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coming soon
#announcement#service
Il Ministero delle Finanze dell'#Azerbaigian ha annunciato l'intenzione di aumentare i bilanci per la difesa e la sicurezza del Paese di 187 milioni di $, per raggiungere un totale di 5,1 miliardi di $ nel 2026. Un aumento del 4%. Si tratta del 20,3% delle spese di bilancio del prossimo anno. Il motivo: "La militarizzazione armena".
Il dialogo tra #Azerbaigian e Santa Sede prosegue “intenso e approfondito, come dimostrato dalla visita in Vaticano da parte di una delegazione azerbaigiana composta dai massimi rappresentanti religiosi del Paese”. Così si legge in un comunicato diffuso oggi dall’ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede.
A guidare la delegazione Sheikhulislam Allahshukur Pashazade, Presidente della Direzione dei Musulmani del Caucaso, accompagnato dal Vescovo Vladimir Fekete, Prefetto Apostolico in Azerbaigian, da Robert Mobili, capo della Comunità Cristiana Albana-Udi, da Milikh Yevdayev, capo della comunità degli ebrei della montagna e, per gli ebrei sefarditi, dal Rabbino Zamir Isayev. Insieme alla delegazione l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede, Ilgar Mukhtarov.
La rappresentanza – si legge sempre nel comunicato – ha incontrato nella mattinata del 9 febbraio #LeoneXIV, al quale lo sceicco Pashazade ha innanzitutto portato i saluti del Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, del Primo Vicepresidente Mehriban Aliyeva e della famiglia presidenziale. Le parti hanno ricordato la cerimonia del Premio Zayed per la Fratellanza Umana, ricevuto dal Presidente Ilham Aliyev ad Abu Dhabi il 4 febbraio, e lo sceicco ha ringraziato il Santo Padre per le gentili parole spese per l’occasione a favore del processo di pace tra Armenia ed Azerbaigian, che dimostra, come evidenziato dal Pontefice, “che anche le divisioni più profonde possono essere guarite attraverso l’azione concreta”.
Secondo quanto riporta l’ambasciata, “Papa Leone XIV ha sottolineato come la presenza dei rappresentanti di diverse religioni sia un esempio di fraternità, dialogo interreligioso e pacifica convivenza”, ricordando l’impegno di Papa Francesco a costruire “ponti tra culture e religioni”, “impegno condiviso anche dal suo successore”.
Il 2027, è stato evidenziato, sarà un anno fondamentale per le relazioni bilaterali, in quanto si festeggeranno i 35 anni dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Azerbaigian e Santa Sede, nel 1992, all’indomani della riconquista dell’indipendenza da parte del Paese, i 30 dal primo incontro tra il Leader Nazionale Heydar Aliyev e San Giovanni Paolo II e il 25° anniversario della prima visita di quest’ultimo in Azerbaigian, da cui è scaturita la costruzione della prima chiesa cattolica nella capitale Baku.
L’ambasciata sottolinea che attualmente è in corso la costruzione di una seconda chiesa e il 2027 sarà un’occasione per un invito ufficiale – già formulato nel corso della visita – a Papa Leone XIV per visitare il Paese e anche la nuova chiesa i cui lavori saranno giunti a termine.
Durante la visita la delegazione ha incontrato anche il card. Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, con cui sono stati analizzati gli sviluppi positivi e rimarchevoli delle relazioni tra le parti e della cooperazione, volta sempre alla diffusione di uno spirito di pace, concordia e della conoscenza reciproca.
Il Cardinale ha salutato favorevolmente il processo di pace tra Armenia ed Azerbaigian, i cui effetti saranno evidenti per l’intera regione. I rappresentanti religiosi hanno avuto anche interessanti scambi di opinioni con alti ufficiali della Santa Sede, come il Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, Cardinale Claudio Gugerotti.
Ministero della Difesa dell'#Azerbaigian: "le forze armate dell'#Iran hanno attaccato l'aeroporto internazionale di #Nakhchivan e altre infrastrutture civili utilizzando dei droni armati. Condanniamo fermamente gli attacchi contro le infrastrutture civili. Sono in preparazione misure di ritorsione per difendere l'integrità territoriale e la sovranità del Paese".
Il Presidente armeno, #Pashinyan, lancia un messaggio di auguri al popolo azero per la festa religiosa in corso:
"Congratulazioni alla Repubblica dell'#Azerbaigian e al popolo azero in occasione del #KurbanBayram. Auguriamo pace e prosperità ai nostri Paesi e ai nostri popoli".
#Azerbaigian#NagornoKarabakh
Il Presidente azero #Əliyev (#YAP|Centro-destra) ha innalzato la bandiera azera a Khankendi/Stepanakert, l'ex capitale della dissolta Repubblica separatista dell'Artsakh.
@OsservatorioEsteri
🇮🇱🇦🇿🚨 Dopo lo "strano caso" del missile iraniano intercettato mentre (forse) era diretto in Turchia, oggi droni iraniani avrebbero colpito il Nakhchivan azero, exclave situata a 450 km a ovest della capitale Baku.
Almeno uno di essi ha colpito l’aeroporto internazionale di Nakhchivan, provocando un incendio.
Ilham #Aliyev è uno degli alleati più stretti di #Netanyahu. Durante la guerra di 12 giorni di giugno, Teheran aveva sollevato serie preoccupazioni sul fatto che Israele stesse utilizzando lo spazio aereo azero per lanciare e coordinare attacchi sul proprio territorio. In effetti, jet e droni israeliani sono entrati in Iran attraverso il Mar Caspio, facendo affidamento sul territorio azero per le manovre e il rifornimento in volo.
📍La rotta del Caspio ha molto senso:
🌏 La distanza dalla costa azera del Caspio al centro di Teheran è di soli circa 100 km.
🌏 Gli aerei israeliani potrebbero lanciare missili stand-off sopra il mare senza attraversare il confine occidentale dell’Iran, ben più difeso rispetto a quello meridionale.
🌏 Questo spiegherebbe alcuni degli attacchi più in profondità, come quello che ha colpito l’edificio dell’emittente statale IRIB a Teheran.
La questione va ancora più a fondo: il #Mossad, da anni ormai, ha creato presidi in Azerbaigian per monitorare l’Iran settentrionale e persino preparare eventuali attacchi contro installazioni nucleari.
In cambio, Baku ha ricevuto nel tempo miliardi di dollari in armi israeliane, soprattutto droni, impiegate nelle guerre in Nagorno-Karabakh.
All'#Azerbaigian e al suo rapporto stretto con Israele sono legate anche le speculazioni che riguardano la morte di Ebrahim Raisi, Presidente iraniano morto nel 2024 in un incidente in elicottero (in circostanze mai del tutto chiarite) mentre rientrava proprio da una visita al confine con l'Azerbaigian.
Nelle regioni settentrionali iraniane è presente una vasta diaspora azera (circa 15 miliono di persone), e nel progetto nazionalista di Aliyev l'ipotesi di entrare in questa guerra contro Teheran per controllare quei territori non sarebbeda escludere del tutto.
L’#Iran, consapevole di ciò, accusa Israele di essere responsabile degli attacchi con droni contro l’Azerbaigian. Il ministro iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo azero Jeyhun Bayramov, nel quale ha negato che l’Iran abbia lanciato droni contro l’Azerbaigian e ha denunciato il ruolo di Tel Aviv in questi attacchi che definisce "sotto falsa bandiera" che mirerebbero a danneggiare i rapporti dell’Iran con i suoi vicini e ad incentivare Turchia e Azerbaigian a sostenere la campagna militare israelo-americana.
La tifoseria da stadio con cui si affronta quanto sta accadendo in queste ore tra palestinesi e israeliani è davvero incivile, senza contare l'ipocrisia davvero vomitevole di queste ore.
Solo pochi giorni fa cominciava una terribile operazione di pulizia etnica nel Nagorno-Karabakh, a due passi da casa nostra, ad opera dell'Azerbaigian.
Ma nessuna bandiera su Palazzo Chigi e sugli altri palazzi del potere europei: primo perché degli armeni non frega nulla a nessuno; secondo perché dall'Azerbaigian importiamo gas per sopperire all'assenza di quello russo.
Un disastro, supportato da un'informazione indecente, animato da una classe politica che è la peggiore di sempre.
La mia al TG Plus di Cusano Italia TV
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https://www.youtube.com/watch?v=t7zjYhHwjPw&ab_channel=SavinoBalzano