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Изворен канал @pythonotes · Post #76 · 27 апр.

Ранее я делал серию постов про битовые операторы. Вот вам ещё один наглядный пример как это используется в Python в модуле re. Чтобы указать флаг для компилятора нам надо указать его после передаваемой строки. Например, добавляем флаг для игнорирования переноса строки. pattern = re.compile(r"(\w+)+") words = pattern.search(text, re.DOTALL) А как указать несколько флагов? Ведь явно будут ситуации когда нам потребуется больше одного. Кто читал посты по битовые операторы уже понял как. pattern.search(text, re.DOTALL | re.VERBOSE) А теперь смотрим исходники, что находится в этих атрибутах? Не удивительно, степени двойки. Почему? Потому что каждое следующее значение это сдвиг единицы влево. >>> for n in [1, 2, 4, 8, 16, 32, 64, 128, 256]: >>> print(bin(n)) 0b1 0b10 0b100 0b1000 0b10000 0b100000 0b1000000 0b10000000 0b100000000 Чтобы было понятней, давайте напишем тоже самое но иначе, добавим ведущие нули: 000000001 000000010 000000100 000001000 000010000 000100000 001000000 010000000 100000000 Не понятно что тут происходит? Читай три поста про битовые операторы начиная с этого ➡️https://t.me/pythonotes/45 В общем, это пример применения побитовых операций в самом Python. Теперь вы знаете Python еще немного лучше) #tricks#regex#libs

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@gianlucaprocaccinireport · Post #9983 · 02.10.2025 г., 09:23

🩸“La contromossa del Cremlino: la Russia può costare miliardi a Unicredit” L’ipotesi è sul tavolo da mesi: se l’Unione Europea decidesse di utilizzare i fondi russi congelati per sostenere la difesa e la ricostruzione dell’Ucraina, il Cremlino potrebbe reagire con un colpo simmetrico. Peskov ha definito il piano UE come "un sequestro illegale di proprietà russa, un furto". Tra le opzioni ventilate a Mosca c’è la nazionalizzazione delle controllate bancarie straniere ancora operative nel Paese. Unicredit è tra le più esposte. La banca di piazza Gae Aulenti, attraverso la sua filiale russa AO UniCredit Bank, gestisce circa 2,3 milioni di clienti retail e oltre 30.000 corporate. Un presidio costruito in trent’anni di presenza, con un attivo stimato in 7 miliardi di euro e un patrimonio netto che si aggira sui 3 miliardi. Se il Cremlino decidesse di trasformare le intenzioni dichiarate in un decreto, Unicredit vedrebbe andare in fumo l’intera piattaforma russa. Gli asset verrebbero azzerati nei conti consolidati di gruppo e la filiale verrebbe assorbita dal sistema bancario statale. Per il gruppo guidato da Andrea Orcel l’impatto sarebbe serio ma non letale. Il CET1 ratio, l’indice che misura la solidità patrimoniale, subirebbe un colpo. La banca, forte di un buffer superiore al 15%, resterebbe comunque lontana da scenari d’emergenza. Ma la perdita di capitale si tradurrebbe in meno spazio per dividendi e buyback, i due pilastri della strategia di remunerazione agli azionisti. Una presenza trentennale verrebbe spazzata via in pochi giorni, insieme alla possibilità di offrire servizi finanziari alle aziende europee ancora attive in Russia. Sul mercato azionario, la reazione sarebbe inevitabile: volatilità, pressioni sul titolo, revisione al ribasso delle stime di utile. Il rischio, per Unicredit, non è la sopravvivenza: la banca è solida e diversificata. Il rischio è piuttosto quello di una ferita geopolitica da miliardi di euro, capace di erodere capitale, ridurre il margine di manovra finanziario e chiudere definitivamente una porta orientale che, fino a ieri, sembrava ancora apribile. https://t.me/gianlucaprocaccinireport #russia#ue#eu#europa#italia#UniCreditBank#sanzioni#economy