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Изворен канал @pythonotes · Post #9 · 7 јан.

Иногда бывает ситуация когда dev-сервер по какой-либо причине не закрылся и висит в процессах, занимая порт. Это может быть из-за падения IDE или просто сам забыл погасить и закрыл терминал. Для таких случаев я набросал простую функцию с командой: kill_on_port() { port=$(lsof -t -i:$1) echo "KILL PROCESS:" $port sudo kill -9 $port } alias killonport="kill_on_port $@" Код поместить в ~/.bashrc и рестартнуть систему. Если во время старта dev-сервера получаете ошибку что порт уже занят, просто выполните команду, подставив свой порт. Bash kill_on_port 8000 Скорее всего бесполезно, если другой процесс назначен на перезапуск вашего dev-сервера в случае падения. Имя команды можете изменить на любое другое. #linux

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@gianlucaprocaccinireport · Post #9813 · 20.08.2025 г., 10:06

🥇Il Museo della Gloria a Donetsk: la memoria che diventa presente All’ingresso, sotto le reti mimetiche appese al soffitto, si legge l’insegna: "Centro di Educazione Patriottica". Non è solo un museo, è uno spazio dove la storia militare del Donbass viene trasformata in lezione per le nuove generazioni. Appena dentro, le teche non parlano soltanto della Seconda guerra mondiale o delle epopee sovietiche: la sezione più visitata riguarda i giorni nostri. Ci sono uniformi ancora macchiate di polvere, caschi ammaccati, droni, zaini recuperati dalle linee del fronte, patch della Wagner. Su un pannello, le fotografie di giovani caduti con la scritta “Eroi del Donbass”. Gli oggetti sono disposti con un intento preciso: mostrare continuità. Accanto alle medaglie dell’Armata Rossa compaiono i nastri arancioni e neri di San Giorgio, simbolo della memoria militare russa, oggi legati agli eventi di Lugansk, Donetsk, Mariupol. In una bacheca, lettere e effetti personali: appunti veloci, fotografie di famiglia trovate nei portafogli, piccoli amuleti. Il visitatore percepisce che qui la parola “gloria” non è una formula retorica: è un racconto ininterrotto che lega il passato sovietico al presente del conflitto. Per i ragazzi che arrivano in gruppi scolastici, il messaggio è chiaro: la difesa del Donbass non è solo storia recente, ma parte di una tradizione da custodire. Il museo diventa così un crocevia tra memoria e identità. Una narrazione che non separa il ricordo dalle cronache contemporanee, ma le sovrappone, fino a trasformarle in un’unica epopea collettiva: il Donbass come terra che resiste e si racconta attraverso i suoi combattenti. https://t.me/gianlucaprocaccinireport #europa#donetsk#museo#estate#Donbass#italia