperato alla richiesta di cooperazione, in violazione delle disposizioni dello Statuto, impedendo così alla Corte di esercitare pienamente le proprie funzioni e competenze.
Prima di decidere se deferire la mancata ottemperanza dell’Italia all’Assemblea degli Stati o al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è opportuno ricevere (dal governo italiano) informazioni su eventuali procedimenti interni rilevanti al caso, nonché un’indicazione sull’impatto che tali procedimenti potrebbero avere sulla futura cooperazione dell’Italia con la Corte nell’esecuzione delle richieste di arresto e consegna di sospetti. Le informazioni dovranno essere trasmesse entro venerdì 31 ottobre 2025".
@OsservatorioItaliano
#Italia#USA
Il Ministro degli Esteri Antonio #Tajani (#FI|EPP) durante una conferenza stampa presso il consolato italiano a #NYC: “L’Italia ha ottenuto un risultato straordinario, riducendo del 60 per cento i flussi migratori rispetto all’anno scorso. Si tratta di una azione che ricorda quella che venne fatta con il governo Berlusconi, e la strategia è stata pressoché la stessa, ossia di fare accordi con i Paesi di origine come #Tunisia, #Egitto e #Libia (e ora) stiamo lavorando anche ad un accordo con la #Turchia”.
@OsservatorioItaliano
#Italia#Libia#CPI#Factchecking
Prossimamente dovrebbe essere discussa alla #Camera la mozione concernente la sfiducia individuale al Ministro della Giustizia Carlo #Nordio (#FdI|ECR) per i fatti relativi al caso #Almasri.
Qualche settimana fa il Ministro della Giustizia Carlo Nordio in audizione alla Camera dei Deputati ha dichiarato di non aver dato seguito al mandato di cattura emesso dalla Corte Penale Internazionale a carico del generale libico Almasri perché il mandato sarebbe stato illegittimo e di conseguenza inapplicabile. Ma le cose stanno davvero così? Facciamo chiarezza.
Innanzitutto il generale Almasri risulta accusato dalla corte dell'AJA di crimini contro l'umanità, avvenuti nei centri di detenzione libici, dove la Libia manda chiunque cerchi di lasciare il Paese per emigrare verso l'Italia, istituiti sulla base del memorandum d'intesa tra l'Italia e la Libia firmato dall'ex Ministro dell'Interno Marco #Minniti (#PD|S&D).
L'art. 4 della legge 20 dicembre 2012, n. 237 dispone che «il ministro della Giustizia da corso alle richieste formulate dalla Corte penale internazionale, trasmettendole al Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma perché ne dia esecuzione». Quando invece sono necessarie ulteriori indagini il Ministro della Giustizia «ove ritenga che ne ricorra la necessità, concorda la propria azione con altri ministri interessati, con altre istituzioni o con altri organi dello Stato. Al ministro della Giustizia compete altresì di presentare alla Corte, ove occorra, atti e richieste» come previsto dall'art. 2 della suddetta legge.
Questo articolo, applicato con una certa fantasia interpretativa, ha permesso al ministro Nordio di concordare con il Ministro dell'Interno Matteo #Piantedosi prima la scarcerazione del generale libico, atto dovuto in quanto la convalida dell'arresto non poteva avvenire senza il parere positivo di Via Arenula 70, e poi il successivo rimpatrio in Libia per motivi di "sicurezza nazionale" in quanto individuo pericoloso secondo il Viminale.
Infine, per concludere il quadro giuridico è bene specificare che il Procuratore generale, ricevuti gli atti, chiede alla Corte d’Appello l’applicazione della misura della custodia cautelare nei confronti della persona della quale è richiesta la consegna (art. 11, co. 1). La Corte d’Appello di Roma, sulla richiesta, decide con il rito camerale. Può dichiarare che non sussistono le condizioni per la consegna soltanto se non è stato emesso dalla Corte penale internazionale un provvedimento restrittivo della libertà personale; se non vi è corrispondenza tra l’identità della persona richiesta e quella della persona oggetto della procedura di consegna; se la richiesta contiene disposizioni contrarie ai principi fondamentali dell’ordinamento giuridico dello Stato; se, per lo stesso fatto e nei confronti della stessa persona, è stata pronunciata nello Stato italiano sentenza irrevocabile (art. 13, co. 3).
Quindi, in conclusione, le dichiarazioni del ministro Nordio che, ricordiamo, era anche un pubblico ministero in passato, circa i "pasticci" con la data errata dei fatti o la mancata traduzione in italiano del mandato di cattura internazionale, di una gravità tale da far commettere un reato al ministro qualora avesse dato seguito alla richiesta del tribunale dell'AJA, risultano infondate e denotano un operato negligente del Ministro Nordio nei confronti dell'istituzione dello Statuto di Roma.
@OsservatorioItaliano
Oggi la Libia piange uno dei suoi figli più coraggiosi. Saif al-Islam Gheddafi è stato assassinato nella sua casa di Zintan, affrontando a viso aperto i suoi aggressori, senza mai aver abbandonato la terra e il popolo per cui ha lottato.
Le parole strazianti di sua sorella Aisha, il cordoglio di una nazione intera che si prepara ai funerali tra divieti e restrizioni, il messaggio di solidarietà di Raghad Saddam Hussein: tutto racconta la storia di un uomo che ha scelto la coerenza fino all’estremo sacrificio.
Figlio di Muammar, vero erede di un sogno di sovranità e dignità per la Libia, Saif al-Islam ha pagato con la vita la sua scelta di restare, di resistere, di non fuggire. Mentre migliaia di libici accorrono a Bani Walid per l’ultimo saluto, in un silenzio imposto che grida più di qualsiasi slogan, il suo coraggio resta una ferita aperta e una lezione indelebile.
Addio, Saif. Uomo retto, nobile, coraggioso. La tua battaglia per una Libia libera e indipendente non sarà dimenticata. Che la terra ti sia lieve, e che il tuo popolo trovi la forza di custodire la memoria della tua lotta.
Dalla tua terra, dal tuo popolo, non sarai mai cancellato.
#SaifAlIslamGheddafi#Libia#Resistenza#Dignità#BaniWalid#MuammarGheddafi#Jamahiriya
https://www.marx21.it/internazionale/aisha-al-qaddafi-ha-pianto-e-ricordato-con-queste-parole-suo-fratello-saif-al-islam-assassinato-da-uomini-armati-nella-citta-occidentale-di-zintan/
#Italia#Libia
La Presidente del Consiglio Giorgia #Meloni (#FdI|ECR) ha ricevuto un avviso di garanzia per favoreggiamento e peculato sul caso #Almasri (generale libico accusato dalla #CPI di crimini di guerra e contro l'umanità, ndr). Sono indagati anche #Piantedosi, #Nordio (FdI) e #Mantovano (rispettivamente Ministro dell'Interno, della Giustizia e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica, ndr). Secondo Meloni l’avvocato che avrebbe sporto denuncia sarebbe Luigi #LiGotti, ex politico di sinistra vicino a Romano #Prodi, e conosciuto per aver difeso pentiti come Buscetta, Busca e altri mafiosi.
@OsservatorioItaliano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1857735567498236328?t=BGl7yqY33j19OP2RM6YMpA&s=19
A prescindere da cosa si pensi di #Musk, credo sia utile questa sua capacità di far esplodere alcune contraddizioni del nostro tempo.
Basti pensare a quello che con due battute ha scatenato nel nostro Paese.
Nel 2018 il Commissario Europeo al Bilancio, #GuntherOettinger dichiarò: «i mercati insegneranno agli italiani a votare nel modo giusto». #Mattarella? Muto.
Sempre nel 2018, #SergioMattarella impedì a #PaoloSavona di assumere il ruolo di Ministro dell'Economia perché avrebbe potuto destabilizzare i mercati.
Sparano sui militari italiani del contingente #Unifil e Mattarella? Quale la protesta del nostro Capo delle Forze Armate? Muto.
Il suo predecessore, #GiorgioNapolitano, nel 2011 impose all'#Italia la guerra in #Libia, in palese contrasto con l'interesse nazionale: alla cronaca è ormai stato consegnato ciò che accadde in quella stanza riservata del Teatro dell’Opera di Roma.
Ancora #Napolitano, sempre nel 2011, contribuì a disarcionare un governo politicamente legittimato, contribuendo da protagonista a realizzare quanto venne definito «colpo di stato gentile», servendosi peraltro della «dittatura dello spread». Impose un tecnico, un vero e proprio liquidatore, a #PalazzoChigi. Dopo averlo nominato senatore a vita, diede a #MarioMonti l'incarico di realizzare il famoso programma firmato da #Bce e #Ue: un programma, anch'esso, in evidente contrasto con linteresse nazionale e con la #Costituzione. Un programma che, ricordiamolo, portava la firma di #Draghi.
Che oggi dal #Quirinale si levino ruggiti di protesta contro chi osa mettere in discussione la sovranità nazionale pare in effetti una bella contraddizione. Non trovate?
Ieri, ospite di Borgonovo, nel suo #Walden su #CusanoNews7