#VenerdìSanto Prima prostrato davanti l'altare, poi in ginocchio, a piedi scalzi davanti la croce. Papa #LeoneXIV, nella basilica vaticana, presiede la solenne azione liturgica della Passione del Signore.
Come da tradizione, in questo giorno particolare, l'omelia non è pronunciata dal Pontefice, bensì dal predicatore della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini. “Viviamo in un mondo in cui la voce di Dio non orienta più come un tempo il cammino condiviso dell’umanità - denuncia il frate -. Non perché la voce di Dio sia venuta meno ma perché spesso è una voce tra le tante, coperta da altre voci che promettono sicurezza, progresso, benessere. Eppure il mondo continua ad essere un luogo in cui si soffre e si muore, spesso senza colpa e senza ragione. Le #guerre non si fermano, le ingiustizie si moltiplicano e i più fragili sono quelli che ne fanno le maggiori spese”.
“È come se mancasse una parola capace di tenere insieme il cammino dell’umanità, un canto che sappia orientare positivamente i nostri passi verso un mondo più giusto e fraterno - l’analisi del religioso -. Eppure, se guardiamo bene, c’è qualcosa di sorprendente: una schiera silenziosa di persone che scelgono di dare ascolto ad una voce diversa. Alcuni la riconoscono chiaramente come la volontà di Dio, altri la sentono come un appello profondo e irrinunciabile della propria coscienza”.
“È una voce che non grida, che non si impone con la forza, che non propone scorciatoie - ha commentato Pasolini -. È un canto discreto e ostinato che invita ad amare, a restare, a non restituire mai il male ricevuto. Sono uomini e donne normali, che percorrono talvolta senza nemmeno saperlo la stessa via del servo del Signore. Non compiono gesti straordinari, semplicemente ogni giorno si alzano e provano a fare della loro vita qualcosa che non serve solo a loro, ma anche agli altri. Portano pesi che non hanno scelto, accolgono ferite senza indurirsi, non smettono di cercare il bene, anche quando sembra inutile. Non fanno rumore, non occupano la scena, ma tengono aperta la possibilità di un mondo diverso. È grazie a loro che il male non ha l’ultima parola, che la storia non si sta chiudendo nella violenza.”
🇮🇷🇺🇸 Les forces armées iraniennes n’estiment pas que la guerre avec les États-Unis est terminée, a déclaré à la télévision d’État le porte-parole de l’armée, Mohammad Akraminia.
Nous ne considérons pas que la guerre soit terminée. Nos conditions actuelles restent des conditions de guerre. Le peuple iranien peut être certain que si l’ennemi commet de nouveau une agression, il se trouvera confronté à de nouveaux armements et à une nouvelle réaction de l’Iran.
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“ La guerre en Iran, c’est la guerre de TROP ! “ - Adnan Azzam
🔗 L’émission complète : https://geopolitique-profonde.com/videos/etat-profond-orient-occident/
#iran#guerre#gptv
🇬🇧🇮🇷 Des manifestations de plusieurs milliers de personnes contre l’extrême droite et la guerre en Iran ont lieu à Londres
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🇩🇪🇷🇺 À Torgau, dans l’est de l’Allemagne, la mémoire des soldats soviétiques tombés pendant la Grande Guerre patriotique a été honorée.
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🇷🇺80e anniversaire de la #victoire de la Grande #Guerre patriotique
La #Russie se prépare activement à célébrer l'une des fêtes les plus importantes : le 80e #anniversaire de la victoire de la Grande Guerre patriotique. Plus de 170 événements sont prévus le 9 mai, jour de la commémoration. Plus de détails avec notre reporter Igor Kourachenko.
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🇫🇷🌎Alain Soral, écrivain franco-suisse: l'enjeu en ce moment, c'est d'échapper à la Troisième Guerre mondiale
C'est le chantier, c'est le programme. Ce n'est pas évidemment facile parce que ce sont des nations souveraines qui n'ont pas strictement tous les mêmes intérêts. Mais la charte qui est derrière, c'est qu'il n'y aura pas de puissance qui écrasera les autres. Donc, ce sont des négociations souvent pays à pays, petit groupe par petit groupe, mais qui sont, je dirais, obligés de réussir, parce que l'enjeu en ce moment, c'est quand même d'échapper à la Troisième Guerre mondiale
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🇺🇬 Une équipe internationale de chercheurs a observé la désintégration d'une grande communauté de chimpanzés dans le parc national de Kibale, en Ouganda, menant à une guerre civile au cours de laquelle au moins 24 individus sur plus de 200 ont péri. Les résultats de cette étude pluriannuelle sont publiés dans la revue scientifique Science.
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"Oggi non possiamo tralasciare le #guerre, che coinvolgono strutture civili, inclusi gli ospedali, e costituiscono il più assurdo attentato che la mano stessa dell’uomo rivolge contro la #vita e la #salute pubblica". Sono le dure parole pronunciate questa mattina da Papa #LeoneXIV durante l'udienza ai membri della Pontificia Accademia per la Vita, svoltasi nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano.
“Le situazioni in cui le comunità vivono, che sono frutto di politiche sociali e ambientali, producono un impatto sulla salute e sulla vita delle persone”, denuncia il Pontefice, secondo il quale “occorre concentrarsi non sul profitto immediato, ma su ciò che sarà meglio per tutti, sapendo essere pazienti, generosi e solidali, creando legami e costruendo ponti, per lavorare in rete, per ottimizzare le risorse, affinché tutti possano sentirsi protagonisti e beneficiari del lavoro comune”.
Il Santo Padre mette quindi l’accento sull’urgenza della prevenzione: “Quando esaminiamo la speranza di vita, e di vita in salute, in diversi Paesi e in diversi gruppi sociali, scopriamo enormi disuguaglianze” che “dipendono da variabili come il livello di retribuzione, il titolo di studio, il quartiere di residenza, anche all’interno di una stessa città”.
“Nonostante le dichiarazioni e i proclami, nei fatti non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è tutelata né promossa per tutti nello stesso modo”, la tesi di Leone XIV, che si sofferma sul concetto di #OneHealth, come base “per un approccio globale, multidisciplinare e integrato alle questioni sanitarie”, in quanto “sottolinea la dimensione ambientale e l’interdipendenza delle molteplici forme di vita e dei fattori ecologici che ne consentono lo sviluppo equilibrato”.
“È importante crescere nella consapevolezza che la vita umana è incomprensibile e insostenibile senza le altre creature”, la raccomandazione del Vescovo di Roma sulla scorta della Laudato sì”, la cui impostazione “è molto in sintonia con la bioetica globale di cui la vostra Accademia si è ripetutamente interessata e che è bene continuare a coltivare”.
Da qui l'invito a “sviluppare sistemi sanitari più efficaci e più sostenibili, in grado di soddisfare i bisogni di salute in un mondo dalle risorse limitate e di ripristinare la fiducia nella medicina e negli operatori sanitari, malgrado la disinformazione e lo scetticismo nei confronti della scienza”. Del resto il concetto di “One Health”, tradotto in azione pubblica, “richiede l’integrazione della dimensione sanitaria in tutte le politiche, trasporti, alloggi, agricoltura, occupazione, educazione, e così via, nella consapevolezza che la salute si costruisce all’incrocio di tutte le dimensioni della vita sociale”.
Per questo oggi, prosegue il Papa, “abbiamo bisogno di rendere più solide la nostra comprensione e la nostra pratica del bene comune, perché non venga trascurato sotto la pressione di interessi particolari, individuali e nazionali”, a scapito delle “relazioni di prossimità tra le persone e dei legami vissuti tra i cittadini”.
“È questo il terreno su cui può crescere una cultura democratica che favorisce la partecipazione ed è capace di coniugare efficienza, solidarietà e giustizia - conclude Leone XIV -. Occorre recuperare il collegamento con l’atteggiamento fondamentale della cura come sostegno e vicinanza all’altro, non solo perché si trova in situazione di bisogno o di malattia, ma perché condivide una condizione esistenziale di vulnerabilità, che accomuna tutti gli esseri umani”.
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