OLTRE IL DOGMA: COSA CI INSEGNA DAVVERO IL RAPPORTO DEL PCC SULLA CRISI GLOBALE il Rapporto annuale 2022/2023*dell’Accademia del Marxism (Cina) di Bruno Steri per Marx21. Un testo che sfata molti stereotipi. 1. Il marxismo non è una litania. Contro la vulgata che dipinge i comunisti cinesi come "dogmatici", il Rapporto parte da una lezione di Engels: “La concezione di Marx non è una dottrina, ma un metodo”. Nessuna "frase scarlatta" astratta, ma l’analisi concreta di una realtà complessa. Con oltre 100 milioni di iscritti al PCC e un PIL da 121 trilioni di yuan, la "quantità" diventa qualità: la Cina non esporta modelli, propone percorsi. 2. Il parassitismo finanziario USA. Quando la Fed alza i tassi, non cura l’inflazione: esporta crisi. Il dollaro forte strangola il Sud del mondo, deprezza euro, yen e rupie, e spinge il 60% dei Paesi a basso reddito nel baratro del debito. Lenin parlerebbe di "Stato usuraio". Oggi 80 banche centrali si rivolgono allo yuan per sopravvivere. La dedollarizzazione non è un vezzo: è una trincea. 3. Europa: disuguaglianza e rassegnazione. I dati Ocse parlano chiaro: in Italia il 10% più ricco possiede il 47% della ricchezza, mentre la metà più povera precipita al 10%. Scioperi ovunque – portuali, trasporti, sanità – eppure, nota il Rapporto, nessuna critica organica al capitalismo. Perché? Perché i partiti comunisti europei, dopo il crollo sovietico, hanno "diluito il colore dell’avanguardia". Le lotte restano economiche, non diventano politiche. 4. Una bussola per ripartire. Il Rapporto non è un semplice resoconto: è un atto d’accusa contro l’accerchiamento imperialista (USA, Giappone, UE) e un richiamo alla responsabilità teorica. Se le proteste restano "senza guida", è il marxismo stesso a uscirne impoverito. Leggere queste pagine significa riarmare lo sguardo. Perché senza analisi della realtà, non c’è trasformazione. ✊#Cina#Marxismo#ImperialismoFinanziario#Dedollarizzazione#LottaDiClasse#RapportoPCC https://www.marx21.it/associazione/presentazione-del-rapporto-annuale-2022-2023-del-pcc/
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Portogallo: Fermata l’estrema destra, ma la battaglia è appena iniziata. Al ballottaggio dell’8 febbraio, il candidato socialista António José Seguro ha vinto la presidenza con il 66,8%, battendo chiaramente André Ventura, leader dell’estrema destra di Chega. Un risultato netto che ha sbarrato la strada a un progetto apertamente reazionario e xenofobo. Ma attenzione a cantare vittoria: se da un lato l’accesso a Belém è stato negato, dall’altro il 33% dei voti e il radicamento sociale di Chega ci dicono che il mostro non è sconfitto. Ventura esce da queste elezioni come leader indiscusso della destra, con l'obiettivo dichiarato di puntare al governo del Paese. Cosa ha fatto il Partito Comunista Portoghese (PCP)? Una scelta chiara e senza ambiguità: votare Seguro al secondo turno per bloccare Ventura, ma senza concedere alcun assegno in bianco al nuovo Presidente. Perché votare contro la destra non significa sostenere le politiche liberiste del Partito Socialista. ❗ Il vero problema resta: Perché l’estrema destra continua a crescere? Perché prospera sulle macerie del liberismo: precarietà, salari bassi, crisi abitativa, servizi pubblici smantellati. Quando la sinistra di classe non riesce a trasformare il disagio in lotta e conquiste sociali, quel disagio viene catturato da chi offre capri espiatori invece di soluzioni. La lezione per tutti noi: La stabilità istituzionale invocata da Seguro non può essere un valore assoluto. Se significa continuità con politiche che impoveriscono i lavoratori, allora è solo la prosecuzione ordinata del problema. La sfida oggi è una sola: rompere con le politiche liberiste. Solo rimuovendo le cause materiali del disagio possiamo neutralizzare l’estrema destra in modo duraturo, con più lotta sociale, più organizzazione e più autonomia di classe. ✊ La vittoria contro Ventura si difende ogni giorno, nelle fabbriche, nelle scuole e nelle piazze. #Portogallo#Elezioni#Antifascismo#LottaDiClasse#PCP#EstremaDestra#Politica#Sociale https://www.marx21.it/internazionale/portogallo-bloccato-lassalto-della-destra-ma-nessun-assegno-in-bianco-a-seguro/
"La controriforma permanente". Un libro che non è solo un libro, ma un atto politico. L'introduzione di Andrea Zirotti alla presentazione pubblica del volume curato da Luca Cangemi, “La controriforma permanente” (edizioni Marx Ventuno). Un lavoro che, in un deserto teorico e politico come quello attuale, merita attenzione e studio. Nel post trovate i punti chiave dell'intervento. Un’analisi che parte da una constatazione semplice: questo libro esiste e questo, già di per sé, è un fatto positivo. Perché? Perché in un'epoca di smarrimento della sinistra e di attacco feroce alla scuola pubblica, qualcuno ha deciso di offrire uno strumento teorico come contributo alla lotta. Un'opera che unisce rigore marxista e esperienza concreta di chi nelle scuole ci lavora e ha vissuto le battaglie. Il cuore del problema: la controriforma permanente Da decenni è in atto uno "scontro prolungato e asimmetrico" sulla scuola italiana. La sua funzione, i suoi fondamenti culturali, la sua costituzione materiale sono stati progressivamente stravolti. Il libro ci aiuta a vedere la foresta e non i singoli alberi: Dalla Costituzione al "capitale umano": La scuola, che secondo l’art. 3 della Costituzione dovrebbe rimuovere gli ostacoli per il "pieno sviluppo della persona umana", è stata trasformata in una fabbrica di competenze al servizio del sistema produttivo. L’offensiva neoliberista: Un processo non casuale, ma spinto da forze concrete (Confindustria, Fondazione Agnelli, UE) che hanno lavorato per decenni per aziendalizzare, gerarchizzare e definanziare l’istruzione pubblica. La nuova frontiera: la guerra: Oggi la fase è cambiata. Si approda alla "scuola come strumento del capitalismo armato". Un passaggio cruciale che, come vedremo, impone una riflessione su militarizzazione, ideologia e libertà di insegnamento. Un libro che parla al presente E che non può ignorare la tragedia che viviamo sotto i nostri occhi: il genocidio del popolo palestinese. Di fronte a questo, la scuola come istituzione tace. Per due anni scolastici, si è potuto entrare in classe e rimuovere l'orrore. Questo silenzio è l’esito della scuola controriformata, spogliata del suo ruolo costituzionale e ridotta a ingranaggio. #ScuolaPubblica#ControriformaPermanente#MarxVentuno#Istruzione#LottaDiClasse#Palestina#Costituzione#TeoriaELotta https://www.marx21.it/italia/unintroduzione-alla-presentazione-pubblica-de-la-controriforma-permanente/