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Изходен канал @clockstackwheels · Post #721 · 26.12

Почему я люблю языки с сильной системой типов, проверяемой статическим анализом кода — хорошо написанная программа является своей собственной спецификацией и позволяет выражать через язык программирования законы существования предметной области. Когда-то давно я писал на ActionScript. Там была система типов, но вот десериализация JSON'ов по-умолчанию была в какой-то общий Object, к полям которого нужно было обращаться ["по_строковому_имени"]. В один момент мне потребовалось написать что-то на C#, который я совсем не знал, я стал гуглить, как десериализовать JSON, и с удивлением обнаружил кучу советов заранее объявить класс со всеми нужными полями и десериализовать в него. "Какой ужас!", — подумал я тогда, — "Это же дико неудобно! А если я не знаю полей JSON? А если их много? Отвратительный язык!" Теперь то я прекрасно понимаю, что JSON это контракт, и что правильная десериализация только такая и должна быть, и что в хорошем API в одном поле никогда не бывает данных принципиально разных типов, и так далее. Нет, если вы набиваете вечерами пет-проект или сидите бессонную ночь на хакатоне, нет ничего плохого в том, чтобы взять простой язык с динамическими типами вроде JavaScript или Python, не требующий описывать данные. Но вот в энтерпрайзе, особенно когда над одним проектом работает много людей (а бывает это очень часто) — хорошее использование системы типов убережёт разработчиков от огромного количества ошибок, будет бить их по рукам, когда они пытаются сделать что-то не то, и будет подсказывать, когда они не уверены в чём-то. С помощью статической типизации можно на уровне кода обозначить правила, по которым ведёт себя предметная область вашей программы в реальном мире. Разработчику не только будет сложно их нарушить, но он ещё и станет узнавать какие-то вещи, которые мог не знать раньше. Например, если мы делаем медицинскую CRM, и больница заводит новых пациентов только тогда, когда знает их группу крови, мы можем объявить тип "Пациент" (или, если точнее, "Карта пациента") и запретить создавать экземпляры этого типа, не передав в конструктор группу крови (которая, в свою очередь, тоже является типом, вероятнее всего ValueObject'ом). Если новый программист пришёл в проект, он, во-первых, не сможет записать в БД некорректную карту пациента. Понятно, мы не учитываем случаи, когда новый программист переделывает модели предметной области — это будет хорошо видно на кодревью. А, во-вторых, даже если ему никто не сказал, что пациенты должны быть с группой крови, он узнает это из кода. И уже будет понимать, что в тех процессах реальной жизни, которые он описывает кодом, карта пациента создаётся только при наличии группы крови. А, значит, нужно искать какой-то способ сначала эту группу крови получить, и только потом создавать карту. Программирование моделирует реальный процесс. В настоящей работе даже на языках с типами, конечно, без должного контроля можно написать что угодно. Нужна управленческая воля, компетентность руководства, понимание опасности техдолга, в идеале отдельные должности для архитекторов, опытные лиды и старшие разработчики. Но когда всё это есть, можно отсекать много проблем ещё на старте и проще погружать новичков. #dev

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Търсене: #democrazia

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la fionda📗

@lafionda · Post #7004 · 08.01.2026 г., 13:55

#albertonegri#democrazia#trump Un acceso botta e risposta tra Paola Tommasi e Alberto Negri. La giornalista sostiene che “gli Stati Uniti stanno difendendo i valori e la cultura occidentale” e che l’unica alternativa sarebbe “soccombere”, affermazione che suscita una reazione ironica: “Che risate che mi fai fare!”. Da lì il confronto si accende rapidamente. I toni si alzano e Negri cerca di intervenire: “Se taci un attimo, ti dico un paio di cose che sono importanti”, “Questa è un’aggressione…”, ammonisce Tommasi. Mente i nostri talk show si trasformano in pollai, la democrazia diventa sempre meno distinguibile da un’oligarchia tecno-finanziaria. 🎥Guarda il video: https://youtu.be/T0_UuQvKI0I?si=xJojBx7Wse9HA0aJ

Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #133 · 06.12.2019 г., 12:03

Mekhti Logunov ha 85 anni ed è il più anziano tra i prigionieri politici attualmente detenuti nelle carceri ucraine. Respingendo il teorema che lo descriverebbe con un “agente russo”, Mekhti Logunov anche da detenuto ha ribadito con durezza le critiche da lui mai risparmiate alla deriva politica che ha caratterizzato l’Ucraina degli ultimi anni. Ne parlo su Il Faro di Roma. #ucraina#carcere#dirittiumani#democrazia#europa http://www.farodiroma.it/hanno-paura-di-me-un-prigioniero-politico-di-85-anni-nelle-galere-ucraine-di-m-vezzosi/

Maurizio Vezzosi

@mauriziovezzosi · Post #121 · 03.12.2019 г., 10:40

Recentemente un ex deputato del parlamento ucraino ha pubblicato queste foto scattate in una struttura detentiva nella regione di #Odessa. Stando a quanto riportato dall'ex parlamentare, le foto sarebbero state a lui fornite da un detenuto riuscito ad introdurre un cellulare all'interno della struttura. Ciò che le foto mostrano è la realtà che vivono non solo i detenuti per reati generici, ma centinaia di prigionieri - con cittadinanza ucraina - che il governo ucraino continua a detenere per ragioni esclusivamente politiche. #ucraina#humanrights#dirittiumani#europa#democrazia

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #872 · 23.01.2025 г., 09:42

https://x.com/SavinoBalzano/status/1882362712778223974?t=E8jLTGjSvn590Xz6bshrAQ&s=19 È davvero inquietante ascoltare con quanta naturalezza dicano cose orribili: secondo #Augias, l'ignoranza del Popolo svilisce il voto, dunque la #democrazia. La #sinistra (poi ci dovrà spiegare cosa intenda con questa espressione diventata ormai ridicola) avrebbe il compito di «rompere il guscio di incapacità di lettura». In poche parole, se non leggete i fenomeni come dice lui, siete semplicemente incapaci e dunque il vostro voto ha minor valore: certamente minore del suo, che invece capisce tutto. Guardate che questo è il preludio al terrore: ricorda molto il Rousseau, convinto di avere «il diritto di costringere gli uomini ad essere liberi». E ovviamente i despoti sarebbero altrove. L'unica differenza consiste in questo: Rousseau aveva dietro la gente; voi siete soli... e questo ci consola.

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #966 · 04.04.2025 г., 16:15

https://x.com/SavinoBalzano/status/1908190763772764443?t=ds4NmCwPRdbe7OeleFHxjA&s=19 Che #Netanyahu sia un genocida e un terrorista, alcuni lo dicono da tempo (giustamente). Che #Israele agisca come un vero e proprio stato canaglia, pure (altrettanto giustamente). Strano che solo ora, seppur timidamente, qualcuno cominci a svegliarsi. Non vi pare? Non credo alle coincidenze. Ieri sera ascoltavo il Tg Draghi. Di solito si impegnano molto a raccontare nei minimi dettagli il dolore delle vittime civili in #Ucraina. E, sia chiaro, fanno bene: l'orrore della #guerra va denunciato sempre. Erano però decisamente più distratti, quantomeno poco zelanti, quando si trattava di raccontare i crimini di guerra commessi dallo Stato israeliano, dall’unica #democrazia del Medio Oriente, per intenderci. Ecco, vi dicevo: ieri sera, mentre ascoltavo Draghi News, il Direttore ha lanciato un servizio piuttosto duro nei confronti di Benjamin. «Sogno o son desto?», ho pensato. Addirittura il numero delle vittime civili, delle donne, dei bambini… Mi è bastato un attimo, una frazione di secondo, un istante per capire tutto. Voi che dite?

Marx21.it

@marx21news · Post #9890 · 06.03.2026 г., 06:51

"Specchio, specchio di Washington: Verità che si Sciolgono" Il professor Luciano Canfora lancia un allarme senza mezzi termini: stiamo assistendo a una "dittatura camuffata da democrazia", con un leader che personalizza il potere e ignora il diritto internazionale. Non si tratta solo di retorica. Dagli Epstein files emergono conversazioni in cui l’élite definiva Trump "psicotico" e ipotizzava una reazione estrema (come un attacco all’Iran) se messo alle strette. Nessun piano, ma una percezione del potere che fa paura. A ciò si aggiungono le parole di Mary Trump (psicologa e nipote dell'ex presidente) e l’influenza strutturale dei grandi capitali in politica, resa possibile da sentenze come Citizens United. Il punto non è il complotto, ma il sistema: quando leadership instabile, potere finanziario e calcoli elettorali si fondono, il mondo intero rischia di pagare il prezzo in sangue. E in Italia? Silenzio della Premier. Nessuna presa di posizione. Si marcia ancora una volta al fianco della macchina bellica USA, come se la storia non avesse insegnato nulla. Ahi serva Italia, di dolore ostello... #Geopolitica#Trump#Democrazia#Potere#Italia#Guerra#Pace https://www.marx21.it/internazionale/specchio-specchio-di-washington-verita-che-si-sciolgono/

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #950 · 24.03.2025 г., 07:17

https://x.com/SavinoBalzano/status/1904069576523911657?t=yjPdiKnEAty4eYCw8Qv4mg&s=19 Penso che qui Giordano colga perfettamente il punto della questione. Al di là del merito — sul quale c'è solo da stendere un velo pietoso — ciò che dovrebbe attirare la nostra attenzione è il metodo. Siamo passati dall’emergenza all’emergenzialismo, dallo Stato di eccezione di Schmitt allo Stato di eccezione permanente di Agamben. L’emergenzialismo come ideologia, come metodo di esercizio del potere, come strumento di sospensione definitiva della #democrazia. È tutto profondamente paradossale: se un’emergenza è perenne, non è più un’emergenza; se una sospensione è definitiva, non è più una sospensione. È ovvio. E proprio qui sta il punto: se sei in emergenza, devi “fare presto!”, e non hai il tempo di imbastire una discussione seria sul merito. La democrazia, con le sue procedure, diventa insostenibile. O almeno, così viene presentata all’opinione pubblica. Muore così la democrazia, sacrificata sull’altare di interessi che sono per definizione antidemocratici: interessi particolari, spesso economici e finanziari (più finanziari che economici), che nulla hanno a che vedere con il benessere collettivo, con la solidarietà, con l’equità. Nulla hanno a che vedere, in poche parole, con la nostra #Costituzione. In emergenza, oltre a non avere il tempo per discutere, nasce anche l’insofferenza verso chiunque osi avanzare dubbi. Bisogna essere “costruttivi”, dicono. Concreti. Non c’è spazio per il populismo, il qualunquismo, il complottismo, il negazionismo, il revisionismo, il benaltrismo e così via. In sostanza, chi si oppone - o anche solo solleva dubbi - va insultato, ridicolizzato, umiliato. Deve imparare a tacere, a lasciar fare, a non disturbare. A questo siamo ridotti. A questo ci hanno ridotto coloro che frignano per #Ventotene, che scendono in piazza sventolando le bandiere stellate dell’oppressione: gli emergenzialisti, italiani ed europei. Noi continueremo a rompergli i coglioni.

Marx21.it

@marx21news · Post #10097 · 02.04.2026 г., 06:50

Quale Costituzione abbiamo difeso?🇮🇹 Con il referendum abbiamo detto un No importante. Ma fermiamoci un attimo a chiedercelo: quale Costituzione stiamo difendendo? Troppo spesso viene usata come slogan, come un “antifascismo della domenica” comodo per coprire anni di manomissioni. La realtà è che l’attacco alla Carta del ’48 è stato sistematico. E non è arrivato solo con la destra. ✍️ È stato il centrosinistra a modificare il Titolo V. 📉 Governi “tecnici” e forze progressiste hanno introdotto il pareggio di bilancio. 🇪🇺 Abbiamo aderito a un’impostazione europea liberista che spesso striscia con l’articolo 1 (lavoro), l’articolo 3 (uguaglianza), l’articolo 4 (diritto al lavoro) e l’articolo 11 (pace). Dal lavoro alla sovranità popolare, la nostra Costituzione sociale è stata svuotata. Oggi viviamo in una condizione di “post-democrazia”. Difendere la Costituzione non significa difendere una statua da museo. Significa tornare a lottare per i suoi principi sostanziali. Altrimenti, resteremo in difesa perenne. Giocare solo per non perdere non è gioco. È ora di attuare la Costituzione. 📖✊ #Costituzione#Referendum#Democrazia#Lavoro#BeneComune https://www.marx21.it/italia/quale-costituzione-abbiamo-difeso/

Marx21.it

@marx21news · Post #9820 · 27.02.2026 г., 14:05

Bangladesh: quando la "rivoluzione" consegna il Paese alla destra. A febbraio, Bangladesh ha votato. I media occidentali parlano di "ritorno alla democrazia" dopo la caduta di Sheikh Hasina. Ma la realtà è più complessa e preoccupante. Il risultato? Il partito nazionalista di destra (BNP) torna al governo con una maggioranza schiacciante, mentre la storica Lega Awami viene messa fuori legge. Una bella "democratizzazione". La spinta dei giovani che hanno riempito le piazze nel 2024 si è tradotta in soli 6 seggi, e il nuovo esecutivo co-opta due figure del movimento solo per dare una patina di legittimità. Nel frattempo, con un referendum, si cancellano secolarismo e socialismo dalla Costituzione, aprendo spazi ai conservatori religiosi. Il sospetto è che sotto la maschera della "lotta all'autocrate" si nasconda una normalizzazione autoritaria con segno opposto, in un Paese troppo strategico (Oceano Indiano, Cina, India, USA) per essere lasciato davvero al suo destino. Non si tratta di difendere Hasina, ma di guardare con lucidità a chi vince e chi perde in queste "transizioni". #Bangladesh#Geopolitica#Democrazia#AnalisiPolitica#Hasina#Rivoluzione https://www.marx21.it/internazionale/il-bangladesh-dopo-la-caduta-di-hasina-quando-la-rivoluzione-consegna-lo-stato-alla-destra/

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #834 · 08.12.2024 г., 08:19

https://x.com/SavinoBalzano/status/1865668534669304089?t=VJ6V5htLCQAsFy29UNqGwQ&s=19 C'è persino qualcuno che esulta per quello che accade in #Romania: elezioni annullate per presunte ingerenze russe. Partiamo da un presupposto: nonostante alcuni telegiornali parlino di prove schiaccianti, la verità è che di certo non c'è nulla, zero. Chiacchiere (spesso da boomer). Ora qui il dibattito si divide. Alcuni parlano di ingerenze di #Putin in ogni dove: ecco, nonostante siano quelli che solitamente puntano il dito insultando chiunque muova critiche alla narrazione dominante, in questa circostanza assumono l'atteggiamento del perfetto complottista. Perché parlano del nulla, argomentando col niente. Dall'altro lato ci sono quelli che ti dicono che ogni volta che un popolo vota per determinate forze politiche succede un macello, si fa casino: e questo è un dato di fatto. Ci sono forze politiche che in Occidente non devono svolgere alcun ruolo: vengono descritte come eversive, pericolose, antidemocratiche, violente. Sono le cricche neoliberali a influenzare il voto dei paesi: i piani di finanziamento statunitensi, quelli di FMI e Banca Mondiale, quelli europei (insomma, cio che è stato efficacemente chiamato "mercato delle riforme); poi le basi militari con cui la NATO ha farcito i paesi più vicini a Mosca e quella ulteriore che vuole proprio in Romania. Questi sono i fatti. La democrazia sta morendo perché chi l'ha dominata fino a oggi non accetta che possa esserci qualcosa di diverso. Basta pensare a quel che accade in #Francia: #Macron, dipinto come un moderato, un democratico autentico, impone i suoi governi e la sua politica di guerra nonostante il Popolo voglia palesemente tutt'altro. La #democrazia, però, muore soprattutto nella testa degli idioti che esultano, gli stessi che esultavano da queste parti nel 2011, affollando piazza del Quirinale. Ve ne accorgerete, ma da buoni idioti lo farete quando sarà troppo tardi.

Marx21.it

@marx21news · Post #9666 · 30.01.2026 г., 14:05

Il ritorno di Nūrī al-Mālikī: un passo indietro per l'Iraq? Le elezioni irachene del novembre 2025 si sono concluse con un risultato che molti temevano: il ritorno al potere di Nūrī al-Mālikī, nominato primo ministro dal Quadro di Coordinamento sciita. Una scelta che segna il fallimento delle promesse di cambiamento e riporta al governo una figura controversa, simbolo di settarismo, autoritarismo e corruzione sistemica. Le elezioni senza alternative Il voto ha visto l’assenza delle principali forze democratiche: il Movimento Sadrista ha boicottato le urne, mentre il Partito Comunista Iracheno, nonostante una campagna capillare, è stato escluso dal parlamento. Per la prima volta dal 2003, nessuna forza civile siederà nel Consiglio dei Rappresentanti. Un sistema sempre più chiuso, dove denaro, milizie e retorica confessionale hanno determinato il risultato. ⚖️ Il peso del passato Al-Mālikī, già primo ministro dal 2006 al 2014, viene ricordato per politiche settarie che hanno alimentato divisioni e aperto la strada all’ascesa dello Stato Islamico. La repressione delle proteste sunnite, la gestione clientelare dell’economia e il collasso dei servizi pubblici restano macchie indelebili del suo mandato. Oggi, il suo ritorno sembra segnare la restaurazione di un sistema oligarchico fondato sulla “Dawlat al-ghanā’im” – lo Stato delle spoglie – dove risorse pubbliche e istituzioni vengono spartite tra élite corrotta. La crisi sociale e la risposta delle forze democratiche Mentre il governo prepara tagli e nuove tasse che colpiranno lavoratori e classi popolari, il Partito Comunista Iracheno propone una via alternativa: tassazione progressiva, riduzione dei privilegi della casta politica, investimenti in un’economia produttiva. La rabbia sociale non si è spenta, e la nomina di al-Mālikī rischia di accelerare le tensioni, in un Paese già stretto tra povertà, corruzione e instabilità regionale. ✊ Cosa resta da fare? Denunciare l’ipocrisia di un sistema che esclude le voci civili è necessario, ma non basta. Serve costruire un’alleanza popolare trasversale, capace di unire le lotte sociali e proporre un progetto di democrazia reale, oltre la logica della spartizione settaria. L’Iraq ha bisogno di giustizia sociale, cittadinanza piena e istituzioni trasparenti. La strada è lunga, ma oggi più che mai, è l’unica percorribile. Condividi se credi che l’Iraq meriti un futuro diverso! #Iraq#Democrazia#GiustiziaSociale#NoAlSettarismo#Cambiamento https://www.marx21.it/internazionale/iraq-il-ritorno-di-nuri-al-maliki-le-elezioni-del-nulla-di-fatto-e-la-sfida-delle-forze-democratiche/

Savino Balzano

@savinobalzano · Post #1140 · 03.09.2025 г., 18:05

https://x.com/SavinoBalzano/status/1963301300294287802?t=Aj1VRAElpVbxy_GY5Da1zQ&s= Non mi schiodo dalla favoletta dell’attacco informatico russo all’aereo di Ursula #VonDerLeyen perché dimostra perfettamente come il nostro sistema mediatico sia del tutto inaffidabile, propagandistico, venduto. Nel suo editoriale di oggi, #Travaglio, ha elencato i titoloni di ieri che davano per certa la notizia. Anche i telegiornali, per la verità, hanno fatto lo stesso. Oggi avete letto qualche smentita? Avete trovato articoli o ascoltato servizi che mettessero almeno in dubbio quella versione ridicola? No: insistono sfacciatamente, impunemente. Siamo noi a dover lanciare il mayday: con un’informazione del genere, la #democrazia è compromessa. #BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì, alle 17, su #RadioCusano.

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