Ранее я делал серию постов про битовые операторы.
Вот вам ещё один наглядный пример как это используется в Python в модуле re.
Чтобы указать флаг для компилятора нам надо указать его после передаваемой строки. Например, добавляем флаг для игнорирования переноса строки.
pattern = re.compile(r"(\w+)+")
words = pattern.search(text, re.DOTALL)
А как указать несколько флагов? Ведь явно будут ситуации когда нам потребуется больше одного. Кто читал посты по битовые операторы уже понял как.
pattern.search(text, re.DOTALL | re.VERBOSE)
А теперь смотрим исходники, что находится в этих атрибутах?
Не удивительно, степени двойки. Почему? Потому что каждое следующее значение это сдвиг единицы влево.
>>> for n in [1, 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256]:
>>>
print(bin(n))
0b1
0b10
0b100
0b1000
0b10000
0b100000
0b1000000
0b10000000
0b100000000
Чтобы было понятней, давайте напишем тоже самое но иначе, добавим ведущие нули:
000000001
000000010
000000100
000001000
000010000
000100000
001000000
010000000
100000000
Не понятно что тут происходит? Читай три поста про битовые операторы начиная с этого ➡️https://t.me/pythonotes/45
В общем, это пример применения побитовых операций в самом Python.
Теперь вы знаете Python еще немного лучше)
#tricks#regex#libs
La Fabbrica di San Pietro “ha preso in esame l’ipotesi di ricerca” sulla presunta esistenza di una serie di opere di #Michelangelo Buonarroti “finora non conosciute”. È quanto fa sapere l’Ufficio comunicazione della stessa Fabbrica in merito alla notizia diffusa oggi da alcuni organi di informazione.
Nell’ambito delle celebrazioni per i 550 anni dalla nascita dell’artista (1475-2025) – si legge in una nota – è stato istituito un Comitato scientifico con il compito di “valutare eventuali approfondimenti sull’opera del Buonarroti”. “Con questi presupposti, il Comitato ha preso in esame anche l’ipotesi di ricerca oggetto della suddetta notizia”.
È iniziata intanto, il 1° febbraio, con la fase del montaggio del ponteggio in Cappella Sistina, la manutenzione straordinaria del Giudizio Universale: per circa tre mesi, il sommo capolavoro di Michelangelo sarà oggetto di un intervento di pulitura, ad opera dei Musei Vaticani.
La Cappella Sistina resterà sempre aperta, continuando ad accogliere fedeli e visitatori, mentre, dietro un telo riproducente ad alta definizione l’immagine dello stesso Giudizio, i restauratori del Laboratorio di restauro Dipinti e materiali lignei dei Musei Vaticani effettueranno le operazioni di pulitura.
Un busto scultoreo conservato da secoli nella basilica di Sant’Agnese fuori le mura, sulla via Nomentana a #Roma, potrebbe finalmente essere attribuito a #Michelangelo Buonarroti (1475-1564). L'ipotesi è stata annunciata dalla ricercatrice indipendente Valentina Salerno, nel corso della conferenza “Il volto ritrovato” presso la basilica stessa, illustrando la riattribuzione del “Cristo Salvatore” alla mano del maestro rinascimentale.
La statua, finora considerata anonima e catalogata come “Busto scultoreo di autore anonimo della scuola romana del XVI secolo”, rientrerebbe così tra le opere michelangiolesche poco note o dimenticate. Si tratterebbe di un significativo ampliamento del catalogo dell’ultimo Michelangelo e di un importante arricchimento della storia dell’arte rinascimentale.
Alla base della riattribuzione c’è un lavoro di oltre dieci anni condotto da Valentina Salerno, che ha incrociato testamenti, carteggi, diari, libri storici e di viaggio, relazioni, inventari notarili e atti confraternali dal 1564 ai giorni nostri. A differenza di altre ipotesi speculative, ha spiegato la ricercatrice, la ricerca si fonda esclusivamente su fonti documentali coerenti e verificabili, ricostruendo una linea continua tra l’eredità materiale di Michelangelo e il busto oggi custodito nella Basilica.
La studiosa ha ricostruito l’itinerario storico dell’opera, dalla morte dell’artista fino alla collocazione attuale, seguendo spostamenti, nascondimenti e ricollocazioni attraverso documenti notarili, inventari e cronache di confraternite. Questo percorso permette di chiarire il contesto storico e sociale dell’opera, inserendola in un sistema di relazioni con committenze, devoti e ambienti religiosi romani dell’epoca.
Il busto era rimasto per secoli nell’oblio a causa di errori attributivi e cancellazioni documentali che ne avevano disperso la memoria. Secondo la ricostruzione di Valentina Salerno, la sua classificazione come opera anonima della scuola romana del XVI secolo non riflette la realtà storica e stilistica. L’analisi comparativa con le griglie stilistiche dei maggiori studiosi mondiali di Michelangelo consente di collocare l’opera entro un contesto coerente, sottolineandone qualità formale e caratteristiche distintive della mano del genio del Rinascimento.
Un aspetto rilevante riguarda la trasformazione iconografica del volto: da ritratto fisico a volto sublimato del Salvatore, in linea con le pratiche devozionali e confraternali dell’epoca. Questo passaggio iconografico non solo rafforza l’attribuzione, ma testimonia anche la funzione spirituale e simbolica dell’opera, destinata a una fruizione religiosa e pubblica.
La basilica di Sant’Agnese fuori le mura, affidata all’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Salvatore, ha svolto un ruolo centrale nella presentazione della scoperta. L’Ordine ha sostenuto la ricerca, promuovendo la nascita di un comitato scientifico internazionale e favorendo il confronto tra studiosi di fama mondiale.
Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica di San Pietro, ha seguito con attenzione i lavori, che, secondo quanto comunicato, sono proseguiti anche durante il recente Conclave che ha eletto Papa Leone XIV. La collaborazione tra istituzioni religiose e comunità scientifica dimostra come studi approfonditi possano portare a scoperte di portata internazionale, valorizzando patrimoni spesso trascurati o mal interpretati, è stato sottolineato durante la conferenza stampa. (1/2)
Однако если дистанцироваться от этого библейского образа и вернуться в мир искусства и его поклонников, то можно увидеть послание: в наше время, когда классическое искусство зачастую называется «салоном и архаикой», когда оно подвергается нападкам всевозможных вандалов и дикарей, выдающих себя за эко-и прочих активистов, гадящих на мировые шедевры, - попытка открыто признаться в любви к искусству сравнима с авангардным жестом, идущим вопреки новомодным, одержимым разрушительной энергией веяниям.
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