@libertaeragione · Post #4349 · 25.02.2025 г., 22:06
#Italia#Giustizia#CdS Il Consiglio di Stato, in un ricorso presentato dalla ONG Medici Senza Frontiere, collegata alla nave battente bandiera neerlandese Geo Barents, ha stabilito definitivamente la legittimità del c.d. "codice di condotta delle ONG", limitatamente alla parte in cui affida al Ministero dell'Interno l'onere di individuare un porto sicuro (o port of safety, abbreviato in pos, ndr) per le navi di soccorso umanitario marittimo. La sentenza dei massimi giudici amministrativi riporta quanto segue: "La gestione di un evento di salvataggio assume una connotazione complessa, rappresentando la sintesi di una pluralità di valutazioni che investono, ad un tempo, aspetti operativi e tecnico nautici - connessi alla gestione della prima fase dell’evento di soccorso - ed aspetti più prettamente afferenti alla gestione delle persone tratte in salvo, non limitati all’assistenza logistico-sanitaria dei naufraghi, ma estesi alle peculiari condizioni personali ed allo status dei soccorsi, nonché alla tenuta e sicurezza del sistema terrestre di accoglienza. L’arrivo in massa di migranti è idoneo a creare rilevanti problematiche di ordine e sicurezza pubblica. Il coinvolgimento del ministero dell’Interno nella catena di comando cui spetta la gestione dell’evento Sar (ricerca e soccorso, dall'inglese searche and rescue, ndr) debba ritenersi conforme al quadro delle competenze restituito dalla normativa nazionale di rango primario e secondario; in tale cornice si iscrivono organicamente anche le ’standard operative procedure’ (sop) del 2015, dirette a compendiare, in occasione di eventi Sar connessi a flussi migratori, le esigenze di carattere nautico con quelle afferenti alla sicurezza pubblica. Quello del Ministero dell'Interno deve essere considerato un coinvolgimento funzionale necessario, che non esautora l’Imrcc (e quindi il ministero dei Trasporti) dalla sua competenza nell’individuazione del pos. Il suo intervento nelle operazioni di soccorso e l’individuazione del punto di sbarco non rappresenta un’indebita ingerenza nelle competenze del Ministero dei Trasporti e delle Capitanerie di Porto, quanto piuttosto una necessaria e logica forma di cooperazione istituzionale tra le autorità preposte nella gestione del fenomeno delle migrazioni di massa. È dunque corretto ritenere che l’individuazione del pos non possa avvenire in astratto, equiparandolo sic et simpliciter (dal latino semplicemente) con il porto geograficamente più vicino all’intervento di salvataggio, dipendendo la sua individuazione da una molteplicità di fattori legati al caso concreto, quali lo status delle persone tratte in salvo (richiedenti asilo, rifugiati, ecc), il numero di naufraghi, la situazione a bordo, le condizioni di salute dei soccorsi, le condizioni metereologiche, la presenza di persone fragili o di minori tra i soccorsi". @OsservatorioItaliano
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