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"La #vita non va rimandata né idealizzata, ma accolta nella sua tragica e sublime concretezza. La gioia evangelica non elimina le ferite, ma le attraversa e le trasforma, aprendoci all’amore più grande, quello che perdona. È proprio in questa adesione al reale che si apre una libertà nuova, capace di non dipendere più dalle condizioni esterne".
Nell'ultima meditazione di #Quaresima, offerta questa mattina nell'Aula Paolo VI dal Predicatore della Casa Pontificia alla Curia Romana e a Papa #LeoneXIV, padre Roberto Pasolini riflette sul tema: “La libertà dei figli di Dio. La perfetta letizia e la morte come sorella”
"I dolori della vita - ha precisato il frate - lasciano in noi segni che non sempre comprendiamo e che spesso facciamo fatica ad accettare. Sono ferite che restano aperte a due possibilità: possono chiuderci nel risentimento o nella fuga, oppure diventare spazi di crescita e di libertà".
"Ma quando l’amore di Cristo riesce a plasmare in noi una vita nuova, quella paura si scioglie lentamente, e la morte cambia volto, trasformandosi nell’ultima e definitiva occasione di conversione: il momento in cui si lascia andare tutto ciò che ancora si trattiene e ci si consegna, senza riserve, allo sguardo giusto e misericordioso del Padre", ha sottolineato Pasolini, ricordando come Cristo porti "questa storia al compimento sulla croce, nudo, esposto, mentre continua a benedire. È lì che Dio raggiunge l’uomo nel punto più fragile della sua esistenza e spegne definitivamente il sospetto sulla vita e sulla morte. L’antidoto alla paura non è una difesa più forte, ma il contrario: smettere di difendersi, allargare le braccia e imparare a ricevere".
Ecco perché, ha concluso, "non possiamo adattare il Vangelo alle nostre paure, ridurlo a una proposta rassicurante o a un insieme di pratiche religiose che ne conservano l’apparenza ma ne svuotano la vera forza spirituale. Offrire un cristianesimo a buon mercato, più facile ma meno esigente, significa privare gli uomini e le donne di ciò di cui hanno davvero bisogno: un cammino in grado di condurre i nostri passi dentro la vita eterna".
I testi completi con tutte le meditazioni di Quaresima 2026 sono disponibili al seguente link 👇
https://www.ilquadrantenews.it/news/chiesa-cattolica/vaticano-prediche-di-quaresima-2026-i-testi-integrali-delle-meditazioni/
"Oggi non possiamo tralasciare le #guerre, che coinvolgono strutture civili, inclusi gli ospedali, e costituiscono il più assurdo attentato che la mano stessa dell’uomo rivolge contro la #vita e la #salute pubblica". Sono le dure parole pronunciate questa mattina da Papa #LeoneXIV durante l'udienza ai membri della Pontificia Accademia per la Vita, svoltasi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano.
“Le situazioni in cui le comunità vivono, che sono frutto di politiche sociali e ambientali, producono un impatto sulla salute e sulla vita delle persone”, denuncia il Pontefice, secondo il quale “occorre concentrarsi non sul profitto immediato, ma su ciò che sarà meglio per tutti, sapendo essere pazienti, generosi e solidali, creando legami e costruendo ponti, per lavorare in rete, per ottimizzare le risorse, affinché tutti possano sentirsi protagonisti e beneficiari del lavoro comune”.
Il Santo Padre mette quindi l’accento sull’urgenza della prevenzione: “Quando esaminiamo la speranza di vita, e di vita in salute, in diversi Paesi e in diversi gruppi sociali, scopriamo enormi disuguaglianze” che “dipendono da variabili come il livello di retribuzione, il titolo di studio, il quartiere di residenza, anche all’interno di una stessa città”.
“Nonostante le dichiarazioni e i proclami, nei fatti non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è tutelata né promossa per tutti nello stesso modo”, la tesi di Leone XIV, che si sofferma sul concetto di #OneHealth, come base “per un approccio globale, multidisciplinare e integrato alle questioni sanitarie”, in quanto “sottolinea la dimensione ambientale e l’interdipendenza delle molteplici forme di vita e dei fattori ecologici che ne consentono lo sviluppo equilibrato”.
“È importante crescere nella consapevolezza che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature”, la raccomandazione del Vescovo di Roma sulla scorta della Laudato sì”, la cui impostazione “è molto in sintonia con la bioetica globale di cui la vostra Accademia si è ripetutamente interessata e che è bene continuare a coltivare”.
Da qui l'invito a “sviluppare sistemi sanitari più efficaci e più sostenibili, in grado di soddisfare i bisogni di salute in un mondo dalle risorse limitate e di ripristinare la fiducia nella medicina e negli operatori sanitari, malgrado la disinformazione e lo scetticismo nei confronti della scienza”. Del resto il concetto di “One Health”, tradotto in azione pubblica, “richiede l’integrazione della dimensione sanitaria in tutte le politiche, trasporti, alloggi, agricoltura, occupazione, educazione, e così via, nella consapevolezza che la salute si costruisce all’incrocio di tutte le dimensioni della vita sociale”.
Per questo oggi, prosegue il Papa, “abbiamo bisogno di rendere più solide la nostra comprensione e la nostra pratica del bene comune, perché non venga trascurato sotto la pressione di interessi particolari, individuali e nazionali”, a scapito delle “relazioni di prossimità tra le persone e dei legami vissuti tra i cittadini”.
“È questo il terreno su cui può crescere una cultura democratica che favorisce la partecipazione ed è capace di coniugare efficienza, solidarietà e giustizia - conclude Leone XIV -. Occorre recuperare il collegamento con l’atteggiamento fondamentale della cura come sostegno e vicinanza all’altro, non solo perché si trova in situazione di bisogno o di malattia, ma perché condivide una condizione esistenziale di vulnerabilità, che accomuna tutti gli esseri umani”.
“La protezione del #diritto alla #vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano”. Lo scrive Papa #LeoneXIV nel messaggio, redatto in lingua inglese, inviato ai partecipanti alla March for Life 2026 di #Washington D.C., la tradizionale marcia annuale in difesa della vita che si tiene nella capitale statunitense.
Nel breve testo, il Pontefice ricorda che “una società è sana e progredisce veramente solo quando salvaguarda la sacralità della vita umana e lavora attivamente per promuoverla”. Il Santo Padre rivolge un invito particolare ai #giovani, esortandoli a “continuare a impegnarsi affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi attraverso sforzi appropriati a ogni livello della società, compreso il dialogo con i leader civili e politici”.
Infine, il Vescovo di Roma incoraggia i manifestanti a “marciare coraggiosamente e pacificamente a favore dei #bambini non nati”, ricordando che difendendoli “state compiendo il comando del Signore di servirlo nei più piccoli dei nostri fratelli e sorelle”.