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Тег: #ucraina · 3 постов
🎙️Dall’intervista del Ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov all'editorialista americano Tucker Carlson (Mosca, 6 dicembre 2024) #Ucraina • È assolutamente inutile sostenere che le persone che sono salite al potere a seguito del colpo di Stato militare del febbraio 2014 rappresentino i crimeani o gli abitanti dell'Ucraina orientale e meridionale. • Gli abitanti della Crimea hanno respinto il colpo di Stato militare. Hanno chiesto di essere lasciati in pace. Hanno dichiarato di non voler avere nulla a che fare con quella gente. Lo stesso è avvenuto nel Donbass. La Crimea ha tenuto un referendum e ha deciso di unirsi alla Russia. Il Donbass è stato dichiarato terrorista dai putschisti che hanno preso il potere. Sono stati bombardati e attaccati a colpi di artiglieria. È iniziata la guerra, che si è interrotta nel febbraio 2015. • Sono stati firmati gli accordi di Minsk. Eravamo sinceramente interessati a porre fine a questa situazione, ma affinché ciò accadesse era necessario che gli accordi di Minsk venissero implementati integralmente. E invece sono stati sabotati dal governo insediatosi in seguito al colpo di Stato in Ucraina. È stato deciso che questo governo avrebbe dovuto avviare un dialogo diretto con le popolazioni che non avevano accettato il colpo di Stato e promuovere le relazioni economiche con quella parte dell'Ucraina. 🤷♂️Nulla di tutto ciò è stato fatto. Il regime di Kiev ha dichiarato che non avrebbe mai parlato con loro direttamente. Questo nonostante la richiesta di un dialogo diretto fosse stata approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il regime di Kiev li ha definiti terroristi, quindi li combatterà perché è più forte e loro moriranno negli scantinati. • Se non ci fosse stato il colpo di Stato del febbraio 2014 e se l'accordo raggiunto alla vigilia tra l'allora presidente Poroshenko e l'opposizione fosse stato attuato, l'Ucraina sarebbe ancora unita e la Crimea ne farebbe parte. Questo è evidente. ❗️Invece non hanno rispettato l'accordo. In cambiohanno organizzato un colpo di Stato.
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📰 Risposte dell’Ambasciatore della Federazione Russa nella Repubblica Italiana Alexey Paramonov alle domande del “Corriere della Sera” (Roma, 14 ottobre 2024) Punti chiave #RelazioniBilaterali •La stragrande maggioranza della società italiana, [...] a differenza dell'élite di potere, ermeticamente chiusa ai contatti, neanche ora sentono la Russia come una minaccia, anzi auspicano il ripristino al più presto di un'atmosfera normale nelle relazioni russo-italiane. •Alcuni alleati, gelosi dell'Italia, hanno fatto grandi sforzi per turbare o distruggere l'idillio economico russo-italiano. [...] Si commercia sempre meno [...]. I produttori italiani sono stati costretti a perdere il lucroso mercato russo e si sono privati di carburante ed elettricità a basso costo. •A prescindere dalla posizione ostile che il governo di un determinato Stato può assumere nei confronti della Russia, noi non condanniamo a priori il popolo di quel Paese, non lo consideriamo ostile e ci opponiamo alla teoria della responsabilità collettiva. #PoliticaEsteraRussa •Non è colpa di Mosca se il modello di sicurezza euro-atlantico, nell'ambito del quale la Russia collaborava con la NATO e l'UE e continua a partecipare all'OSCE, ha perso ogni significato. Sono loro che, nonostante tutti i nostri appelli, si sono rifiutati di rispettare il principio dell'indivisibilità della sicurezza sancito nei documenti ufficiali dell'OSCE e hanno disatteso l'impegno a non rafforzare la propria sicurezza a scapito di quella degli altri. •Nel prossimo futuro per Mosca sarà particolarmente importante prendere parte alla configurazione politica, economica, logistica, sociale, culturale e umanistica di questo ampio spazio eurasiatico. Si, perché no, da Lisbona a Vladivostok, come si diceva una volta. Ma ben oltre, fino a Giacarta, abbracciando tutto lo spazio del Grande partenariato eurasiatico aperto anche alla Europa Occidentale. •La filosofia della politica estera russa si basa sulla consapevolezza che non c'è alternativa alla coesistenza tra Stati e popoli con diversi livelli di sviluppo e distinte tradizioni culturali e religiose. Le porte del dialogo restano aperte a tutti, anche a coloro che oggi sono ostili, ma a condizione che il dialogo sia serio, onesto, reciprocamente rispettoso e finalizzato al raggiungimento di un comune equilibrio di interessi e della pace. #СriminiDelRegimeDiKiev#Ucraina •Grazie alle generose sovvenzioni dei fondi americani e al denaro degli oligarchi locali sottratto alla popolazione, al posto dell'Ucraina, che per tre decenni ha mantenuto con noi relazioni amichevoli e confidenziali, è emerso un brutto mostro intossicato dal veleno nazionalista e affamato di elargizioni gratuite. Qualunque cosa dicano i “demiurghi” di Washington che l'hanno creato, questo mostro non è vitale, “nutrirlo” costa troppo. [...] La speranza che possa risorgere quell’Ucraina ortodossa, amichevole, buona, da tutti amata è impressa nella nostra memoria, sopravvive. •Nei media occidentali si sta gradualmente facendo strada la consapevolezza che l'operazione militare speciale in Ucraina, lanciata dalla Russia nel febbraio 2022, aveva lo scopo di porre fine alla guerra nel sud-est dell'Ucraina scatenata dalle nuove autorità ucraine contro una parte del proprio popolo che si rifiutava di obbedire al regime nazionalista salito al potere in seguito al colpo di Stato anticostituzionale del 2014, sostenuto dall'esterno, che fin dai primi giorni intendeva ripulire il territorio da tutto ciò che c’era di russo: persone, lingua, storia, religione, valori. •L'attività internazionale del regime di Zelensky [...] sia davvero di natura orwelliana. Ad esempio, è stato recentemente negli Stati Uniti, dove ha presentato una sorta di “piano di vittoria”. Notate: non la pace, ma la vittoria nella guerra! Da due anni a questa parte sta strenuamente trascinando la NATO e l'UE, e quindi l'Italia, in un conflitto aperto con la Russia, che lui individua come unico modo per rimandare l'inevitabile crollo del proprio regime. 🔗Leggere il testo integrale
🎙️Estratti dall’intervista del Presidente della Russia Vladimir Putin a Dmitrij Kiseljov (13 marzo 2024) 💬La Russia non è a un bivio. È sul percorso strategico del proprio sviluppo e non abbandonerà il suo cammino. #MondoMultipolare • Molte persone nel mondo guardano a noi, a ciò che accade nel nostro Paese e alla nostra lotta per i nostri interessi. (…) Associano la nostra lotta per l'indipendenza e la vera sovranità alle loro aspirazioni di sovranità e sviluppo indipendente. • Ma questo è aggravato dal fatto che nelle élite occidentali è molto forte il desiderio di congelare l’iniquità della situazione negli affari internazionali. Sono abituate da secoli a riempirsi la pancia di carne umana e le tasche di denaro. Ma devono rendersi conto che il ballo dei vampiri è giunto al termine. #Ucraina • Siamo pronti per i negoziati? Sì, siamo pronti. Ma noi siamo pronti solo per negoziati, che siano basati non su "voglie" tossiche, ma sulla realtà che si è sviluppata, come si dice in questi casi, sul campo. • Siamo pronti a un dialogo serio e vogliamo risolvere tutti i conflitti, e a maggior ragione questo conflitto, con mezzi pacifici. Ma dobbiamo avere la certezza netta che non si tratta di una pausa che il nemico vuole prendere per il riarmo, ma di una conversazione seria con garanzie per la sicurezza della Federazione Russa. • Usano missili britannici e americani. Non cambia la situazione sul campo di battaglia. Certo, ci danneggiano, questo è ovvio. Ma, in sostanza, questo non cambia il corso delle ostilità e le conseguenze che inevitabilmente ne derivano per la parte avversa. #USA • Sappiamo cosa sono le truppe statunitensi in territorio russo. Sono interventi. Questo è il modo in cui considereremo la situazione, anche se dovessero comparire sul territorio ucraino, loro lo capirebbero. • Ho detto molte volte che per noi è una questione di vita o di morte, mentre per loro si tratta di migliorare la loro posizione tattica nel mondo intero, e in Europa, in particolare, di preservare il loro status tra gli alleati. Anche questo è importante, ma non quanto lo è per noi.
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