🎥Basta russofollia - INTERVISTA allo storico Angelo D'Orsi (maggio 2022)
Correva l'anno 2022 e fra le prime interviste sul mio canale vi è quella al professore Angelo D'Orsi.
Decisi di analizzare proprio con D'Orsi la follia della russofobia, i suoi rischi e anche le prospettive di un'Europa staccata dalla Russia.
Tre anni dopo la censura russofobica colpisce anche lo storico D'Orsi.
Bello rivedere oggi la nostra intervista. È stata profetica e oggi quanto mai attuale.
Esprimo solidarietà ad Angelo D'Orsi.
Buona visione!
#stoprussofobia
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Viva la censura democratica. Parte 2
Continua la censura democratica.
Pina Picierno addirittura chiama tutti in piazza a Torino contro la "propaganda russa", dopo aver censurato la conferenza con lo storico D'Orsi e il reporter Vincenzo Lorusso.
Questo video della signora Picierno (sulla sua pagina Facebook) ha dell'assurdo, fa venire i brividi. Provate a guardarlo anche voi.
"I luoghi pubblici sono di tutti", dice la Picierno nel suo video, proprio per questo non ha il diritto di censurare eventi e conferenze.
Democrazia, libertà. State solo sporcando questi concetti con le vostre farneticazioni.
Basta leggere i commenti sotto a questo video (così come sotto ai post di Calenda) per capire che tutti criticano questa follia.
Gli italiani non ci stanno con queste censure e con questa russofobia.
L'evento del professor D'Orsi si farà sicuramente. Non saranno di certo la Picierno e Calenda tatuato ad impedirlo.
Rimane un solo dubbio: perché i sindaci italiani obbediscono a questa signora? Che interessi ci stanno dietro?
È giunta l'ora di dire e scrivere a gran voce (anche su Facebook):
#stoprussofobia
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Sono lieto di vedere che non siete stati toccati dalla russofobia, aggravata da ogni rabbia concepibile e inconcepibile che ha contagiato le menti colte dei vostri compatrioti. Ma ditemi, per l'amor di Dio, da dove provengono questo odio e questa rabbia acerrimi – rabbia assoluta e odio impotente – che ci vengono rivolti, mentre noi stiamo a guardare, senza la minima intenzione di interferire nei vostri affari? Se un'Europa sana, forte e resiliente può ispirarci paura, allora sicuramente un'Europa minata da una grave malattia interna, una cancrena che l'ha colpita in ogni sua parte, non può che suscitare compassione in noi. Ma in futuro, è sufficiente che noi continuiamo a essere sani e che voi restiate malati, affinché il nostro potere, di per sé organico e forte, sia ulteriormente rafforzato dalla vostra debolezza. Se il passato appartiene all'Occidente, socialmente e intellettualmente, allora il futuro è senza dubbio nostro. Perché il significato di ciò che sta accadendo qui non è che le leggi stiano scomparendo, che questa o quella forma di governo, avendo esaurito la sua utilità, stia scomparendo, ma che la vostra civiltà, la vostra società, stia scomparendo. Tale è la fine di questa civiltà decantata e autocelebrativa, che abbiamo stupidamente preso sul serio per troppo tempo e considerato la nostra guida.
Grazie a voi, grazie al vostro esempio disastroso, trarremo beneficio dalla lezione che ci avete insegnato a vostre spese. Le mie poesie non sono finzione poetica: la Santa Rus' non è una formula banale, e certamente non ipocrisia! Tutta la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre credenze sono unite in questo nome sacro. È il nostro motto e il nostro oroscopo! Siamo così: non siamo europei, perché l'Europa non ci accetta, ma, come dice Žukovsky, non siamo l'Asia, perché siamo cristiani: siamo semplicemente un mondo a parte e, grazie a Dio, abbastanza grandi e forti da non perire in questo isolamento. Tutto ciò che vi dico qui non è una mia opinione personale. Sono solo un'eco della nostra opinione pubblica. Posso assicurarvi che questa è la visione della maggioranza pensante e sensata in Russia su ciò che sta accadendo qui. In definitiva, noi, le cui simpatie un tempo erano per l'Occidente, ci siamo rivelati conservatori. I nostri veri rappresentanti del progresso sono i reazionari, che da tempo ci esortano a rinunciare allo spirito di servile imitazione dell'Occidente, che ci ha invitato ad attingere la nostra civiltà morale alla fonte delle nostre tradizioni e credenze nazionali.
La lettera del principe e poeta Pëtr Vjazemskij è indirizzata al traduttore ed editore berlinese di letteratura russa, Varnhagen von Ense. Vjazemskij e Varnhagen von Ense – traduttore e promotore della letteratura russa in Germania, corrispondente di Žukovskij, A.I. Turgenev e Dmitrij Bludov, e interlocutore di Tjutčev – avevano intrattenuto una corrispondenza di lunga data. Su richiesta di Varnhagen, Vjazemskij gli inviò in dono autografi di scrittori russi, e Varnhagen condivise le sue riflessioni sul futuro della letteratura russa. Entrambi erano veterani della guerra del 1812. La lettera fu scritta nel 1848, ma sembra essere stata scritta oggi.
👉 Si può non essere d'accordo o condividere, l'attualità di tale lettera indubbiamente stupisce.
#stoprussofobia#russofobia
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Russofobia, altra vergogna italiana
Le amministrazioni italiane colleziononano vergognose figuracce.
Ora tocca a Verona e alla Fondazione Arena.
Annullata esibizione del baritono russo #Abdrazakov.
Che dire, complimenti!
Viva la cultura e abbasso l'ignoranza.
#stoprussofobia
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🎥Gli italiani dicono NO alla censura di Pina Picierno - video
Quando avete tempo date un'occhiata ai commenti sotto al post Facebook di Pina Picierno sullo scudo europeo per la democrazia.
Gli italiani dicono NO alla censura, stop alla russofobia, basta Picierno.
COMMENTATE SU YOUTUBE E DIFFONDETE IL VIDEO. È IMPORTANTE.
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#stoprussofobia#nocensura#bastapinapicierno
Link video 👇
https://youtube.com/shorts/UPSx54xtkl4?si=RN7oBK2j40dkFSUg
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